



Chiarito il punto per il quale il Parlamento non può pronunciarsi sulla situazione di una persona specifica, come sta facendo in queste ore con il caso di Eluana Englaro, è stato fatto notare un importante particolare dalla curatrice di Eluana, Franca Alessio. Cioè: "un'eventuale legge non dovrebbe avere nessun risvolto sulla vicenda di Eluana. L'alimentazione è già stata sospesa. E il testo del Ddl non mi sembra che disponga l'obbligo di riprenderla". Praticamente questo divieto non sarebbe retroattivo e quindi non servirebbe a niente.
Il disegno di legge dice: "In attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale".
E infatti non c'è alcun riferimento alla retroattività, neanche nella relazione di accompagnamento.
Il ddl verrà approvato molto rapidamente, ma se fosse giusta l'osservazione di Franca Alessio si aprirebbe un nuovo scontro. Berlusconi farebbe la parte del santo, a favore della vita e profondamente cattolico, e il padre di Eluana, la clinica di Udine, i giudici farebbero la parte dei bolscevichi senza cuore.
Prepariamoci, dico solo questo. A volte quando il fondo sembra essere stato raggiunto si scopre una strada che va ancora più giù.
C'è un limite che anche un premier nano ex-piduista e imbottito di soldi non deve superare, ed è il rispetto.
Ma in questi giorni Berlusconi sta dando vita ad una delle pagine più tristi della storia della nostra Repubblica. Non basta aver ricevuto un rifiuto da parte del Capo dello Stato sulla firma del decreto contro la sospensione delle cure di Eluana (se non è incostituzionale questo, quand'è che lo è?). Non basta, perché dopo aver creato questo inimmaginabile scontro istituzionale, Berlusconi procede con colpi bassi, come è solito fare quando si trova in difficoltà. Dichiara che Beppino Englaro "vuole togliersi una scomodità". Che se uno dei suoi figli fosse lì, "vivo e, mi dicono, anche con un bell'aspetto e con delle funzioni come il ciclo mestruale attivo e con la capacità di potersi risvegliare visto che il cervello trasmette ancora segnali elettrici", non se la sentirebbe proprio di staccare la spina.
Crede che Eluana sia come le foto ce la mostrano. Bella e sorridente. Crede che basti premere il tasto "riavvia" per farla risvegliare ("E se fosse possibile farla risvegliare?").
Beppino Englaro assiste a questo scempio. Un premier che non ha un minimo di rispetto per una persona in una situazione simile, un Vaticano che crede, lui sì, di poter decidere cosa fare della vita di un individuo, decine di giornalisti immobili davanti all'ospedale per seguire ora dopo ora questa vicenda che porta tanti ascolti, e anche degli stronzi che scrivono sul muro frasi ingiuriose contro Beppino Englaro.
Ma Berlusconi vuole cambiare anche la Costituzione, perché è filosovietica.
Vuole cambiare il mondo, tutti devono seguire i suoi ordini.
Vada a farsi fottere.
È da ieri che si sta discutendo di un possibile decreto ad opera del Governo per sospendere la procedura che porterà Eluana Englaro alla morte (se ancora così si può chiamare, non smetterò mai di ripeterlo).
Questo decreto sarebbe la fine di tutto. La nostra Repubblica toccherebbe il punto più basso e indegno della sua storia.
Sarebbe la fine della separazione tra potere esecutivo e quello giudiziario. Il Governo non può emanare un decreto con il quale cestinare sentenze giudiziarie. C'è un vuoto legislativo in questa materia, è chiaro. Ma solo la giustizia può riempire in parte questo vuoto, in mancanza di una legge.
Vogliamo risolvere questa lacuna? Certo, sono tutti d'accordo. Ma sono talmente stupidi da voler risolvere il problema con un testamento biologico che esclude la possibilità di sospendere alimentazione ed idratazione. E il problema rimarrebbe.
Sarebbe la fine della (presunta) laicità dello Stato. Se Berlusconi si rivolge ai vescovi dichiarando che "stanno facendo tutto il possibile", e subito dopo si vocifera di un possibile decreto, il terzo salto logico è chiaro, scontato: "faccio questo decreto perché lo vuole il Vaticano".
Sarebbe la fine della libertà personale. Non c'è un'emergenza eutanasia, potremmo dire. Mi spiego: è chiaro che questo decreto si rivolge direttamente al caso di Eluana. Ma il Governo non può farlo.
Il decreto rappresenterebbe la fine della nostra Repubblica.
Aggiornamenti:
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto: divieto di sospendere alimentazione e idratazione fino al varo della legge sul testamento biologico, quando anche lì sarà vietata la sospensione.
15:32 - Berlusconi: "Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli"
15:45 - Berlusconi ha detto: "Se il presidente della Repubblica non firmasse il decreto, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas ed approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo, e cioè quella che contiene questa norma"
Qualcuno gli spieghi che la procedura si può fermare solo entro 48 ore.
16:33 - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si legge in un comunicato del Quirinale, "ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente - conclude la nota - ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto"
Eluana Englaro è stata trasferita nella clinica di Udine "La Quiete".
Chiariamo una cosa: i medici non staccheranno il sondino come se fosse la batteria di un giocattolo. Quindi quando gli inviati dei nostri telegiornali dicono che "l'operazione potrebbe essere effettuata tra poche ore" dicono una scemenza. Passeranno dai 15 ai 20 giorni.
Poi vorrei ricordare che in Italia ci sono circa 3mila pazienti in stato vegetativo, e credo che sentiremo parlare di alcuni di loro in futuro.
Vorrei ricordare anche la recente successione di sentenze a favore della sospensione dell'alimentazione. Anzi, per meglio dire, contro il trattamento obbligatorio delle pratiche sanitarie.
Ognuno utilizza le sue armi. Molti la fede, altri il diritto. Se da un lato si vuole evidenziare la presunzione di stabilire la morte (se ancora si può parlare di questo) di una paziente, dall'altro si attacca in un'altro modo, ben più involuto: la presunzione di fede. La presunzione di stabilire cosa possa volere un essere superiore di cui non si è certi dell'esistenza. Ed è così che persone praticamente morte vengono tenute in vita nel nome di questa fede. "Dio vorrebbe che...".Interpretiamo.
Io posso solo dire ciò che vorrei personalmente. E vorrei che quel guscio ormai vuoto tornasse a far parte della natura, sotto terra.