Il mio bel comune, travolto nel 2006 da un'indagine per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, ha deciso di modificare una via nei pressi della sede comunale e riempirla di ciottoli, come gli antichi romani. Dopo un anno la strada è tutta sfaldata, piena di buche. Devi fare slalom con la tua auto e ti senti un po' come Tomba a Madonna di Campiglio.
Allora ti chiedi: "Ma i romani come cazzo facevano 2mila anni fa?". Va a finire che usavano il cervello.
Si è capito ormai: è tornato il Silvio Berlusconi che conoscevamo. Quello degli insulti ai rivali, ai magistrati, alla giustizia. Quello delle leggi ad personam. Quello delle figuracce al Consiglio europeo.
Ieri si è sfogato, dando vita ad una delle migliori interpretazioni degli ultimi anni: "denuncerò la magistratura che vuole sovvertire la democrazia" e le "iniziative di pm e giudici che, infiltrandosi nel potere giudiziario, vogliono sovvertire il voto". Questi magistrati sono tutti pazzi. Pretendono di giudicare il Presidente del Consiglio. Ma ha colpito anche un'altra dichiarazione: "non esiste una norma salva-premier. Ho indignazione di questo e dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma perché voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti". È una norma per tutti. Silvio ama gli italiani e la libertà di ogni singolo cittadino, tanto che per l'Anm la norma sarebbe incostituzionale: incompatibile con l'art. 111 (ragionevole durata del processo) e l'art. 3 (principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge) della Costituzione.
Poi passa agli insulti personali, il campo in cui dà il meglio di sé: su Veltroni dice "è incredibile che si proponga come leader politico. Veltroni dovrebbe preoccuparsi piuttosto delle notizie terrificanti sui conti del Comune di Roma. Se sono confermate le notizie, si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare". Ma Berlusconi può permettersi di rimproverare così duramente un politico. In fondo Storace ha lasciato solo 10 miliardi di debito della sanità nel Lazio, e Berlusconi un leggerissimo aumento del deficit pubblico (4,2% del Pil).
È tornato. Più scatenato di prima.
L'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha praticamente dimezzato le stime del Pil dell'Italia nel 2008. Ha ridotto la precedente stima del +1,1%, portandola al +0,5%. "I conti pubblici italiani potrebbero deteriorarsi nel 2008, come effetto del rallentamento della crescita e delle misure di aumento del deficit, compreso il taglio dell'Ici e dell'Irap". Giulio Tremonti ha iniziato il suo processo di demolizione dei risultati positivi ottenuti dal governo Prodi. Eliminando l'Ici sulla prima casa, si elimina il 60% delle entrate tributarie dei comuni. Milioni di euro cancellati dalle casse dei comuni. Roma perderà quasi 352 milioni di euro su un totale di 998 (il 35,3%), Milano 155,4 milioni di euro su un totale di 407 (il 38,2%), Torino 94,3 milioni su 250 (il 37,7%), Trieste perderà il 40% dell'intero gettito (19 milioni su 47), per citarne alcuni.
Questo costringe i comuni a limitare i danni e a cercare nuove vie per incassare queste somme indispensabili. Si tratta di una conseguenza alla quale anche i bambini dell'asilo potrebbero arrivare. Causa-effetto. Il Governo elimina l'Ici sulla prima casa, i comuni aumentano le tasse per recuperare le perdite. Ma a frenare l'unica possibilità per i comuni di cercare di sistemare le cose arriva il solito Giulio Tremonti, che ha appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un decreto che impedisce ai Comuni qualsiasi aumento delle imposte. Molti comuni avevano convocato le loro giunte per decidere un aumento dell'Irpef, ma questo nuovo decreto ha bloccato tutti.
Riusciranno a sopravvivere i comuni?