

Silvio crede di essere furbo. Nelle sue televisioni, nei suoi giornali invia i propri seguaci a raccontare quei pochi provvedimenti presi fino ad ora, che riguardano la vita di tutti, per mascherare il suo principale interesse, cioè quello di sfuggire dai processi che lo riguardano. A volte va lui stesso a recitare questa commedia. Trova nel Tg4 un ottimo palco, privo di un minimo di obbiettività e tantomeno di spirito contraddittorio. E allora va da Fede, a dimostrare che "possiamo essere soddisfatti" dal lavoro svolto fino ad ora dal Governo e annunciando di aver mantenuto gli impegni presi precedentemente. Ma soprattutto, nasconde i suoi tentativi di abbattere la magistratura con delle parole enfatizzanti, piene di entusiasmo ma vuote di sincerità.
Cela la totale indifferenza a discutere di salari, pensioni e tutto ciò che riguardi i lavoratori, pronunciando le solite frasi cariche di effetto, cioè "abolizione dell'Ici" e "detassazione degli straordinari". Poi rimarca il lavoro svolto per garantire più sicurezza, che consiste nei 3000 militari nelle città, idea tanto propagandistica quanto inutile, cercando di nascondere il suo tentativo di far sospendere 100 mila processi per salvare il suo. Soprattutto processi di reati con "impatto sociale", che tanto si annunciano di voler punire.
Informa di voler approvare un disegno di legge che permetta intercettazioni solo per "reati di mafia e terrorismo". Ma no, non bisogna pensar male. Le intercettazioni con Saccà, per le quali è indagato per corruzione, non c'entrano niente.
Parla di Alitalia, perché "stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita: un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera".
E nessuno che gli faccia notare la differenza tra le offerte e gli investimenti di Air France e di questa misteriosa cordata italiana. Nessuno che gli chieda del Lodo Alfano. Nessuno che gli chieda il motivo della presentazione della norma blocca-processi.
Nessuno cerchi di contraddirlo.
Il Nano le sta provando tutte per salvare Rete 4 dalle grinfie del malefico Europa 7. Dopo aver sorvolato sulle tre, 3, sentenze della Corte costituzionale che impongono a Mediaset di scendere da 3 a 2 reti, e dopo aver chiuso gli occhi sulla sentenza della Corte di giustizia europea, nella quale si afferma che il regime italiano "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati", ha provato e continua a provare ad evitare il passaggio delle frequenze di Rete 4 ad Europa 7 con l'ennesima legge ad personam.