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A Coccaglio, nel bresciano, l'amministrazione di destra (con sindaco leghista) è decisa a controllare tutti i permessi di soggiorno del suo paese e a revocare la residenza, entro Natale, agli extracomunitari non in regola, in un'operazione di controllo denominata "White Christmas". Tutto questo perché "il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". Quindi via tutti gli immigrati a calci nel sedere. Bisogna ripulire tutto prima che arrivi il bianco Natale.
Quanto sono cristiani questi leghisti. Essere cristiani in fondo non significa seguire i principi di solidarietà, o quantomeno di umanità, ma andare dal Papa, mostrandosi, per poi vantarsene anche, come il sindaco della suddetta città : "Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov’era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa".
Viva ilNatale ariano.
I crocifissi da difendere, quelli veri, non sono quelli appesi ai muri delle scuole. Sono altri. Sono uomini e donne che fanno fatica. Che non ce la fanno e muoiono di stenti. E' verso di loro che non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. E' verso di loro che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
«Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l'ha fatta».
Abbiamo partecipato al suo funerale. C'erano tante persone, molte nemmeno lo conoscevano, ma erano lì ugualmente, a condividerne la sofferenza e il dolore.
«E' giusto lottare per difendere i simboli di quello in cui crediamo, ma allo stesso tempo bisognare stare molto attenti a non cedere al puro idealismo. Lo dice il Vangelo stesso: i pezzetti di Dio sono sparsi nel mondo che ci circonda. Li troviamo ovunque. Nel concreto, nella vita di tutti i giorni, tra le persone che vivono accanto a noi, e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo dell’esistenza. E' con queste realtà che dobbiamo imparare ad avere a che fare e a misurarci.
«Bisogna imparare a vivere con corresponsabilità, come i tanti e tanti volontari che dedicano il proprio tempo a un bene che non è esclusivamente loro, ma pubblico, di tutti quanti. Dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa, nei grandi nuclei urbani come nei tanti piccoli paesi di provincia. La partecipazione è il primo passo in favore dei più deboli.
«I crocifissi non si difendono soltanto con le parole. Infatti queste troppe volte non bastano. Bisogna imparare ad affrontare la realtà con concretezza, e tendere la mano alle persone sole, a chi non ha più una famiglia e a chi non può ricorrere all'aiuto dei propri cari».
"Non voglio essere preso di mira dai talebani cattolici" Massimo Albertin, il cui ricorso per la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche è stato ieri approvato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
Seguite questo ragionamento, è fantasticamente assurdo:
"Quando un Paese soffre certamente matura anche il concetto di libertà in contrapposizione al concetto di dittatura: la prima fondata sulla verità e la seconda sulla menzogna. Da qui un insegnamento sempre attuale: libertà e verità non possono essere mai separate, perché la libertà senza verità viene distrutta. Dunque, bisogna ancora lavorare molto per costruire la vera libertà, o meglio la libertà che abbia uno stretto nesso con la verità. I Paesi dell'est europeo che hanno sperimentato la dittatura "fondata sulla menzogna" hanno dimostrato la forza della fede, che aiuta a resistere e a riconquistare i valori perduti. Giusto dunque rendere onore ai popoli che hanno testimoniato questa forza. Giusto anche additarli all'Europa perché torni a cercarenelle sue radici cristiane quella libertà fondata sulla verità che non ha nulla a che fare con il libertinaggio. La verità del Vangelo è indispensabile per una società prospera, poiché apre alla speranza e ci rende capaci di scoprire la nostra inalienabile dignità di figli di Dio".
Nel Pdl le proposte di Fini hanno provocato una reazione feroce del partito e degli elettori. Si sono scannati, ma lo hanno chiamato "normalissimo confronto in un grande partito", dimenticando quando gridavano alla spaccatura mortale ogni volta che nel Pd qualcuno si permetteva di parlare diversamente dalla massa.
Se Sircana va a chiedere "indicazioni stradali" ad un trans per strada, deve essere impiccato in diretta televisiva (si fotta la privacy). Ma se il premier va a puttane"si è violata la privacy".
Punti di vista, incomprensibili.
Parliamo d'altro: Feltri. Dopo Boffo è toccato a Fini essere preso di mira dal giornale del padrone Silvio. Il Giornale ha consigliato al presidente della Camera di stare buono con i magistrati, altrimenti riemerge una vecchia storia a luci rosse che lo riguarda.
Molti sono sorpresi dall'atteggiamento de Il Giornale. Berlusconi ha addirittura dichiarato che non ne condivide la linea editoriale. Solo uno stupido potrebbe credere che lo scherano Feltri agisca per conto suo. A che pro?
Escludendo questa ipotesi chiaramente impossibile, resta la certezza che ci si trova davanti a subdoli, vigliacchi, mafiosi attacchi intimidatori del Re d'Italia (o sultano, come direbbe Sartori) verso coloro che stanno alzando un po' troppo la cresta. La Chiesa, soprattutto attraverso Avvenire, ha giudicato, non in modo pesante e anche facendosi attendere troppo (ma lo ha fatto, e questo è quello che conta), le vicende del premier con le escort, definendole inaccettabili. Fini ha creato parecchio malumore all'interno del partito, tanto che alcuni sono giunti a parlare di gravi tensioni tra An e Forza Italia.
Ed ecco che si cerca di intimidire, inviare dei segnali di avviso a queste personcine troppo irrispettose del padrone. Se poi riesce a far apparire questa manovra giornalistica come un'azione non voluta, fuori dal controllo di Berlusconi, si colgono due piccioni con una fava: da una parte le minacce, e dall'altra la possibilità di attaccare nuovamente l'informazione, la stampa che calunnia, quella comunista.
I vescovi all'attacco, dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito che frequentare l'ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità e che, in ogni caso, gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini: "Se per laicità si intende l'esclusione dall'orizzonte culturale formativo civile di ogni identità si cade nel più bieco e negativo risvolto dell'illuminismo che prevede che la pace sociale sia garantita dalla cancellazione delle diversità e delle identità, mentre io credo che uno Stato sanamente laico deve preoccuparsi di far emergere e rispettare e di mettere in rete caso mai e di far crescerete tutte le identità soprattutto quelle di altro profilo culturale", ha dichiarato monsignor Diego Coletti, Presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica.
La religione è una materia facoltativa, per questo non si comprende quale valutazione della frequenza dell'insegnamento della religione cattolica debba essere fatta ai fini del credito scolastico. E quindi il motivo per cui i professori di religione debbano partecipare agli scrutini.
Non poteva mancare la reazione di Paola Binetti (Pd), che parla di "criterio discriminatorio nei confronti dei docenti, perché creerebbe dei docenti di serie A e di serie B".
Ma come ricorda l'UAAR l'insegnante di religione è già diverso: non entra infatti in ruolo superando un normale concorso pubblico, ma è scelto dal suo vescovo. Ma la Binetti evita di parlare di questo.
I vescovi, infine, credono che quella dei giudici sia una decisione che alimenta diffidenza verso la magistratura. Mi ricordano qualcuno.
Anche l'Irlanda parla della vicenda Berlusconi-escort. L'Irish Times pone interrogativi importanti: La gerarchia ecclesiale "quando è il caso, fa interventi spettacolari", stavolta invece i vescovi "sembrano riluttanti a commentare". Le eccezioni sono affidate a voci coraggiose, come la lettera di don Angelo Gornati pubblicata sull'"Avvenire", sottolinea il corrispondente del quotidiano di Dublino. E conclude raccontando che la Chiesa è stata molto decisa a intervenire nella politica italiana quando ha affrontato il caso di Eluana Englaro. "Allora parlare in difesa dei valori cristiani non sembrava difficile, né alla gerarchia, né allo stesso Papa. O no?".
Proprio ciò che scrissi quattro giorni fa: Quelle su Eluana Englaro erano "prese di posizione inequivocabili", non queste di oggi: non prendiamoci in giro.
Carino fare la voce grossa...a bassa voce.
Peccato che per leggere cose del genere bisogna andare in Irlanda.
Il CdA dell'Agenzia del Farmaco (Aifa) ha autorizzato l'immissione in commercio della pillola abortiva Ru486. Il farmaco, già utilizzato in altri paesi europei, potrà essere impiegato solo in ospedale ed entro il 49/o giorno di gravidanza. La Chiesa ovviamente non ci sta: "Per voce di monsignor Giulio Sgreccia, emerito presidente dell'Accademia per la vita (carina questa), il Vaticano auspica "un intervento da parte del governo e dei ministri competenti". Perché - spiega - non "é un farmaco, ma un veleno letale" che mina anche la vita delle madri, come dimostrano i 29 casi di decesso. La Ru486 - afferma Mons. Sgreccia - è uguale, come la chiesa dice da tempo, all'aborto chirurgico: un "delitto e peccato in senso morale e giuridico" e quindi comporta la scomunica 'latae sententiae', ovvero automatica". Scomunica: non mi meraviglia. In fondo oggi anche per l'aborto chirurgico è prevista la scomunica latae sententiae (senza intervento esterno dell'autorità ecclesiastica). E poi parliamo di vescovi...
Ma due cose mi hanno sorpreso oggi.
La pillola viene presentata come un veleno facile da prendere quanto una mentina e che uccide tutte le donne che lo utilizzano. Eppure il trattamento negli Stati Uniti del 2005 su 460mila donne ha provocato la morte di 4 persone, cioè lo 0,00087%.
Secondo: scopro oggi che chi commette il peccato di aborto non incorre nella scomunica quando non si è ancora compiuto il 18esimo anno di età.
Chi glielo va a dire alla bambina di 9 anni stuprata e che ha abortito, poi scomunicata dall'arcivescovo in Brasile?
Due giorni fa l'Avvenire, il giornale dei vescovi, ha risposto alla lettera di un sacerdote lombardo secondo il quale la Cei non è intervenuta con sufficiente chiarezza sulla questione Berlusconi-escort. Il direttore Boffo ha precisato: "si tratta di scene sconfortanti di fronte alle quali è stata presa una posizione inequivocabile da parte dei vertici della Cei". Per sostenere questa idea, ha tirato in ballo La Repubblica: "La Repubblica non a caso ha rilanciato più volte le prese di posizione di Avvenire, ed anche ieri lo stesso giornale è tornato ad argomentare con solerzia ancora in prima pagina e sempre a partire da ciò che su Avvenire era stato pubblicato". Sappiamo tutti che ormai La Repubblica è isolata dal mondo silenzioso dell'informazione, è un caso a parte, di cui pochi si interessano, costantemente accusato di "azioni eversive" da Cicchitto e compagni. Voi avete avuto l'impressione che la Chiesa abbia esternato decise prese di posizione? Io no. Basta vedere che nessun vescovo è comparso nei telegiornali Rai ad esprimere il punto di vista di tutto il mondo religioso. E il Vaticano può decidere di comparire nei tg quando e come vuole. Quelle su Eluana Englaro erano "prese di posizione inequivocabili", non queste di oggi: non prendiamoci in giro.
Carino fare la voce grossa...a bassa voce.
Berlusconi: "Non sono un santo".
Resosi conto dell'errore, Ruini ha avviato immediatamente il processo di beatificazione e canonizzazione.
I miracoli attribuiti al premier, necessari per il riconoscimento di qualunque beato, sono stati la guarigione di Daniele Capezzone e la liberazione dell'Italia dalle ideologie comuniste anticlericali.
Se il Papa cade in casa rompendosi il polso e tutti i telegiornali aprono con questa notizia, sparando aggiornamenti sull'operazione chirurgica per tutta l'edizione, neanche stesse sotto i ferri con il petto aperto, e cercando di trasmetterci quella finta ansia che proprio non sento e quel senso di gravità della situazione che proprio non vedo, abbiamo l'ennesima conferma del leccaculismo vaticanista dell'informazione italiana.
-Perché il Pdl ha raccolto il 35,3% dei voti, contro il 37,4% di solo un anno fa.
-Perché il Pdl puntava a raggiungere quota 40-45% e diventare il gruppo più importante nel Partito Popolare Europeo, e invece ha preso il 35,3%.
-Perché la Lega è cresciuta molto e ha raggiunto il 10,2% e inizierà a chiedere nomine di primo ordine nelle regioni del nord per mantenere l'alleanza.
-Perché l'Idv è passato dal 4,4% di un anno fa al 8%, ha dimostrato di saper tradurre le idee di molti italiani e indica certamente la strada da seguire al Pd.
-Il Pd ha dimostrato di non essere morto, raggiungendo il 26,1% contro i sondaggi di Berlusconi che lo davano al 22%.
-L'Udc è passato dal 5,6% di un anno fa al 6,5%, e potrei scommetterci che ci sono diversi voti cattolici provenienti dal Pdl.
Intanto i comunisti, come previsto, non raggiungono il 4% con i due partiti. Se continueranno a correre divisi, a scannarsi e a rifiutare un cambiamento generale, ne prenderanno di calci sui denti nei prossimi anni...
Abusi su studentessa sull'autobus
Cosenza, sacerdote sotto inchiesta Dopo averla immobilizzata ad un finestrino si è abbassato i pantaloni cercando di compiere un atto sessuale. La ragazza è riuscita a fuggire. Lui era in abiti borghesi ma è stato identificato (La Repubblica)
Alle elezioni europee troverete come candidato capolista nel nord-ovest per l'Udc Magdi Allam. Quel fondamentalista cristiano che ha ricevuto battesimo, cresima e compagnia bella proprio dal Papa, durante la Veglia pasquale, in diretta tv. Con la conversione ha preso il nome di Cristiano: ora si chiama Magdi Cristiano Allam. Genialmente patetico.
Il 30 novembre scorso ha annunciato la nascita del suo partito Protagonisti per l'Europa Cristiana, esclamando ad un giornalista: "L'Europa è cristiana!". Purtroppo per lui, a marzo il partito contava 500 miseri iscritti, e così ce lo ritroveremo con l'Udc alle elezioni di giugno.
Parte anche la campagna elettorale, e in una nota il Cristiano ha lanciato questi messaggi: "islamicamente scorretto", "il coraggio di essere se stessi", "sì alle radici giudaico-cristiane, non siamo una terra di conquista". Questi sono i temi base della sua candidatura. Ecco come essere cattolicamente cretini.