Farete altri condoni fiscali? “Oggi non ci sono più le condizioni per farli. Non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato”. Molti avranno già capito chi è l’autore di queste frasi, visto che i condoni più ghiotti degli ultimi tempi sono opera sua. E’ Giulio Tremonti. Il nostro ministro dell’economia però deve aver cambiato idea, visto che lo scudo fiscale approvato dal senato altro non è che un regalo a tutti gli evasori che hanno esportato capitale chissà in quale paradiso fiscale. Cosa accadrà quindi? In soldoni, tra il 15 settembre e il 15 dicembre, dietro pagamento di un’aliquota equivalente al 5% del capitale emerso, l’evasore potrà godere di una protezione su processi e ipotetici accertamenti per reati tributari e societari, tra i quali anche il falso in bilancio. Già l’aliquota del 5% dovrebbe provocare nausea, ma il governo ha voluto esagerare con il falso in bilancio. Quindi se un evasore che ha capitali all’estero ha anche falsificato i propri bilanci aziendali(magari emettendo fatture false o facendo fuori documenti), per il fisco non c’è nessun problema. Traducendo in cifre, se il sig. evasore Rossi ha portato 1 milione di euro alle Cayman e, non contento, ha anche falsificato il proprio bilancio in qualche modo, potrà mettersi in regola pagando 50mila euro, a fronte dei 660mila euro divisi tra varie tasse che avrebbe pagato normalmente. Il tutto senza rischiare nulla, perché il fisco se ne frega della rendicontazione taroccata. Non ci si poteva aspettare altro, dobbiamo purtroppo ricordarci che siamo governati da un individuo che per decenni ha nascosto soldi al fisco.
La notizia è bomba. Sarebbe capace di stravolgere tutto il governo in un Paese normale. Addirittura il Tg1 l'ha data a metà del notiziario. Sono state depositate a Milano le 400 pagine delle motivazioni che hanno portato alla condanna dell'avvocato inglese David Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. "Egli ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data; dall'altro, ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico" si legge nella sentenza.
Silvio ha dichiarato che riferirà alle Camere. Prepariamoci ad uno storico discorso. Chissà quante volte citerà i comunisti, gli eversori, o le toghe rosse.
Il primo commento alla notizia è già arrivato tramite messaggio privato, e merita di essere pubblicato:
Ops! Pare che qualche maldestro giudice sia accidentalmente inciampato in uno degli avvocati corrotti dal Santo Padre...
E quell'ingrato non solo non ha nascosto tutto sotto il tappeto insieme al resto della polvere, senza dare troppo nell'occhio, ma ha anche avuto la superbia di condannare pubblicamente l' "incidente"! Il comunista!
Non c'è più morale...
(di TwiceSpades)
Pochi sanno che dalla stagione 2009-2010 entreranno in vigore nuove clausole contrattuali per alcuni programmi, come Anno 0 e Report. Queste clausole prevedono la consegna al conduttore della responsabilità penale e civile sulle varie cause fatte al programma. Quindi, Santoro o
Allarghino la clausola anche per i direttori dei telegiornali Rai, che sparano cazzate su cazzate. Ah, dimenticavo: le loro cazzate servono solo per osannare chi è al potere, figurarsi se ci sarebbero cause. Complimenti alla nuova gestione Rai, dunque, che porta avanti l’ennesimo tentativo di zittire una delle poche trasmissioni che fanno vera informazione. Infine, vorrei proporvi questo filmatino, che dimostra chiaramente come l’informazione di stato non è un pericolo. L’abbiamo già.
Attualmente non c’è una nazione che possa considerarsi economicamente tranquilla. Si va dal Giappone, i cui dati macroeconomici sono terrificanti, ai paesi dell’est europeo che sono a rischio default vero e proprio. Chiunque, sempre se sano di mente, farebbe tutto per riuscire ad avere qualche soldo in più e, ovviamente, anche un Governo agirebbe in tal modo. In Italia no. Immaginate: ci sono 98 miliardi di euro di evasione fiscale, tra multe non pagate e imposte non riscosse, ma tutti se ne sbattono, o fanno finta. Cosa se ne fa l’Italia di quella miseria? Al massimo il buon Silvio B. li potrebbe mettere da parte per tutte le prossime manovre finanziarie del governo, roba da niente. Questa cifra, si badi bene, non è l’evasione totale italiana (stimata sui 300 e più miliardi di euro, sigh) ma è tutta attribuibile alle società concessionarie delle slot machine. La Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie di pagare qualche decina di miliardo di euro per il risarcimento del danno arrecato allo Stato ma, neanche a dirlo, tutto tace. E non solo adesso. Anche quando i due giornalisti che si sono interessati al caso, Marco Menduni e Ferruccio Sansa, chiesero informazioni a Visco, vice ministro dell’Economia del governo Prodi, non ci fu alcuna risposta.
Ma, in fondo, cosa ci frega? Godiamoci gli abbondanti 10 miliardi promessi da Silvio che graveranno tutti sul nostro già misero debito pubblico e rallegriamoci lucidando la nostra social card.
A quasi un anno dalla nascita di questo blog, si aggiunge un nuovo autore: Andrea. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda e l'età è la stessa. Vi piacerà. (Ermes)

Silvio è molto pensieroso in questi giorni. Qualche giorno fa il pm Fabio De Pasquale ha chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi per David Mills, imputato di corruzione in atti giudiziari nel processo in cui la posizione di Silvio Berlusconi è stata separata, in attesa che la Corte Costituzionale decida sulla legittimità del lodo Alfano.
Per il pm "non fu una corruzione occasionale, Mills aveva un rapporto di sudditanza e dipendenza economica con Silvio Berlusconi e il suo gruppo. Ha preso tanti soldi per dire il falso nei processi a carico di Berlusconi".
Ops. Silvio e ora che facciamo? Diciamo che Mills si è autocorrotto? Oppure facciamo un lodo Mills? Si, si potrebbe fare...Poiché lavora per te non può essere processato. Che ne dici? Bella idea, no?
Tanto siamo tutti fessi. Dacci dentro.
C'è un po' di confusione questi giorni. Tra procure che si sequestrano a vicenda e sindaci che si incatenano davanti alla sede de L'Espresso è riemersa la delicata questione morale. Leonardo Domenici, sindaco di Firenze, e Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli, hanno amministratori implicati in diversi processi giudiziari. Anche il nome di Domenici, però, è uscito dall'inchiesta giudiziaria Fondiaria-Sai, che tratta di corruzione. I giornalisti de L'Espresso ne hanno parlato e per questo il sindaco di Firenze si è incatenato davanti alla sede e ha tenuto tra le mani un cartello, chiedendo che dignità e onorabilità siano difese. Una volta che i giornalisti fanno il loro lavoro, questo si incatena. Purtroppo oggi "i giornalisti che fanno il loro lavoro" sembrano tutti avere un posto a L'Espresso.
Mentre i due sindaci rifiutano qualsiasi dimissione, è riscoppiata la vicenda De Magistris. Il ministro della Giustizia Alfano ha chiesto subito una riforma. Non sapeva neanche cosa stava succedendo, ma la riforma è sempre la soluzione a tutto. Berlusconi invoca la questione morale. Lui.
La procura di Salerno ha effettuato delle perquisizioni e subito sono scattati trasferimenti di magistrati per "incompatibilità ambientale e funzionale", una definizione che De Magistris conosce molto bene.
Sembra che tutti abbiano voglia di tener nascosta questa vicenda, di fermarla a tutti i costi.
Solo Di Pietro sembra schierarsi con i magistrati, con la giustizia, con la verità. Anzi, alcuni giornali hanno tirato in ballo anche il suo nome nell'inchiesta Why Not. Lui come ha risposto? Si sarà incatenato davanti alla sede di qualche giornale? Avrà chiesto il trasferimento di qualche magistrato? Avrà avanzato una riforma della giustizia? No, ha dichiarato: "Chi, come me, non ha nulla da nascondere non può che auspicare che "Why Not" vada avanti". Non c'è dubbio, è un alieno.
C'è un disegno di legge interessante in Parlamento. La parola d'ordine di questo governo è "più sicurezza", una richiesta che parte soprattutto da una precisa parte dell'Aula, leghista e con la cravatta verde.
Ma ora compare un ddl che rappresenta una mezza amnistia per i reati fino a quattro anni. Praticamente chi rischia un processo, prima che cominci (fino al rinvio a giudizio), può chiedere al giudice di essere "messo alla prova" in cambio di un lavoro socialmente utile. Viene rispolverata l'idea di Mastella, che aveva presentato una cosa simile, con l'unica differenza che era prevista per reati fino a 3 anni.
Chi rischia una condanna fino a 4 anni chiede di svolgere un lavoro socialmente utile e il reato viene del tutto cancellato. Un colpo di spugna facile facile.
Nella lunghissima lista dei reati sono presenti anche la corruzione e il falso in bilancio. Insomma, se diventasse legge potremmo ritrovarci da un giorno all'altro il grande Silvio sotto casa nostra, mentre raccoglie le cicche gettate per strada o le foglie cadute dai rami degli alberi.