Farete altri condoni fiscali? “Oggi non ci sono più le condizioni per farli. Non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato”. Molti avranno già capito chi è l’autore di queste frasi, visto che i condoni più ghiotti degli ultimi tempi sono opera sua. E’ Giulio Tremonti. Il nostro ministro dell’economia però deve aver cambiato idea, visto che lo scudo fiscale approvato dal senato altro non è che un regalo a tutti gli evasori che hanno esportato capitale chissà in quale paradiso fiscale. Cosa accadrà quindi? In soldoni, tra il 15 settembre e il 15 dicembre, dietro pagamento di un’aliquota equivalente al 5% del capitale emerso, l’evasore potrà godere di una protezione su processi e ipotetici accertamenti per reati tributari e societari, tra i quali anche il falso in bilancio. Già l’aliquota del 5% dovrebbe provocare nausea, ma il governo ha voluto esagerare con il falso in bilancio. Quindi se un evasore che ha capitali all’estero ha anche falsificato i propri bilanci aziendali(magari emettendo fatture false o facendo fuori documenti), per il fisco non c’è nessun problema. Traducendo in cifre, se il sig. evasore Rossi ha portato 1 milione di euro alle Cayman e, non contento, ha anche falsificato il proprio bilancio in qualche modo, potrà mettersi in regola pagando 50mila euro, a fronte dei 660mila euro divisi tra varie tasse che avrebbe pagato normalmente. Il tutto senza rischiare nulla, perché il fisco se ne frega della rendicontazione taroccata. Non ci si poteva aspettare altro, dobbiamo purtroppo ricordarci che siamo governati da un individuo che per decenni ha nascosto soldi al fisco.
Attualmente non c’è una nazione che possa considerarsi economicamente tranquilla. Si va dal Giappone, i cui dati macroeconomici sono terrificanti, ai paesi dell’est europeo che sono a rischio default vero e proprio. Chiunque, sempre se sano di mente, farebbe tutto per riuscire ad avere qualche soldo in più e, ovviamente, anche un Governo agirebbe in tal modo. In Italia no. Immaginate: ci sono 98 miliardi di euro di evasione fiscale, tra multe non pagate e imposte non riscosse, ma tutti se ne sbattono, o fanno finta. Cosa se ne fa l’Italia di quella miseria? Al massimo il buon Silvio B. li potrebbe mettere da parte per tutte le prossime manovre finanziarie del governo, roba da niente. Questa cifra, si badi bene, non è l’evasione totale italiana (stimata sui 300 e più miliardi di euro, sigh) ma è tutta attribuibile alle società concessionarie delle slot machine. La Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie di pagare qualche decina di miliardo di euro per il risarcimento del danno arrecato allo Stato ma, neanche a dirlo, tutto tace. E non solo adesso. Anche quando i due giornalisti che si sono interessati al caso, Marco Menduni e Ferruccio Sansa, chiesero informazioni a Visco, vice ministro dell’Economia del governo Prodi, non ci fu alcuna risposta.
Ma, in fondo, cosa ci frega? Godiamoci gli abbondanti 10 miliardi promessi da Silvio che graveranno tutti sul nostro già misero debito pubblico e rallegriamoci lucidando la nostra social card.
A quasi un anno dalla nascita di questo blog, si aggiunge un nuovo autore: Andrea. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda e l'età è la stessa. Vi piacerà. (Ermes)

Ho cercato su google le dichiarazioni rilasciate ieri dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti sui conti che ha trovato: "Sul programma di Prodi c'era scritto "miracolo", ma la situazione che abbiamo trovato appena arrivati al governo era di conti non a posto: di un'economia che andava a zero e di un deficit che saliva verso il 3%, il contrario di quello che dovrebbe essere". Non va bene così, Romano. Se Giulio ti lascia un deficit del 4,2%, tu non puoi dargli una sistemata. Lui deve ritrovarli in ordine, come prima. Aveva un 4,2%? Bene, restituiscigli il 4,2%.
Dopo aver fatto questa ricerca su google, è apparso in basso il sito ufficiale di Giulio Tremonti. Per curiosità ci vado. Eccolo, il bel faccino di Giulio, con la scritta "Vicepresidente di Forza Italia" che si ingrandisce, si muove, colpisce la tua attenzione, ti rende nervoso. Vado nella sezione Biografia. È diviso in tre parti: la prima rende noto la data di nascita, la seconda l'attività accademica (ma in realtà sembra una promozione pubblicitaria dei libri che ha scritto), la terza racconta la sua attività politica. Mentre ripenso all'articolo di Wikipedia su Giulio Tremonti che, in confronto alla biografia sul sito ufficiale, sembra l'Odissea a confronto con un numero di Topolino, leggo cosa c'è scritto in "attività politica". Mi ritrovo di fronte un obbrobrio grammaticale privo di qualsiasi punteggiatura: "Deputato al Parlamento Italiano dal 1994 Vicepresidente di Forza Italia Vicepresidente della Camera dei Deputati Chairman del “Group of Ten” (G10) Vicepresidente del Consiglio dei Ministri dal 23 aprile 2005 al 4 maggio 2006 Ministro dell’Economia e delle Finanze dal 11 giugno 2001 al 3 luglio 2004 e dal 22 settembre 2005 al 4 maggio 2006 Ministro delle Finanze, dal maggio 1994 al gennaio 1995". Non c'è neanche il punto alla fine.
Bene, rimango perplesso di fronte a questo scempio, ma mi salta in mente il sito di Angelino Alfano, il nostro Ministro della Giustizia. Ci vado, anche qui trovo il suo faccino che mi guarda e mi rende schizofrenico per il resto della giornata. Improvvisamente la mia attenzione si dirige verso una frase in grassetto che contiene la parola "mafia". Sono indeciso se leggere tutto l'articolo o risparmiarmi lo strazio. Decido di cliccare sulla notizia: è ancora presto e credo possa reggere allo sfacelo. Innanzitutto mi accorgo che non c'è la data della notizia, né in prima pagina, né all'interno dell'articolo. Te la devi inventare, la data. Inizio a leggere la dichiarazione di Angelino (beccato nel febbraio 2002 a baciare un boss mafioso durante un matrimonio): "Sappiano tutti i mafiosi che ciascun voto che un mafioso darà al centrodestra sarà utilizzato contro di lui e contro di loro".
Ok, basta. Mi fermo qui. Chiudo tutte le pagine di internet, scrivo questo pezzo, e per il resto della giornata non ascolterò più notizie di politica.
Tutti i giornali e tutti i tg parlano dei sorprendenti elogi del Newsweek verso il nuovo governo. Si nascondono le decine di articoli di giornali esteri che ogni mese demoliscono a parole l'intera politica del nostro Paese. Tutti annunciano i complimenti giunti a Silvio Berlusconi, ma nessuno dice, o dirà mai, cosa ci sia scritto veramente in quell'articolo di Jacopo Barigazzi.
In realtà gli elogi indirizzati a Berlusconi riguardano solo la faccenda di Napoli. Il vero scopo dell'articolo è rendere noto l'alto gradimento di questo governo e spingere l'Italia a fare finalmente qualcosa in campo economico.
Questo non lo saprete mai. Quindi, leggete voi stessi l'articolo.
Miracolo in 100 giorni
Come Berlusconi ha portato ordine nella caotica Italia, e cosa succederà dopo.
Nei suoi primi 100 giorni in carica, Silvio Berlusconi può aver fatto l’impossibile: ha imposto un controllo su questa apparentemente ingovernabile nazione, a un livello senza precedenti nella moderna storia italiana. I partiti di opposizione sono impantanati in bisticci, e Berlusconi, ora Primo Ministro per la terza volta dal 1994, ha un’approvazione del 55%, più alto di Gordon Brown, Nicolas Sarkozy o José Luis Rodríguez Zapatero.
Nessuno in Italia era riuscito ad essere apprezzato, questo è sorprendente. Più di gran parte delle nazioni dell’Europa Occidentale, l’Italia è stata a lungo tormentata dalla corruzione e da un sistema che assegnava un peso politico sproporzionato a piccoli partiti. Il predecessore di Berlusconi, Romano Prodi, fu ostacolato dalla piccola maggioranza di centro-sinistra al Senato e dai 9 partiti di coalizione. Ma Berlusconi, il 72enne magnate dei media, intelligentemente ha sfruttato la legge elettorale del 2005 che eliminava i piccoli partiti per ottenere una sorprendente valanga di voti per il quale l’opposizione sta ancora cercando di riprendersi.
Il suo partito di centro-destra ora ha 174 seggi al Senato (contro i 132 di sinistra) e mentre gode di una sorte di luna di miele con l’elettorato, ha sprecato poco tempo per consolidare la sua autorità. Uno dei suoi primi provvedimenti: far accettare una legge che assegna alle prime quattro cariche istituzionali, incluso il Primo Ministro, l’immunità dall’azione giudiziaria mentre è in carica.
La legge è passata con una maggioranza schiacciante lo scorso mese e ha messo fine ai procedimenti penali in corso contro Berlusconi (lui e i suoi sostenitori hanno detto che si trattava di un’operazione politica).
Che in questa nuova legge ci fosse un possibile conflitto di interesse non è passato inosservato ma gli italiani si sentono troppo poveri per dargli maggiore attenzione. Dopo 10 anni di crescita economica vicina allo zero (la Bank of America prevede una crescita dello 0,5% quest’anno), loro hanno richiesto sicurezza, non solo finanziaria. E Berlusconi la sta consegnando con una competenza da mano di ferro in guanto di velluto. Emblematica è stata la sua abilità nel pulire Napoli, sepolta da mesi sotto l’immondizia, in parte perché le comunità circostanti non permettevano semplicemente al governo di gestire le discariche di rifiuti. Berlusconi ha tenuto a Napoli il Consiglio dei Ministri, dove promise che avrebbe fatto il possibile fino a quando l’immondizia non sarebbe sparita, e ha nominato uno “zar dell’immondizia” per risolvere il problema. A Luglio il Parlamento ha approvato il piano di Berlusconi per aprire nuove discariche e inceneritori, e ha autorizzato i militari per proteggere temporaneamente le discariche dai residenti infuriati. I giorni successivi Berlusconi ha annunciato che 50 mila tonnellate di immondizia erano stati rimossi.
Con una simile risolutezza ha affrontato la percezione secondo cui la criminalità sia in aumento (malgrado i dati mostrino tutt’altra cosa) e che la colpa sia degli stranieri. A Luglio il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per combattere l’immigrazione clandestina e ha proposto una legge per prendere le impronte digitali a tutti i rom che vivano in Italia. Berlusconi ha ammorbidito il piano di fronte all’opposizione dei gruppi per i diritti umani e dell’Unione Europea. Ma in Agosto ha schierato centinaia di truppe per tutta l’Italia nel tentativo di essere più severo con l’immigrazione e la piccola criminalità.
Queste dure tattiche possono donare a Berlusconi la copertura per affrontare le questioni più profonde dell’Italia. Gli italiani ora pagano le tasse più alte dell’Europa Occidentale, e hanno i salari più bassi, che conducono alla diffusa evasione fiscale. Il debito pubblico rimane superiore al 100% del Pil; l’amministrazione costa dal 5 al 6% del Pil ogni anno, secondo la Bank of America.
Berlusconi ha promesso di ridurre le spese (in contrasto con il suo primo periodo), ma sarà più difficile mantenere la promessa di abbassare le tasse o stimolare la crescita. Berlusconi deve ancora capire la direzione. Lui piace agli italiani ora, ma ciò che vogliono veramente è la stabilità economica. Far sparire l’immondizia e perseguitare gli immigrati non basterà.
Ieri è stata definitivamente approvata dal Parlamento la manovra economica triennale da 36,2 miliardi di euro. Oltre ai vari tagli alla scuola pubblica (8 miliardi di euro), sanità e la tanto amata sicurezza (3,5 miliardi), resta in vita la norma anti-precari. I precari che hanno già presentato un ricorso per richiedere l'assunzione ai datori di lavoro non hanno più diritto all'assunzione, ma solo a un indennizzo economico pari a 2,5-6 mesi di stipendio. La norma è stata leggermente modificata, e riguarda ora solo i processi in corso. Volevano cancellare con un colpo di spugna i migliaia di precari. Usarli e gettarli via. Vogliono risolvere il precariato, eliminando direttamente i precari.
La norma mantiene la sua impronta incostituzionale e immorale. L'articolo 3 della nostra Costituzione va a farsi benedire. "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali", ma non è così.
Come ha fatto notare il Servizio Studi di Montecitorio, si distingue "la disciplina applicabile ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione e quella applicabile alle analoghe violazioni commesse in data anteriore o successiva all'entrata in vigore di tale legge e che non siano oggetto dei predetti giudizi".
Abbiamo capito. La Costituzione non piace a questo Governo. Il prossimo passo sarà eliminarla.
Taglio dell'Ici sulla prima casa e detassazione degli straordinari, ce lo ripetono ogni volta. Lo ripetono continuamente i giornalisti, lo ripetono ogni volta i vari Tremonti, Sacconi e lo stesso Berlusconi. Ciò che non riferiranno fino allo sfinimento saranno i tagli del Governo per la sanità. Più ticket, meno posti letto, meno personale. Il taglio sarà di quasi 7 miliardi di euro nel 2009, mentre il "Patto per la Salute" di Prodi prevedeva un incremento del Fondo sanitario nazionale del 3%. Lo diranno sottovoce, se lo diranno.
Bisbiglieranno, come quando comunicarono le conseguenze del taglio dell'Ici. Utilizzeranno solo i 49 milioni di euro per le infrastrutture nel sud (1,4 miliardi di euro in meno complessivamente per le infrastrutture), i fondi per l'ambiente (taglio di 399 milioni di euro), i fondi destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia (721 milioni di euro), ma la cosa più vergognosa è il taglio di 20 milioni di euro ai fondi per il sostegno alle donne vittime di violenza e per la prevenzione. In fondo si parla di soli 14 milioni di donne vittime di violenza in Italia. Vorrei che ripetessero questi tagli, non quello dell'Ici.
Intanto giunge addirittura un attacco dal segretario generale per gli Affari interni del governo catalano, Joan Boada, secondo cui la stampa italiana e i media di Berlusconi preferiscono affrontare altri argomenti, come l'omicidio della ragazza padovana, e criticare la polizia catalana, piuttosto che occuparsi dei problemi interni e dedicarsi alle mosse di Berlusconi. Che idee perfide che hanno questi catalani...
Silvio Berlusconi ha parlato al convegno di Confindustria a Santa Margherita Ligure. La sua prima preoccupazione è stata quella del suo alto gradimento: "Non riesco a entrare in un negozio perché tutti vogliono abbracciarmi". Poverino.