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mercoledì, 11 novembre 2009

Di Pietro contro la riforma inesistente

Il Governo vuole giungere ad una riforma della giustizia che sia in grado di ridurre i tempi dei processi. Girava l'idea di una prescrizione breve per aiutare il premier a smarcarsi ancora una volta dai problemi giudiziari, ma questo progetto sembra sia stato escluso, a meno di successivi emendamenti subdoli e vigliacchi durante la discussione parlamentare.
Pare, insomma, che questa volta le faccende personali di Berlusconi non dovrebbero orientare una riforma che riguarda la totalità del sistema giudiziario. Dico "pare", perché con questi personaggi non si è mai sicuri, e in passato ce lo hanno dimostrato. Bisogna essere cauti, come dicono nel Partito Democratico ("Bisogna aspettare il testo"), ma non chiusi come l'Italia dei Valori, con Di Pietro che parla di atto criminale, quando ancora nessuno sa cosa preveda concretamente la riforma.
Di Pietro che, tra l'altro, ha ricevuto 10 domande dal quotidiano Micromega. Domande firmate da Salvatore Borsellino e Andrea Scanzi, "sulle quali ritengono che dai vertici del partito fin qui risposte sufficientemente chiare non siano arrivate". Dall'illegalità all'interno del partito alla democraticità del sistema dirigenziale. Si attendono le risposte.
(Clicca qui per leggere le domande di Micromega)
postato da: ermes91 alle ore 14:26 | link | commenti (10)
categorie: politica, giustizia, berlusconi, di pietro
martedì, 13 ottobre 2009

Travaglio si, Di Pietro no

Con onesta sincerità bisogna notare che finalmente, dopo tanto tempo, Marco Travaglio si è accorto che nella costituzione non c'è scritto che il Presidente della Repubblica è obbligato a non firmare leggi incostituzionali. Dice Travaglio: "A furia di sentir dire che il capo dello Stato può respingere le leggi solo se sono manifestamente incostituzionali, mi ero fatto l’idea che ci fosse scritto nella Costituzione: in realtà non c’è scritto, sarà una prassi ma la Costituzione non lo dice. Dice semplicemente che, se una legge non gli piace, lo motiva e la rispedisce indietro". E per questo cambia la sua posizione. Dal "Napolitano doveva firmare" il lodo Alfano si passa al "Napolitano poteva non firmare". Poteva non firmare, dice Travaglio, perché era una legge orrenda. Bene, siamo d'accordo, ma pensiamo a cosa potrebbe accadere se la promulgazione di una legge dipendesse dall'opinione del Presidente della Repubblica. Ci sarebbe uno scontro durissimo con il Parlamento, per questo le leggi vengono firmate sempre, e la Corte costituzionale va a decidere, se interpellata, sulla incostituzionalità o meno di queste.
Travaglio l'ha capito, Di Pietro ancora no. Il leader dell'Idv intanto continua a chiedere elezioni anticipate: solo lui può credere che Berlusconi potrebbe essere battuto se si andasse ora alle elezioni. Elezioni vinte da Berlusconi sarebbero una catastrofe, eticamente e moralmente.

postato da: ermes91 alle ore 14:16 | link | commenti (34)
categorie: politica, informazione, berlusconi, di pietro
venerdì, 18 settembre 2009

Afghanistan

Credo che ieri, dopo l'attentato di Kabul, Di Pietro e la Lega abbiano come al solito cavalcato un'onda emotiva ricca di possibili voti futuri, gridando al ritiro immediato delle truppe dall'Afghanistan. Anche io ho spesso sostenuto l'idea di voler ritirare i militari dalle zone di guerra, partendo da un Iraq estraneo alla minaccia terroristica notata a suo tempo solo da Bush. Ma con l'Afghanistan la situazione si fa più complicata.
La minaccia è rappresentata dai talebani, un gruppo che è già stato al governo (1996-2001) e che ha mostrato di cosa è capace, dal punto di vista politico (regime teocratico e abrogazione del Parlamento) e da quello sociale, legato a quello religioso. E i risvolti sono ancora ben evidenti. La pubblica amputazione è prevista per punire il furto, gli adulteri vengono lapidati a morte, a donne e bambine è negata l'istruzione, e la presenza fuori casa senza l'accompagnamento di un parente stretto di sesso maschile. Coloro che non rispettano le leggi imposte dai Talebani vengono quotidianamente picchiati e torturati.
Chi subisce maggiormente l'azione del regime sono le donne.
Come spiega la Rawa, l'Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane, prima della guerra civile, nel 1960, il governo, sotto la leadership del primo ministro Daoud Khan, aveva considerato il velo come facoltativo, e concesso alle donne gli stessi diritti e doveri di fronte alla legge, che significava che potevano votare. Donne e bambine potevano anche andare a scuola. Durante l'occupazione sovietica, l'età minima di matrimonio si era alzata, erano stati creati corsi di alfabetizzazione, e l'importanza dell'istruzione aveva avuto più enfasi. Prima dell'ascesa dei Talebani, le donne afghane costituivano il 40% dei medici di Kabul, il 70% di insegnanti di scuola, il 60% di docenti all'universita' di Kabul, e il 50 % di studenti universitari.
Oggi, sotto il regime talebano, le donne non possono lavorare fuori di casa, uscire se non accompagnate da un parente di sesso maschile (mahram), o indossare scarpe che producono rumore. Le finestre di case in cui vivono donne devono essere dipinte di nero, in modo da renderle invisibili dall'esterno. Devono indossare il burqa, un abito lungo col cappuccio che nasconda le loro teste e i loro piedi, con una rete sugli occhi. I membri del Dipartimento per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio, controllano le strade e attaccano coloro che non obbediscono alle regole. Le donne "non in regola" vengono torturate e picchiate, perfino per infrazioni minori, come l'inavvertito gesto di scoprire la caviglia. Una donna stuprata puo' essere facilmente accusata di adulterio ed essere giustiziata. A causa del divieto di lavorare, le vedove di guerra ed altre donne devono mendicare o prostituirsi per mantenere se' stesse e le proprie famiglie. Inoltre, molte donne sono morte di malattie pur facilmente curabili, dal momento che ai medici uomini non e' permesso di curare pazienti di sesso femminile, e a parte un ristrettissimo numero di donne, a tutte e' stato vietato operare in campo medico. Anche in caso di emergenza, una donna può essere rispedita a casa, se non si presenta all'ospedale vestita propriamente e non accompagnata da un parente maschio. I casi di depressione e di suicidi tra le donne sono aumentati drasticamente.
I Talebani hanno anche vietato alle bambine di frequentare la scuola, inclusi dei corsi in casa sponsorizzati da alcune ONG. Solo di recente i Talebani hanno concesso ad un numero molto ristretto di corsi in casa per bambine di esistere, a Kabul. Ma anche questi corsi sono aperti solo alle bambine sotto I 12 anni, e l'obiettivo è quello di insegnare alle bambine solo quanto basta per poter leggere il Corano.

Non si può gridare ai quattro venti "molliamo tutto". No, sarebbe catastrofico.
Ho ascoltato ieri sera gli interventi di Bersani e Concita De Gregorio a Ballarò, e sono pienamente d'accordo con loro. Non possiamo mandare tutti quanti a casa subito. E' necessaria una revisione del progetto, sulla base della convinzione che l'azione diplomatica è fondamentale e che l'operazione internazionale potrà essere completata più con azioni politiche che con la forza.

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postato da: ermes91 alle ore 14:27 | link | commenti (28)
categorie: politica, guerra, lega, di pietro
giovedì, 23 luglio 2009

Super partes

Napolitano ha approvato il ddl sulla sicurezza, pur inviando una lettera di 5 pagine agli esponenti del governo in cui esprime "perplessità" e "preoccupazioni" per le "criticità" dell'insieme del provvedimento, manifestando dubbi "di irragionevolezza e d'insostenibilità" del pacchetto.
Allora Di Pietro si è chiesto: "Non faceva meglio a non firmarlo per niente il ddl?".
Napolitano ha risposto che "chi invoca polemicamente e di continuo poteri e perfino doveri che non ho, mostra di aver compreso poco della Costituzione".
Ieri Di Pietro ha ribattuto: "La prego, signor Presidente, mi risponda nel merito, invece di offendermi anche Lei gratuitamente". Per lui il Presidente avrebbe potuto "prima di promuovere la legge, con messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione. Insomma, a norma di legge costituzionale, poteva e doveva non controfirmare né promulgare la legge ma rinviarla al Parlamento con le stesse identiche motivazioni con cui ha scritto la letterina di rimprovero a Berlusconi”.
Non l'avesse mai fatto. Dalla maggioranza arrivano subito i rimproveri.
Capezzone: "E' un fatto di gravità inaudita che il signor Di Pietro continui a insolentire il Capo dello Stato. Non è ammissibile che un garante super partes sia ogni giorno oggetto di attacchi, offese e insinuazioni da parte dell'Italia dei Valori".
Eh già, super partes...
"Il presidente della Repubblica è uno di loro, così come i presidenti di Camera e Senato. Questi signori della sinistra pur essendo primi in elezioni taroccate hanno rifiutato la nostra offerta di collaborazione ed hanno occupato tutte le istituzioni": Silvio Berlusconi il 21 ottobre 2006 nella manifestazione contro la Finanziaria.
"La presidenza di una Camera all' opposizione solo se Napolitano si dimette dal Quirinale": Berlusconi, 10 aprile 2008.
postato da: ermes91 alle ore 11:47 | link | commenti (1)
categorie: politica, sicurezza, berlusconi, di pietro, napolitano
lunedì, 13 luglio 2009

Siamo cauti

Ancora non si è capito se l'uscita di Beppe Grillo circa la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico sia una provocazione o una cosa seria. Ma nonostante questo, si sono alzate grida di approvazione, consenso, acclamazione, anche esagerate. Già, perché se Grillo si candida dal momento che "dopo Berlinguer nella sinistra c'è il vuoto", resta il fatto che spesso è apparso come un uomo con idee reclamate dall'altra parte politica (vedere soprattutto il tema immigrazione, con l'attacco ai rom e la vignetta di risposta di Vauro). Se poi aggiungiamo che il suo programma sarebbe quello dei Comuni a Cinque Stelle (da lui sponsorizzati) e che qui non compare nessun riferimento all'immigrazione, il dubbio rimane. E cosa dire del suo senso democratico, con un blog che non ha mai visto una risposta di Grillo ai commenti lasciati dai visitatori, e con una recente apparizione televisiva imbarazzante con Grillo che lascia il collegamento alla prima domanda che gli viene posta. Se consideriamo anche le sue battaglie in favore di un Parlamento pulito (senza condannati), la sua condanna del 1988 per omicidio colposo (incidente d'auto) diventa incompatibile con le sue proposte (tra cui quella di non candidarsi proprio per questo motivo) e rappresenta senza dubbio un punto debole sui faranno leva da "destra". Diceva anche che "alla politica ci pensa Di Pietro", nel senso che il leader dell'Idv spesso porta avanti idee condivise da Grillo, e ovviamente anche delle migliaia di persone che lo seguono.
Quindi, aldilà di alcune incoerenze (magari apparenti), Grillo pecca di presunzione se crede di voler trainare la sinistra nel posto che gli compete e che gli elettori chiedono. Certo, basta leggere il programma di Grillo per capire che contiene idee nuove, inedite a tutti i partiti attuali. Ma siamo cauti per piacere. E sempre che la sua candidatura sia vera.
postato da: ermes91 alle ore 12:27 | link | commenti (14)
categorie: politica, beppe grillo, di pietro, pd
domenica, 12 luglio 2009

Notizie dall'estero

I tg sono patetici. Non che non ne fossi consapevole, ma mi riferisco soprattutto a quando questi riprendono le notizie dall'estero, tralasciando le restanti centinaia che le settimane precedenti hanno presentato l'Italia come un Paese guidato da un puttaniere corruttore, e sottolineando gli elogi del financial times: "Berlusconi lo statista, non il playboy". Ovviamente essendo all'oscuro delle precedenti voci, i telespettatori avranno preso anche "playboy" come un complimento. E non sapranno neanche che alla sicurezza mostrata dal cronista per comunicare la notizia, si vanno a contrapporre le parole di cautela utilizzate dal giornale subito dopo il complimento, come "almeno per ora".
Ma se vanno a vedere la stampa estera, perché non hanno buttato un occhio anche sull'Herald Tribune, con la pagina acquistata da Antonio Di Pietro per denunciare la deriva antidemocratica in questo Paese? Misteri italiani. Probabilmente Minzolini apparirà in video per spiegare che anche quello è gossip.


Le altre notizie dall'estero:
La CNN su Berlusconi, le sue gaffes e il nuovo scandalo
La dignità dell'Italia
A chi tocca?
L'organizzatore delle feste di Berlusconi
Berlusconi non se ne andrà fino a quando il Signore non lo prenderà
Lo chiamano gossip
postato da: ermes91 alle ore 11:24 | link | commenti (2)
categorie: politica, informazione, berlusconi, di pietro
giovedì, 02 luglio 2009

Ora sono più sereno



Mentre il governo chiede tre voti di fiducia per far passare il ddl sulla sicurezza al Senato (tra poco chiederanno la fiducia anche per poter andare al bagno), il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito riferisce in Parlamento sull'incontro avvenuto tra Berlusconi, Letta, Alfano e due giudici della Corte Costituzionale che presto decideranno cosa fare del Lodo Alfano: "Non parlarono del Lodo Alfano". Grazie, ora sono più sereno.
Uno dei due giudici, Mazzella, ha scritto a Berlusconi: "Siamo oggetti di barbarie, lo inviterei ancora", ha detto.
E quando Di Pietro si permette di evidenziare l'aspetto antidemocratico della situazione, il viscido Bondi si alza dalla poltrona e inizia a gridare "Vergogna!". Bondi.
Intanto ci sarà "una giornata di silenzio contro i bavagli": contro il ddl sulle intercettazioni, i giornalisti in sciopero il 14 luglio. I giornalisti, dunque Emilio Fede andrà in onda.
mercoledì, 10 giugno 2009

Considerazioni europee/2

Dunque, parliamo di preferenze.
Berlusconi è stato sì il più votato, ma ha ottenuto il suo minimo storico scendendo ad un rapporto sui voti di partito del 25,05%, contro i precedenti 29,68% (1994), 37,7% (1999) e 34,5% (2004).
La notizia, se vogliamo fingere stupore, è il ritorno di Clemente Mastella, che come previsto ha ricevuto indietro il favore che aveva fatto a Silvio facendo cadere il Governo Prodi. Mastellone da Ceppaloni andrà al Parlamento Europeo.
Nel Partito Democratico spicca il grandissimo successo di Debora Serracchiani. Sconosciuta fino a qualche mese fa, e passata alla ribalta con il discorso all'assemblea dei circoli del partito, la Serracchiani ha stravinto in Friuli Venezia Giulia, staccando il Papi Berlusconi di 9mila voti. Appena gli elettori hanno la possibilità di contribuire al cambiamento del partito, votano in massa, e i risultati si vedono. Io la nominerei direttamente segretaria del partito alle prossime primarie del Pd.
Nell'Italia dei Valori Luigi De Magistris prende più voti di Antonio Di Pietro e ora andrà al Parlamento Europeo a sorvegliare il cammino oscuro dei fondi europei. Bene, molto bene, come la decisione di Di Pietro di eliminare il suo nome dal simbolo del partito. Menomale, anche perchè il suo nome era più grande del nome del partito.
Nell'Udc viene eletto al Parlamento Europeo Magdi Cristiano Allam, o meglio Magdi Anti-Islamico Allam, che andrà a rivendicare le radici cristiane dell'Europa eccetera eccetera, viene eletto anche l'81enne Ciriaco De Mita, ma per fortuna non ci presenteremo con Emanuele Filiberto. Concediamogli altre 5 edizioni di Ballando con le stelle e poi sarà pronto per raccogliere i voti necessari.
E i comunisti? Zero. Non superano lo sbarramento, e Ferrero commenta ironicamente: "C'è stata una scissione di troppo". Ma dall'altra parte, Nichi vendola va avanti per la sua strada. Anzi, il buon Claudio Fava dichiara:
"Sopra il 3% è un grande risultato. Anzi un risultato straordinario". Spero sia stato il caldo.
postato da: ermes91 alle ore 12:25 | link | commenti (18)
categorie: politica, satira, elezioni, politici, berlusconi, di pietro, pd , pdl
martedì, 09 giugno 2009

Usiamo i numeri

Ora mi concentrerò sul numero di voti e non sulle percentuali.

Vorrei fari notare che un anno fa la Lega ha preso 3.024.522 voti, mentre a queste elezioni 3.126.915. Insomma, 100mila voti in più: il boom non c'è stato.

Decisamente meglio ha fatto l’Idv che è passato da 1.593.675 di voti a 2.452.569.

Male il Pd, che passa da 12.092.998 voti a 8.007.854, cioè perde 4 milioni di voti. Ma forse ci si aspettava un crollo totale, che non c'è stato.

Il Pdl passa da 13.628.865 voti a 10.807.327, cioè quasi 3 milioni di voti in meno.
Ci sono diversi scettici, per cui facciamo qualche conto, per includere anche l’astensionismo.

Votanti 2008: 37936692,43 (80,5%)
Pdl = 13.628.865 voti (37,4%)


Votanti 2009: 32.747.722 (65,05 %)

Vediamo quanti voti avrebbe dovuto prendere il Pdl, contando l'astensionismo:
13.628.865: 37.936.692,43 = x: 32.747.722

In teoria avrebbe dovuto prendere x=11.764.712
Invece il Pdl ha preso 10.807.327


Risultato= -957385 voti
Un milione di voti in meno. E 8% in meno di quello che avrebbe dovuto prendere.
postato da: ermes91 alle ore 12:41 | link | commenti (31)
categorie: politica, elezioni, berlusconi, lega, di pietro, pd , pdl
lunedì, 08 giugno 2009

Considerazioni europee

Considerazioni post-elezioni europee

Berlusconi deve stare attento:

-Perché il Pdl ha raccolto il 35,3% dei voti, contro il 37,4% di solo un anno fa.

-Perché il Pdl puntava a raggiungere quota 40-45% e diventare il gruppo più importante nel Partito Popolare Europeo, e invece ha preso il 35,3%.

-Perché la Lega è cresciuta molto e ha raggiunto il 10,2% e inizierà a chiedere nomine di primo ordine nelle regioni del nord per mantenere l'alleanza.

-Perché l'Idv è passato dal 4,4% di un anno fa al 8%, ha dimostrato di saper tradurre le idee di molti italiani e indica certamente la strada da seguire al Pd.

-Il Pd ha dimostrato di non essere morto, raggiungendo il 26,1% contro i sondaggi di Berlusconi che lo davano al 22%.

-L'Udc è passato dal 5,6% di un anno fa al 6,5%, e potrei scommetterci che ci sono diversi voti cattolici provenienti dal Pdl.

Intanto i comunisti, come previsto, non raggiungono il 4% con i due partiti. Se continueranno a correre divisi, a scannarsi e a rifiutare un cambiamento generale, ne prenderanno di calci sui denti nei prossimi anni...
postato da: ermes91 alle ore 12:59 | link | commenti (37)
categorie: politica, elezioni, berlusconi, lega, cattolici, udc , di pietro, pd , pdl
mercoledì, 04 febbraio 2009

Ecco la manipolazione

Ieri Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati per offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica, dopo la denuncia presentata dall'Unione delle Camere penali italiane.

Tv e giornali hanno, senza giri di parole, manipolato le dichiarazioni di Di Pietro durante la manifestazione di Piazza Farnese.
Prenderò ad esempio i tre giornali maggiori.
L'articolo della Repubblica si apre con questo titolo: "Scontro tra Di Pietro e il Quirinale. L'ex magistrato: "Il silenzio è mafioso". Il Colle risponde: "Parole pretestuose"".
Su La Stampa: "Di Pietro attacca Napolitano, è bufera. «Troppi silenzi, il silenzio è mafia»".
Sul Corriere della Sera: "Di Pietro attacca Napolitano. Il leader Idv: il silenzio è mafioso. Il Colle: pretestuoso".

La manipolazione è totalmente chiara. I media hanno praticamente preso due frasi non continue del discorso di Di Pietro e le hanno unite.

La parte del discorso di Di Pietro che ci interessa è questa:
"Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio."

Il silenzio "mafioso" non è riferito a Napolitano, ma a noi, alla gente.

Sono serenamente...disgustato.
postato da: ermes91 alle ore 12:18 | link | commenti (4)
categorie: politica, giustizia, di pietro, napolitano
martedì, 20 gennaio 2009

È un giornale?

Lo so che chi segue il blog non legge Il Giornale, ma diavolo, date un'occhiata:

23 dicembre: Le intercettazioni che inguaiano Di Pietro (prima notizia in prima pagina)

24 dicembre: Tutti gli intrallazzi del clan Di Pietro
(prima notizia in prima pagina)

27 dicembre: Intrallazzi, la finta pulizia di Di Pietro
(prima notizia in prima pagina)

28 dicembre: La doppia morale del clan Di Pietro
(prima notizia in prima pagina)

29 dicembre: Scoppia la rivolta dei fan di Di Pietro
(prima notizia in prima pagina)

30 dicembre: Di Pietro jr si dimette, ora tocca a Tonino
(prima notizia in prima pagina)

31 dicembre: E Tonino chiese il posto da assessore per il suo uomo inquisito (al centro in prima pagina)

2 gennaio: Di Pietro, il giallo dei rimborsi elettorali
(prima notizia in prima pagina)

4 gennaio: Tutto quello che Di Pietro non racconta
(prima notizia in prima pagina)

5 gennaio: Vicenda Mautone, Tonino dice bugie. Ecco la prova che lo smaschera.
(prima notizia in prima pagina)

6 gennaio: E ora Di Pietro insulta il "Giornale"
(prima notizia in prima pagina)

7 gennaio: I trucchi di Di Pietro per sfuggire alle intercettazioni (al centro in prima pagina)

9 gennaio: La verità sulle case di Di Pietro
(prima notizia in prima pagina)

10 gennaio: Quello che Di Pietro non racconta sulle sue case
(prima notizia in prima pagina)

11 gennaio: Caso Napoli, Di Pietro davanti ai pm
(prima notizia in prima pagina)

12 gennaio: Le manovre spericolate di Di Pietro sulle autostrade (al centro in prima pagina)

13 gennaio: Di Pietro, il giallo dei rimborsi. C'è un documento sbianchettato.
(prima notizia in prima pagina)

14 gennaio: Sette nuove domande per Di Pietro (prima notizia in prima pagina)

15 gennaio: Il sistema-Di Pietro per gli appalti
(prima notizia in prima pagina)

16 gennaio: Di Pietro torchiato, Dipietrino indagato
(prima notizia in prima pagina)

17 gennaio: Le cinque bugie di Tonino sulla talpa (seconda notizia in prima pagina, la prima è: Santoro come Hamas)

18 gennaio: Il caso Di Pietro (Napoli: Bufera sull'Idv, Formisano nel mirino.
Silviana Mura: dalla boutique alla cassa. Di Tonino.) (in alto a destra in prima pagina)
postato da: ermes91 alle ore 13:58 | link | commenti (10)
categorie: politica, informazione, berlusconi, giornali, di pietro
sabato, 10 gennaio 2009

Povero Indro



Non so se avete notato di cosa parla Il Giornale questi giorni. Credo di no, visto che non penso che leggiate quella specie di carta igienica. Comunque sono giorni che questo pezzo di carta presenta in prima pagina una notizia fondamentale per la vita del nostro Paese: le case di Antonio Di Pietro.
Sappiamo che Silviuccio è ossessionato dalla figura dell'ex magistrato, ma avviare una lunga campagna anti-dipietro su un giornale che, ok, è di partito, ma non è un foglio di appunti dove sfogare tutta la tensione di 15 anni di politica, è leggermente eccessivo.
Se andate a comprare Il Giornale troverete prima questa importantissima notizia (con quale documento probatorio?), poi, in fondo alla pagina, altre notizie molto meno rilevanti, come un piccolo conflitto a Gaza. Niente di particolare, si stanno divertendo con qualche petardo.
Credo ci sia abbastanza differenza tra un giornale di partito ed un giornale anti-partito. Tra un giornale pro-Berlusconi ed un giornale anti-Di Pietro.
Provate a cercare su internet il sito de Il Giornale: sotto troverete scritto "Versione online del giornale fondato da Indro Montanelli e di proprietà della famiglia Berlusconi". Ecco, l'unica cosa certa è che Indro in questo momento si sta rivoltando nella tomba.
postato da: ermes91 alle ore 13:51 | link | commenti (14)
categorie: politica, informazione, berlusconi, giornali, di pietro
lunedì, 05 gennaio 2009

Effetto D'Alfonso

Il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso ha ritirato le dimissioni e ora succederà questo. Sia a sinistra sia a destra sono sicuri che sia innocente, non servono indagini o processi: se fai parte della casta sei innocente. Allora non avranno nulla in contrario al ritiro delle dimissioni di D'Alfonso, anche se i domiciliari sono stati revocati perché si è solo sicuri che il soggetto non possa inquinare le prove, e anche se le accuse sono state rafforzate. Gli stessi berlusconiani che si sentivano moralmente superiori, nonostante fossero circondati da decine di pregiudicati, avevano addirittura rivomitato quel termine violento e massiccio di "tangentopoli". Ma ora metteranno da parte questa definizione. Sono sicuri che D'Alfonso sia innocente, e allora si farà una cosa semplice: riforma della giustizia. Anche il Pd sembra si sia calato leggermente le braghe, e questo non è certo confortante.
I telegiornali di partito continueranno a riproporre l'episodio del ritiro dei domiciliari di D'Alfonso come giustificazione, anzi, come movente sapendo ciò che sono capaci di fare. Ma la notizia verrà data solo in parte: tagliati, ovviamente, quei piccolissimi dettagli che riguardano le accuse a carico di D'Alfonso.
La Lega alzerà le mani di fronte all'iniziativa di Silvio. Può anche distruggere il Paese, basta che ci dia questo benedettissimo federalismo fiscale.
L'Italia dei Valori sarà l'unica ad opporsi, per questo apparirà come il solito partito giustizialista guidato da un ex magistrato "manettaro".
Si, credo che le cose andranno proprio così.

giovedì, 01 gennaio 2009

Puntualizzazioni

Silvio Berlusconi ha rilasciato ieri un'intervista a Il Giornale.
Ecco alcune puntualizzazioni.

Crisi: comportamento dei consumatori
"[...]È proprio per evitare questo rischio che ho invitato ed invito tutti, soprattutto il ceto medio e coloro che non rischiano il posto come ad esempio gli impiegati pubblici, a non modificare il proprio stile di vita, a non dare ascolto alla canzone del pessimismo e del catastrofismo che ogni giorno viene cantata dalla sinistra. Tanto più che nel 2009, quasi a compensare gli effetti della crisi, il calo delle materie prime e quello del costo del denaro consentiranno dei risparmi significativi alle famiglie".
In realtà Silvio non lo vuole dire, perché è timido, ma in realtà ha già provveduto a risolvere la crisi qualche "fine settimana fa".


Che cosa pensa dell'equiparazione dell'età pensionabile fra uomini e donne proposta dal ministro Brunetta?
"Non si tratta di una proposta del ministro Brunetta, bensì di una richiesta europea. Il 13 novembre 2008 la Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia perché la norma oggi in vigore, ovvero l'anticipazione dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne (60 anni) rispetto a quella degli uomini (65), costituisce - a parere della Corte di Giustizia europea - una discriminazione a scapito delle donne".
La Corte di Giustizia europea ha anche parlato di Rete4 ed Europa 7, Silvio…Mai sentito? No eh..


La crisi può anche essere l'occasione per riforme importanti. A quali, oltre a quelle già fatte, pensa che si possa mettere mano?

"È il momento giusto per fare riforme che non incidono drammaticamente sui costi pubblici, come quella della giustizia, del processo civile e di quello penale, oltre che delle intercettazioni telefoniche".
Peccato che non incidano sulla vita reale dei cittadini. Non arriveranno alla metà del mese, ma almeno saranno sicuri della separazione tra magistrati giudicanti e pubblici accusatori. Questo è il concetto.


L’evasione fiscale è ancora troppo alta in Italia?
"Sì ed è uno dei problemi più seri che dobbiamo risolvere".
Ma va?
Silvio Berlusconi: "Con le tasse alte è giusto evadere" 2/4/2008


Parliamo dell’opposizione. Con Veltroni il dialogo è impossibile?
"Quando si vuole il dialogo, non si insulta l'interlocutore ogni giorno. Se mi sedessi a un tavolo con chi mi paragona ad Hitler o a Videla, con chi mi accusa di essere fautore di un regime, di non conoscere le regole della democrazia, sarebbe davvero un teatrino ipocrita, assolutamente inaccettabile. […] Ora c'è solo un personaggio, sempre meno ascoltato dai suoi stessi compagni di partito, che si è consegnato a Di Pietro e ha fatto propria la sua mentalità giustizialista in un abbraccio che si sta rivelando mortale per il Partito Democratico. Come si è visto bene in Abruzzo, il Pd con la politica dipietrista dell’insulto ha perso molti consensi".
Ehm…Silviuccio, lo sai che l'Idv ha raggiunto il 15%, contro il 3,62% del 2005?
È la politica dipietrista..perde consensi.


(Vi risparmio la domanda sulla "tangentopoli del Pd")


Come procede, a suo modo di vedere, il Pdl?
"In dicembre, in soli due fine settimana, ai gazebo del Popolo della Libertà si sono presentati più di 5 milioni di italiani per scegliere i delegati ai congressi locali che devono preparare il congresso nazionale".
Ma veramente ci credi quando lo dici? Cinque milioni? Dov'erano, dentro una borsetta?


Siamo alla fine, presidente. Ma ci resta una curiosità. Abbiamo parlato della vita fino a 120 anni. Ma lei pensa anche di restare in politica fino a 120 anni?
Argh!!