C'è un po' di confusione questi giorni. Tra procure che si sequestrano a vicenda e sindaci che si incatenano davanti alla sede de L'Espresso è riemersa la delicata questione morale. Leonardo Domenici, sindaco di Firenze, e Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli, hanno amministratori implicati in diversi processi giudiziari. Anche il nome di Domenici, però, è uscito dall'inchiesta giudiziaria Fondiaria-Sai, che tratta di corruzione. I giornalisti de L'Espresso ne hanno parlato e per questo il sindaco di Firenze si è incatenato davanti alla sede e ha tenuto tra le mani un cartello, chiedendo che dignità e onorabilità siano difese. Una volta che i giornalisti fanno il loro lavoro, questo si incatena. Purtroppo oggi "i giornalisti che fanno il loro lavoro" sembrano tutti avere un posto a L'Espresso.
Mentre i due sindaci rifiutano qualsiasi dimissione, è riscoppiata la vicenda De Magistris. Il ministro della Giustizia Alfano ha chiesto subito una riforma. Non sapeva neanche cosa stava succedendo, ma la riforma è sempre la soluzione a tutto. Berlusconi invoca la questione morale. Lui.
La procura di Salerno ha effettuato delle perquisizioni e subito sono scattati trasferimenti di magistrati per "incompatibilità ambientale e funzionale", una definizione che De Magistris conosce molto bene.
Sembra che tutti abbiano voglia di tener nascosta questa vicenda, di fermarla a tutti i costi.
Solo Di Pietro sembra schierarsi con i magistrati, con la giustizia, con la verità. Anzi, alcuni giornali hanno tirato in ballo anche il suo nome nell'inchiesta Why Not. Lui come ha risposto? Si sarà incatenato davanti alla sede di qualche giornale? Avrà chiesto il trasferimento di qualche magistrato? Avrà avanzato una riforma della giustizia? No, ha dichiarato: "Chi, come me, non ha nulla da nascondere non può che auspicare che "Why Not" vada avanti". Non c'è dubbio, è un alieno.
Gli hanno tolto due inchieste, Poseidone e Why Not, ma Luigi de Magistris continua l'importante e scottante inchiesta Toghe lucane. Hanno tentato anche di strappargli via questa, avviando il suo trasferimento, ma non ci sono riusciti. Ieri il pm di Catanzaro, che sta concludendo le indagini riguardanti il presunto comitato d'affari in Basilicata, ha fatto perquisire una sede del Pd, la Regione Basilicata e gli uffici e l'abitazione del governatore lucano Vito De Filippo. Un grosso contributo alle indagini è stato dato dal pentito di mafia Salvatore Scarcia.
Da mesi, de Magistris sembra sparito dalla cronaca quotidiana. Cancellato dai telegiornali, dai grandi mezzi di informazione e relegato in un breve e nascosto articoletto in una qualche sperduta pagina di giornale. Le grandi figure della politica italiana l'hanno dipinto come un giudice svitato, un visionario ossessionato dalla giustizia. Si sono espressi duramente si di lui, credendo di aver a che fare con il diavolo in persona. Nessun problema, hanno solo paura che possa uscir fuori la verità. Avanti così.