Inchieste

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venerdì, 12 giugno 2009

Quattro parlamentari indagati per mafia

Quando si parla di inchieste di mafia che riguardano la politica, stranamente rispuntano sempre gli stessi nomi. Quattro parlamentari hanno ricevuto dalla Procura di Palermo un avviso a comparire per il prossimo 17 giugno. Chi sono questi parlamentari? Abbiamo il solito Salvatore Cuffaro, detto Totò, condannato già a 5 anni per favoreggiamento semplice e ora senatore con l'Udc. Abbiamo Carlo Vizzini, del Pdl, che neanche a farlo apposta è vicepresidente della Commissione Antimafia (ora si è dimesso). Abbiamo poi Saverio Romano e Salvatore Cintola dell'Udc, dei quali avevo già parlato. Il primo, indagato da tempo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, è appena sbarcato al Parlamento Europeo: tempo due giorni e già ha ricevuto un avviso di garanzia. Il secondo, Salvatore Cintola, è stato coinvolto già sette volte in inchieste di mafia e nel 2007 è stato archiviato, anche se erano "indiscutibili e risalenti nel tempo i contatti con singoli uomini d'onore". Ora questi quattro eroi hanno ricevuto un avviso di garanzia per concorso in corruzione con l'aggravante di aver favorito Cosa nostra: pare che il figlio di Don Vito Ciancimino abbia fatto avere agli inquirenti un "pizzino" in cui il tributarista Gianni Lapis, anch'egli già condannato e di nuovo sotto inchiesta, dà ordine al figlio di Don Vito di prelevare dal conto di Don Vito un milione e 300mila euro da distribuire ai suoi amici politici.
postato da: ermes91 alle ore 11:34 | link | commenti (38)
categorie: politica, mafia, giustizia, politici, informazione, udc , cuffaro, pdl
sabato, 04 ottobre 2008

Armi di distrazione di massa

Durante il processo di Mani Pulite, i giornalisti assediavano i tribunali. Ogni cosa, ogni minimo particolare veniva riportato sui giornali. Decine di giornalisti si appostavano fuori dai tribunali in cerca di notizie. Il giorno erano lì, la notte erano lì. Le vicende di decine di imprenditori e politici finivano dritte in prima pagina. Non a caso, i giornalisti di quel tesissimo periodo sono stati accusati di aver contribuito psicologicamente ai molti suicidi di imputati.
Era un'informazione onnipresente. Era presente quando veniva arrestato Bettino Craxi. Era presente quando gli indagati si sentivano male e venivano caricati nelle ambulanze.
Oggi tutto è cambiato. Nessuno che avesse fatto una bella diretta televisiva dall'aula del processo per corruzione di Silvio Berlusconi. Eppure è il nostro presidente del Consiglio, non capita tutti i giorni. Il caso Dell'Utri, sparito. Si è parlato un po' del processo di Totò Cuffaro, ma solo perché il condannato festeggiava con un bel vassoio di cannoli siciliani.
I giornalisti si sono inzerbiniti. Oltre ai soliti noti Travaglio, Gomez, Beha, Corrias e pochi altri, non abbiamo più giornalisti degni di essere chiamati in questo modo.
Decidono loro le cose da dire. Decidono loro su cosa possono riflettere le persone.
Hanno un grande potere. Sono armi di distrazione di massa.

postato da: ermes91 alle ore 14:01 | link | commenti (7)
categorie: politica, giustizia, politici, informazione, berlusconi, giornali, cuffaro
lunedì, 15 settembre 2008

La mafia non dà ascolti

Se un cittadino abituato a credere alle favole di Berlusconi e alle notizie dei tg nazionali, ieri avesse visto la puntata di Blu Notte, avrebbe pensato che si stesse parlando di un altro Paese. E invece si parlava proprio dell'Italia, del misterioso rapporto tra mafia e politica. Di Andreotti, di Dell'Utri, di Berlusconi, di Cuffaro. Nel processo del 2003 per associazione mafiosa, ad Andreotti viene riconosciuto il reato di partecipazione all'associazione a delinquere, reato estinto per prescrizione. Allora, questo cittadino che stava guardando il programma di Carlo Lucarelli avrebbe capito che non è normale che un 7 volte Presidente del Consiglio, un 25 volte ministro e ora senatore a vita avesse avuto "una autentica, stabile ed amichevole disponibilità verso i mafiosi fino alla primavera del 1980". Ma soprattutto, si sarebbe sdegnato vedendo i tg che mostravano l'avvocato Bongiorno mentre urlava a squarciagola "assoluzione!" al telefono con Andreotti.
Ascoltando la vicenda del processo di Marcello Dell'Utri, poi condannato in primo grado a 9 anni per associazione mafiosa, avrebbe scoperto che Dell'Utri è proprio il braccio destro di Silvio Berlusconi.
È proprio uno dei fondatori di Forza Italia.
Seguendo la storia di Vittorio Mangano, ritrovatosi all'interno di Arcore come un normalissimo funzionario e poi definito eroe da Berlusconi, avrebbe capito che non capita tutti i giorni di ospitare un mafioso per casa, non volontariamente, soprattutto se è stato un certo Dell'Utri a presentarlo al padrone.
Prestando ascolto alla vicenda di Totò Cuffaro, si sarebbe indignato, accorgendosi che condannato a 5 anni per favoreggiamento semplice (cioè di singoli mafiosi), è stato presidente della regione Sicilia per 7 anni e ora si trova in parlamento.
Ma poi osservo gli ascolti tv di ieri sera e mi accorgo che Blu Notte ha ottenuto il 9,45% di ascolti della serata, cioè il secondo programma meno seguito dopo Il commissario Cordier. Ora è tutto chiaro.

mercoledì, 16 aprile 2008

Chi si rivede...

Tra gli eletti alle nuove elezioni, spicca senza dubbio il nome di Salvatore Cuffaro.
Salvatore Cuffaro, detto Totò, vice-segretario nazionale dell'UDC e presidente della Regione Sicilia fino al 28 Gennaio 2008, giorno delle sue dimissioni.  Dieci giorni prima viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice e condannato a 5 anni di reclusione. L'Assemblea regionale siciliana, però, respinge la mozione di sfiducia presentata dal centro sinistra. È ovvio, un politico condannato soltanto per favoreggiamento semplice merita di restare Presidente di una regione nota, più che altro, per la mafia. Ma lui è un uomo di onore, tant'è che si dimette due giorni dopo. "Mi dimetto per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani" disse. Grande rispetto per i siciliani, e Casini naturalmente dichiarò di avere "un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia".
Ora Totò siederà 5 anni al Senato. Rappresenterà gli elettori per 5 anni, continuerà a mangiare cannoli e continuerà a non tradire quegli ideali ai quali è stato educato.

postato da: ermes91 alle ore 15:10 | link | commenti (10)
categorie: politica, mafia, elezioni, politici, cuffaro, antipolitica