
Con l'incontro tra Berlusconi e Sarkozy abbiamo avuto la conferma che in Italia verranno costruite quattro centrali nucleari, la prima nel 2020. Silvio ci sta lasciando una fantastica eredità. Perché è facile dire che il nostro premier è immortale o biologicamente giovane come un 20enne, ma la natura non segue queste sciocchezze. Quindi molto probabilmente Berlusconi neanche ci sarà nel 2020 e noi ci ritroveremo con queste quattro centrali che sputano materiale radioattivo che non sappiamo dove mettere. Io proporrei di trasferire le scorie direttamente ad Arcore, ancora meglio nel mausoleo di Silviuccio.
Il Berlusca dichiara con entusiasmo che queste centrali nucleari produrranno il 25% di energia per il nostro Paese, ma non ci dice che l'uranio dovremmo importarlo e anche a caro prezzo, visto che è agli sgoccioli.
Perché Scajola non ci parla delle fonti di energia rinnovabili? Perché non ci dice i costi?
Perché non sa niente, ma vuole comunque nasconderci quest'alternativa.
Ora...un maledetto referendum ce lo fate fare oppure volete decidere anche quando dobbiamo andare in bagno?
Dieci giorni fa Silvio Berlusconi era a Tokayo per il G8 e fece un annuncio delirante e assurdo che esaltò soltanto lui: "Durante il G8 si è parlato della necessità di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo". Premettendo che non furono dichiarazioni del G8, ma dell'unico Silvio Berlusconi e premettendo che Berlusconi non conosce un bel niente del nucleare (dalla materia prima ai costi, passando per la sicurezza), ebbene quello stesso giorno la centrale nucleare di Tricastin perdeva 30 metri cubi di acqua contenente uranio nei fiumi circostanti, quasi fosse un segno dall'alto. I controlli effettuati successivamente evidenziarono come "la messa in sicurezza destinata ad impedire ogni ulteriore inquinamento non fosse completamente soddisfacente". Lo stesso giorno un incendio distruggeva il tetto di una turbina dell'impianto nucleare di Ringhals, in Svezia.
Oggi una nuova notizia. Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, "senza impatto sull'ambiente", sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere.
Berluscò, anche se ce li metti tu 6 miliardi di euro per ogni centrale nucleare, è lo stesso un idea folle.
Alza lo sguardo, c'è qualcosa in alto che invia raggi luminosi sui tuoi capelli impomatati, si chiama sole. Guardati ancora attorno, e ti accorgerai che il vento non serve solo ad alzare parte della tua chioma bitumata.
Vogliamo centrali nucleari e già adesso non sappiamo neanche dove mettere le scorie nucleari delle 4 centrali nucleari che hanno lavorato in Italia per qualche anno, prima del referendum del 1987.
Quando ho letto la notizia è partito un urlo che ha spazzato via la quiete post-pranzo.
Claudio Scajola: "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione".
Ciò che molte persone non volevano sentire, l'hanno sentito oggi, con le parole del nostro ministro dello Sviluppo Economico.
Nell'epoca delle fonti di energia rinnovabili, si pensa e si parla ancora di un ritorno al nucleare.
Centinaia e centinaia di studi, bocciano senza attenuanti il nucleare.
Dipendiamo per l'80% del nostro fabbisogno energetico dall'estero, soprattutto per petrolio e gas naturale.
Per recuperare appena il 30% del nostro fabbisogno dovremmo costruire almeno 20 centrali nucleari e attendere almeno 10 anni affinché la prima centrale vada a regime.
La maggior parte dell'uranio si trova in Canada, Russia, Nigeria, Namibia, Stati Uniti ed Australia: l'Italia dovrebbe comunque importarlo. Le riserve di uranio dureranno ancora per 60-70 anni.
Il nucleare è un'idea altamente costosa. Per costruire una centrale nucleare da mille megawatt il costo si aggira sul miliardo e 200 milioni di euro, al quale vanno aggiunti i costi di smaltimento delle scorie e di smantellamento della centrale.
Inoltre alcuni isotopi dell'uranio restano radioattivi per centinaia di migliaia di anni, non esiste uno smaltimento totale.
Non sono da sottovalutare i rischi di incidenti in un Paese sismico come il nostro.
Secondo uno studio di Greenpeace, per il fabbisogno energetico di un Paese basterebbero il solare e l'eolico. Ogni giorno
Per Greenpeace, il nucleare rappresenta praticamente un vicolo cieco, e anche Legambiente boccia l'idea nucleare.
Decine di docenti e ricercatori credono che l'opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi.
Ripongo le mie speranze nelle 8 persone su 10 che nel 1987 risposero no al nucleare.
In questi giorni è in corso un’accesa polemica sulle dichiarazioni di Beppe Grillo rilasciate al V2-Day su Umberto Veronesi.
Beppe Grillo ha accusato, nuovamente, il noto medico di aver riportato un finto dato: la mancanza di particelle pericolose per la salute nelle bocche di scarico degli inceneritori. Ma il comico ha anche aggiunto che basta andare sul sito di Umberto Veronesi (denominato Cancronesi da Grillo) per capire che quest’ultimo ha interessi che lo spingono a rilasciare queste dichiarazioni.
Ed è proprio così: andando sul sito della Fondazione Veronesi , nella sezione “partners” sono visibili tutti gli sponsor di Veronesi. Tra questi troviamo l’Acea (gruppo di servizi di pubblica utilità attivo nell'acqua e nell'energia elettrica, ma anche nell'illuminazione pubblica e nel gas), l’Enel (che gestisce centrali a carbone ed olio combustibile e sta investendo sul nucleare), l’Eni (settore petrolifero), L’Acciai BrianzaComet (acciaieria), Pirelli (settore petrolifero), la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia (multinazionale francese che costruisce anche discariche ed inceneritori e detiene il 49% della società Tecnoborgo Spa di Piacenza che gestisce l’inceneritore della provincia).
Su questo piano, quindi, Grillo non ha tutti i torti…tutt’altro.
Ma non c’è solo Beppe Grillo a contestare il medico milanese. Ad esempio Paul Connet, docente di chimica ambientale e tossicologica alla Saint Lawrence University di Canton, New York. Negli ultimi due decenni ha studiato le problematiche della gestione dei rifiuti, con un'attenzione particolare ai pericoli derivanti dall'incenerimento ed alle alternative di non combustione.
Secondo Paul Connet l’affermazione di Veronesi secondo cui l’incenerimento è a rischi zero per il cancro è: senza una base scientifica, sconsiderata, irresponsabile ed aggiunge che dovrebbe chiedere scusa al popolo italiano.
Anche Stefano Montanari, scienziato italiano, ricercatore, studioso di nano patologie e direttore scientifico del laboratorio di ricerca modenese Nanodiagnostics, si è espresso sull’argomento.
Montanari ha affermato senza grandi problemi che Umberto Veronesi è un uomo d’affari straordinario, un bravissimo businessman, ma quello attuale non è il suo mestiere. Inoltre ha aggiunto che gli enti nazionali e internazionali più importanti sulla materia hanno criticato le parole di Veronesi.
Ed è stato così. L’Isde ha contestato le dichiarazioni di Veronesi sugli inceneritori: "L'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che annovera tra i suoi membri anche alcuni tra i principali epidemioliogi italiani, non ritiene scientificamente valida l'affermazione dell'assenza di rischi legati alla presenza di inceneritori, così come rilasciata dal Prof. Veronesi nel corso della trasmissione televisiva del 20 gennaio u.s....... Molti studi epidemiologici hanno infatti dimostrato il contrario, tanto è vero che il recente documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di impatto sulla salute della gestione dei rifiuti (http://www.euro.who.int/healthimpact/MainActs/20070228_1), assume l'incertezza scientifica per definire una posizione prudenziale. Peraltro messaggi totalmente tranquillizzanti di questo tipo rischiano di screditare tutto il Sistema Sanitario Nazionale e di mettere in crisi il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni."
Anche
Insomma, le accuse di Beppe Grillo sono del tutto legittime.
Nell'ultimo anni i prezzi degli alimenti di base sono aumentati a dismisura. Il prezzo del riso è aumentato del 70%, il mais del 31%, il grano del 130%, la soia del 87%. Una delle principali cause è l'uso dei biocarburanti, come il bioetanolo. Hugo Chavez, il presidente del Venezuela, ha definito l'etanolo un altro "crimine" degli Stati Uniti, e ha denunciato come "grandi quantità di grano statunitense siano utilizzate per produrre etanolo invece che per venire in soccorso dei poveri del mondo". Siamo in un mondo in cui 854 milioni di persone vivono in condizioni di sottonutrizione, il 12,6% della popolazione mondiale e, intanto, negli Stati Uniti i sussidi federali e comunitari per la produzione di bioetanolo sono maggiori di quelli della produzione di cereali per scopi alimentari. La causa dello spostamento degli USA verso il bioetanolo è stato senza dubbio l'aumento incessante del prezzo del petrolio. Ma per produrre etanolo viene bruciata una quantità energetica di combustibile fossile che è pari alla quantità energetica di etanolo prodotta. In un epoca in cui è evidente una emergenza alimentare globale (soprattutto in India, Indonesia e Africa Centrale), in cui le previsioni dicono che nel 2020, 340 milioni di tonnellate di cereali alimentari, ossia più della metà della produzione mondiale, verrà impiegato per la produzione di etanolo, è impensabile continuare ad usare biocarburanti come componente per benzine. Per evitare di proseguire nella catastrofe è necessario dirigersi verso i biocarburanti di seconda generazione no food o procedere con azioni incisive che contrastino l'aumento del prezzo del petrolio.