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giovedì, 24 settembre 2009

Gli evasori ringraziano

Farete altri condoni fiscali? “Oggi non ci sono più le condizioni per farli. Non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato”. Molti avranno già capito chi è l’autore di queste frasi, visto che i condoni più ghiotti degli ultimi tempi sono opera sua. E’ Giulio Tremonti. Il nostro ministro dell’economia però deve aver cambiato idea, visto che lo scudo fiscale approvato dal senato altro non è che un regalo a tutti gli evasori che hanno esportato capitale chissà in quale paradiso fiscale. Cosa accadrà quindi? In soldoni, tra il 15 settembre e il 15 dicembre, dietro pagamento di un’aliquota equivalente al 5% del capitale emerso, l’evasore potrà godere di una protezione su processi e ipotetici accertamenti per reati tributari e societari, tra i quali anche il falso in bilancio. Già l’aliquota del 5% dovrebbe provocare nausea, ma il governo ha voluto esagerare con il falso in bilancio. Quindi se un evasore che ha capitali all’estero ha anche falsificato i propri bilanci aziendali(magari emettendo fatture false o facendo fuori documenti), per il fisco non c’è nessun problema. Traducendo in cifre, se il sig. evasore Rossi ha portato 1 milione di euro alle Cayman e, non contento, ha anche falsificato il proprio bilancio in qualche modo, potrà mettersi in regola pagando 50mila euro, a fronte dei 660mila euro divisi tra varie tasse che avrebbe pagato normalmente. Il tutto senza rischiare nulla, perché il fisco se ne frega della rendicontazione taroccata. Non ci si poteva aspettare altro, dobbiamo purtroppo ricordarci che siamo governati da un individuo che per decenni ha nascosto soldi al fisco.

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martedì, 24 marzo 2009

Il parlamento ai tempi della crisi

Giusto ieri sono stati resi noti i redditi dei nostri parlamentari e, sbirciando le dichiarazioni, si può fare qualche interessante osservazione. Innanzitutto emerge quanto sia duro fare il politico di questi tempi, come dimostra il caso Berlusconi. Ha infatti dichiarato solo 14.532.538 euro mentre, l'anno precedente, ne dichiarava 139.245.570. Poi si posiziona Giulio Tremonti, con 4 milioni e mezzo di euro. Il terzo posto è per Ignazio La Russa, che dichiara 490.188 euro. Quarto Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, con 228.313 euro. Chissà quanto è produttivo lui per guadagnare questi soldi. Ma i casi più interessanti sono i parlamentari che si dichiarano nullatenenti, come Barbara Contini (Pdl) che ha candidamente ammesso di non avere alcuna fonte di reddito. Anche l'ottimo Franco Frattini ha dichiarato 0. Posso capire che spenda tutto a donne, però una maledetta fonte di reddito l'avrà. Fa il ministro degli esteri, o sbaglio? Ma come è possibile che l'Agenzia delle Entrate non controlla? Un'ipotesi però ce l'ho: fanno i parlamentari in nero. Con questo stato frega soldi, vuoi che abbiano anche un contratto regolare?

Vi lascio infine con un interessante quesito. Qual è il cappellino che gli sta meglio?

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mercoledì, 18 marzo 2009

Se lo Stato è magnanimo

Attualmente non c’è una nazione che possa considerarsi economicamente tranquilla. Si va dal Giappone, i cui dati macroeconomici sono terrificanti, ai paesi dell’est europeo che sono a rischio default vero e proprio. Chiunque, sempre se sano di mente, farebbe tutto per riuscire ad avere qualche soldo in più e, ovviamente, anche un Governo agirebbe in tal modo. In Italia no. Immaginate: ci sono 98 miliardi di euro di evasione fiscale, tra multe non pagate e imposte non riscosse, ma tutti se ne sbattono, o fanno finta. Cosa se ne fa l’Italia di quella miseria? Al massimo il buon Silvio B. li potrebbe mettere da parte per tutte le prossime manovre finanziarie del governo, roba da niente. Questa cifra, si badi bene, non è l’evasione totale italiana (stimata sui 300 e più miliardi di euro, sigh) ma è tutta attribuibile alle società concessionarie delle slot machine. La Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie di pagare qualche decina di miliardo di euro per il risarcimento del danno arrecato allo Stato ma, neanche a dirlo, tutto tace. E non solo adesso. Anche quando i due giornalisti che si sono interessati al caso, Marco Menduni e Ferruccio Sansa, chiesero informazioni a Visco, vice ministro dell’Economia del governo Prodi, non ci fu alcuna risposta.
Ma, in fondo, cosa ci frega? Godiamoci gli abbondanti 10 miliardi promessi da Silvio che graveranno tutti sul nostro già misero debito pubblico e rallegriamoci lucidando la nostra social card.

A quasi un anno dalla nascita di questo blog, si aggiunge un nuovo autore: Andrea. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda e l'età è la stessa. Vi piacerà. (Ermes)

venerdì, 24 ottobre 2008

L'evasione fiscale si combatte con il Superenalotto

A Catania è stato beccato il 6 del Superenalotto da 100 milioni di euro e finalmente è finito questo strazio della "caccia al 6". È un Paese strano il nostro. Gli italiani non arrivano alla terza settimana del mese e hanno giocato 414 milioni di euro ai primi nove concorsi di ottobre del Superenalotto. Sarà stata la disperazione. E infatti questa febbre da gioco ha portato migliaia di persone a giocarsi lo stipendio o la pensione, nel desiderio di vincere il mostruoso premio, e ora navigano in cattive acque. Il Codacons ha chiesto al Ministero dell'economia, ai Monopoli di Stato e alla Sisal di intervenire a tutela dei giocatori e di tutti i cittadini, spalmando già dalla prossima estrazione l'intero montepremi previsto per il 6 tra chi realizzerà 5+1 e 5, così da porre fine alla "febbre da Superenalotto".
Se facciamo due conti, possiamo notare un risultato interessante. Su 100 euro di giocata, 49,5 euro finiscono nelle casse dello Stato. Nei primi nove mesi del 2008 la raccolta ha raggiunto 1 miliardo e 460 milioni, cioè 723 milioni intascati dallo Stato.
Insomma,
l'unico modo per spingere le persone a dare qualche soldo allo Stato è il Superenalotto. Per risolvere il problema dell'evasione fiscale bisogna puntare dritti sul Superenalotto.

postato da: ermes91 alle ore 14:19 | link | commenti (3)
categorie: politica, evasione