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giovedì, 17 luglio 2008

Sovranità papale

Il Papa è a Sidney per la XXIII Giornata mondiale della gioventù. Dopo essere sceso dalla sua papamobile blindata e circondata da decine di guardie del corpo, ha iniziato il solito discorso pro-vita. "Come può essere che la violenza domestica tormenti tante madri e bambini? Come può essere che lo spazio umano più mirabile e sacro, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile?".
Si riferisce all'aborto. L'aborto è il male, la vita è bene.
Poi prosegue, scendendo assolutamente nel ridicolo: "Vi sono molti, oggi, che pretendono che Dio debba essere lasciato in panchina e che la religione e la fede, per quanto accettabili sul piano individuale, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici". Pretendono?! Il Papa ha un sogno, che è quello della teocrazia medievale. Il potere politico era esercitato da un sovrano che si dichiarava discendente o rappresentante di Dio in terra. Lui vuole essere quel sovrano. Noi dovremmo essere i sudditi. Non dovremmo più parlare di aborto, eutanasia, fecondazione assistita, Pacs. Non dovremmo usare i preservativi. L'AIDS non è così grave. Dovremmo restituire metà dello stipendio alla Chiesa, altro che 8 per mille, per sostenere la casta sacerdotale e per permettere al Papa di pagarsi i viaggi e le visite di milioni di euro.
Verrebbe stampato solamente L'Osservatore Romano, e noi saremmo costretti a leggerlo e a venerare il nostro Dio in terra. E vivremmo felici e contenti.

postato da: ermes91 alle ore 12:50 | link | commenti (10)
categorie: politica, chiesa, papa, gay , aborto, eutanasia, casta
lunedì, 02 giugno 2008

Intercettiamoli

Berlusconi ribadisce la sua posizione sull'utilizzo delle intercettazioni: "il diritto alla privacy è la prima cosa perché tutto il popolo italiano ha diritto, quando alza la cornetta, di non sentirsi intercettato", e aggiunge che "in Europa le intercettazioni si fanno sulle organizzazioni criminali e terroristiche e basta. E noi dobbiamo adeguarci a ciò".
Devo esser sincero, mi è scappato un sorriso quando ho letto la notizia. Le intercettazioni si devono fare solo sulle organizzazioni criminali. Il Parlamento mi pare un organizzazione criminale. Con i suoi 70 condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio eletti il 14 aprile, il Parlamento assomiglia veramente ad un centro di recupero. Ovviamente guida il partito di Berlusconi, con 45 neoeletti con problemi di giustizia, ma anche il Pd fa la sua sporca presenza (13). La Lega Nord ne ha 7, l'Udc-Rosa Bianca 5. Solo l'Italia dei Valori non ci rappresenta con dei condannati, ma si sa: Antonio Di Pietro rappresenta l'antipolitica giustizialista e demagogica, è un malato di giustizia. I partiti si difendono affermando che queste 70 persone le ha volute il popolo, ma non è vero. Li hanno voluti i segretari di partito, grazie ad una legge elettorale che impedisce agli italiani di fermare questo scempio.
sabato, 12 aprile 2008

Quanto ci costa la Chiesa?

Un' altra nota casta del nostro Paese è sicuramente rappresentata dalla Chiesa cattolica.
Ho cercato di riordinare e semplificare la lista delle spese statali riguardanti la Chiesa, le quali ammontano a circa 9 miliardi di euro all'anno.

-8 per mille: un miliardo di euro
Dal contributo più noto, l’8 per mille sul gettito totale dell'Irpef, il Vaticano intasca circa un miliardo di euro. La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha dichiarato, però, che solo il 34% di questa somma viene utilizzata per opere caritatevoli.
L’8 per mille fu introdotto con la revisione del Concordato del 1983 da parte di Craxi ed ha uno strano funzionamento: se i contribuenti lasciano in bianco la sezione relativa all’8 per mille, la sua destinazione va in proporzione alle scelte espresse. E poiché circa l’85% dei pochi contribuenti che riempiono questa casella sceglie di  destinare l’8 per mille in favore della Chiesa cattolica questa ottiene dunque circa l'85% dell'intero gettito.

-650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti di religione.

-Circa 260 milioni per i finanziamenti delle scuole e dell'università cattoliche.

-25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano.
Dal 1929 al 2004 è l'Italia a pagare i 5 milioni di metri cubi d'acqua consumati in media ogni anno dallo Stato pontificio. Con la Finanziaria del 2004 il Governo stanzia 25 milioni subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprio.

-18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche.

-9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari.

-8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari.

-7 milioni per il fondo di previdenza del clero.

-2 milioni per la costruzione di edifici di culto e 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi.

A queste spese bisogna aggiungere il lungo elenco di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, valutati in circa 6 miliardi di euro.
Gli immobili della Chiesa sono esenti dall’ Ici, dall’Iva, dall’Irpeg, dalle imposte sui fabbricati e sui terreni. Se pensiamo che circa il 22% degli immobili in Italia è proprietà della chiesa, possiamo intuire la gravità della situazione.
Case, conventi, ospizi, ma anche alberghi di lusso e negozi. Già, perché la Chiesa ha agito in due modi: ha aumentare il profitto riconvertendo il patrimonio immobiliare (conventi, ospizi) in strutture alberghiere; ha messo a reddito l’immenso patrimonio immobiliare che è destinato ad abitazioni. Questo avvenne soprattutto negli anni ’80 nei centri storici, abitati da famiglie umili. Verso la fine degli anni ’80, però, queste zone si sono rivalutate e la Chiesa ha sfrattato queste famiglie vendendo negli ultimi due anni beni immobiliari per quasi 50 milioni di euro (ricordando che il Vaticano paga la metà delle tasse su quello che guadagnano per gli affitti).

Per quanto riguarda l’Ici, questa non viene pagata perché gli enti ecclesiastici si autocertificano come "non commerciali", e non viene pagata neanche sulle proprietà fuori dal Vaticano.





Mio buon curato, dicevi che la chiesa
è la casa dei poveri, della povera gente;
però hai rivestito la tua chiesa
di tende d'oro e marmi colorati;
come può adesso un povero che entra
sentirsi come fosse a casa sua?...
(Luigi Tenco - Cara Maestra)



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postato da: ermes91 alle ore 16:25 | link | commenti (67)
categorie: politica, chiesa, politici, casta
martedì, 08 aprile 2008

La mafia non esiste (per loro)

Il tour di Veltroni e del suo bus "Si può fare" è arrivato a Cosenza, nella Calabria governata dalla 'ndrangheta.
Qui continua la sua campagna antimafia, affermando che "useranno qualsiasi mezzo per annientare la camorra, la mafia e la 'ndrangheta e sradicarle dalla vita di questo paese".
Belle parole, non c'è che dire. Nessuno, oltre a Veltroni ha parlato in questa campagna elettorale della mafia, la prima azienda italiana, con novanta miliardi di fatturato annuo, pari al 7% del Pil.
Per Berlusconi, Bossi, Storace e Casini la mafia non esiste.
È solo una leggenda, tant'è che non hanno speso una parola riguardo a questo scottante tema.
Veltroni l'ha fatto, ha citato anche
i nomi di due boss della camorra, ancora latitanti: Michele Zagaria e Antonio Iovine, evidenziando l'importanza della loro cattura.
Se indaghiamo a fondo però, possiamo osservare, da un lato, il Veltroni nemico della mafia, dall'altro, il Veltroni che candida al senato in Sicilia Mirello Crisafulli, filmato mentre discuteva di appalti e favori con il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua.
Ma sfogliando le varie candidature delle prossime elezioni, viene fuori uno scenario davvero surreale.
Molti partiti candidano figure che, per il loro rapporto con le criminalità organizzate, ispirano tutt'altro che fiducia nelle istituzioni.
Ho cercato di riorganizzare questa lista prendendo spunto da un articolo sull'Espresso e cercando notizie in giro nella rete, ora vi mostro i risultati.

In testa, tra i partiti, c'è l'UDC, con il record di candidati coinvolti in indagini di carattere mafioso.

PD
Vladimiro Crisafulli, detto Mirello.
Una telecamera nascosta in un hotel di Pergusa il 19 novembre 2001 registrò un suo incontro con il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua, già latitante, arrestato e condannato in primo grado per mafia. Indagine archiviata nel febbraio 2004, perchè quel colloquio non portò alcun beneficio concreto a Cosa nostra, ma appare evidente la disponibilità di Crisafulli di avere rapporti con il boss.

Bartolo Cipriano. Ex sindaco del comune di Terme Vigliatore, sciolto per mafia nel 2005.

Maria Grazia Laganà. Vedova di Francesco Fortugno, il vice-presidente della regione ucciso dai clan, sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato.


PDL
Marcello Dell'Utri. Condannato
in primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Franco Iona
. Cugino del boss Guirino Iona, in carcere dopo anni di latitanza.

Gaetano Rao. Nipote di don Peppino Pesce, vecchio boss dell'omonima cosca di Rosarno.

Pasquale Scaramuzzino. Ex sindaco di Lamezia Terme, comune sciolto nel 2002 per mafia.

Sergio De Gregorio. Indagato per riciclaggio dopo che sono stati scoperti i suoi assegni in mano a Rocco Cafiero, un contrabbandiere considerato organo del clan Nuvoletta.
Aggiornamento 9/4/08:
Sergio De Gregorio è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio.

Mario Landolfi. Fronteggia l'accusa di essere stato appoggiato nel 2006 da un manipolo di camorristi.

Antonio D'Alì. Ex datore di lavoro del superlatitante Matteo Messina Denaro.

Vincenzo Giammanco. Condannato come socio e prestanome di Bernardo Provenzano.

Gaspare Giudice. Assolto in primo grado dalle accuse di mafia con una sentenza in cui il tribunale sostiene di aver verificato con assoluta certezza l'appoggio ricevuto da Cosa Nostra nel 1996.


UDC
Salvatore Cuffaro. Condannato in primo grado a 5 anni per favoreggiamento.

Francesco Saverio Romano. Indagato per concorso esterno.

Calogero Mannino. Imputato davanti alla corte d'appello di Palermo.

Giusy Savarino. I giudici sostengono che lo scontro per la sua candidatura tra suo padre e l'ex assessore Salvatore Lo Giudice, sia stato risolto dalla mediazione del boss di Canicattì, Calogero Di Caro.

Salvatore Cintola. Due anni fa ad Altofonte, stando alle intercettazioni, la sua campagna elettorale era stata condotta pure da mafiosi.

Luigi Vallone. Nipote di un uomo politico in rapporti con Cosa Nostra.

Rudy Maira. Processato e assolto per concorso esterno, dopo che il tribunale aveva dichiarato il reato prescritto.

Nino Dino. Indicato dal pentito Nino Giuffrè come uno dei mediatori tra Provenzano e la politica regionale.

Mimmo Turano. Ha visto la l'azienda di famiglia colpita da attentati in previsione della richiesta di pizzo.



domenica, 06 aprile 2008

La Casta dei giornali

La vera casta è quella dei giornali. Da questa dipende l'altra casta, quella dei politici.
I giornali ricevono un finanziamento pubblico di circa 600 milioni di euro all'anno e se aggiungiamo anche le provvidenze per radio e televisioni locali e del ministero delle Telecomunicazioni, e le convenzioni con la RAI e le agenzie di stampa, arriviamo a toccare i 1000 milioni di euro.
Prima , per ricevere i contributi, bisognava essere organo di movimento politico: bastava che un giornale si facesse sponsorizzare da due parlamentari. Così ha fatto Ferrara, addirittura con due deputati di schieramenti diversi: Pera e Boardi.
Libero, invece, era organo del Movimento Monarchico Italiano, poi si è trasformato in cooperativa e poi in s.r.l.
Dal 2001, infatti, il trucco dell’organo del partito non è più concesso, bisogna essere una cooperativa. I giornali già finanziati, però, furono trasformati per legge in cooperative.
I giornali di partito, invece, devono essere appoggiati da un gruppo parlamentare formato almeno da dieci deputati.
I contributi ai giornali sono stanziati dal dipartimento editoria che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Un giornale può chiedere il contributo solo dopo tre anni dalla prima uscita in edicola.
Punto fondamentale: il contributo statale si basa sui costi e sulla tiratura. Più copie stampano più aumenta il contributo ma devono vendere almeno il 25% della tiratura.
Ovviamente se non ce la fa, vende il giornale sottocosto o li distribuisce gratis...
Inoltre i giornali ricevono rimborsi delle tariffe elettriche, telefoniche e postali, e dal 2002 al 2005 c’è stato anche un rimborso sulla carta utilizzata.

Ecco i finanziamenti statali (2003), tratto da La Casta dei giornali di Beppe Lopez:

I maggiori riceventi
Gruppo RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport): 23 milioni e mezzo di euro
Sole 24 ore:
19.222.787 euro
Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro


1a categoria
Giornali di partito

Unità
: 6.817.231,05 euro
La Padania: 4.028.363,80 euro
Liberazione: 3.718.490,08 euro
Europa: 3.138.526,10 euro
Secolo d’Italia: 3.098.741,40 euro
La Discussione: 2.582.284,49 euro
Zukunft in Sudtirol: 1.032.913,80 euro
Il Sole che ride: 1.020.390,93 euro
Rinascita della Sinistra: 907.314,84 euro
Avanti!: 602.024,10 euro
Liberal: 563.604,85 euro
Le Peuple Valdôtain: 297.146,28 euro
Democrazia Cristiana: 157.545,10 euro


2a categoria
Quotidiani editi da cooperative costituite entro il 30 novembre 2001, già organi di movimenti politici

Libero: 5.371.151,76 euro
Foglio: 3.511.906,92 euro
Il Giornale d’Italia, Linea, Torino Cronaca-Il Borghese e Roma: 2.582.284,49 euro
Il Denaro: 2.238.168,15 euro
Il Riformista: 2.179.597,05 euro
Opinione delle Libertà: 2.065.827,60 euro
La Cronaca: 1.874999,72 euro
Campanile Nuovo: 1.153.084 euro
Gazzetta Politica: 516.456,90 euro
Metropoli Day: 516.456,90 euro
Avvenimenti: 451.992,60 euro
Area: 451.992,60 euro
Voce Repubblicana: 203.694,45 euro
Aprile, Patto, Angeli, Cristiano Sociali News, La Nuova Provincia e Milano Metropoli: fra i 169 mila e 10 mila euro


3a categoria
Sessantotto
quotidiani e periodici editi da cooperative di giornalisti o da società la cui maggioranza del capitale sociale sia detenuta da cooperative nonché quotidiani italiani editi e diffusi all’estero e giornali in lingua di confine

l’Avvenire: 5.999.900,04 euro
Italia Oggi: 5.061.277,60 euro
Il Manifesto: 4.441.529,33 euro
Primorski Dnevnik: 2.969.627,17 euro
America Oggi,  Conquiste del Lavoro, l’Avanti! , Il Cittadino,  Corriere di Forlì, Corriere di Perugia, Corriere di Firenze, Corriere Canadese, Corriere del Giorno di Puglia e Basilicata, Il Corriere Mercantile, Editoriale Oggi, Giornale Nuovo della Toscana,  Il Globo, Nuovo Oggi Molise, Sportsman - Cavalli e Corse, Voce di Romagna: fra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo di euro
Il Sannio Quotidiano e Rinascita: 1 milione e 800 mila euro
Dolomiten di Bolzano: 1 milione e 601 mila euro
Scuola Snals: 1 milione e 586 mila euro
Nuovo Corriere Bari Sera 1 milione e 406 mila euro
Provincia Quotidiano di Frosinone: 1 milione e 313 mila euro
Cittadino Oggi di Siena: 1 milione e 224 mila euro
Verità: 1 milione e 185 mila euro
Voce di Mantova: 1 milione e 272 mila euro
Agenzia Area e Ottopagine: sul milione di euro
Dossier News di Caserta:  916 mila euro
Cronache del Mezzogiorno: 891 mila euro
Agenzia Dire: 753 mila euro
Fare Vela, Luna Nuova, Carta, Motocross, Il Mucchio Selvaggio,  La Nuova Ecologia, Rassegna Sindacale, Il Salvagente, Trenta Giorni nella Chiesa e nel Mondo: 516 mila euro
Noi Donne e Minerva, Chitarre e Jam, Metropolis  Novi Matajur, Oep-Notiziario Agricolo Spazio Rurale, Ore 12, Qui, Sabato Sera  , Sole delle Alpi, Rivista Italiana: meno di 516 mila euro
Lucania: 153 mila euro
Umanità: 114 mila euro
Quotidiano di Sicilia: 108 mila euro
Domani: 76 mila euro
Mari e monti: 84 mila euro
Il Granchio: 41 mila euro


4a categoria
Testate facenti capo, direttamente o indirettamente, alla Chiesa cattolica

Famiglia Cristiana
(210 mila euro ), Il Giornalino (210 mila), Jesus (49 mila), Vita Pastorale (34 mila), Famiglia Oggi (5 mila) e Letture (5 mila), L’amico del Popolo (102 mila), Città Nuova della Pia Associazione Maschile opera di Maria (94 mila), Toscana Oggi (89 mila), La Vita del Popolo dell’Opera San Pio X (82 mila), Corriere di Saluzzo (80 mila), Verona Fedele (74 mila), Il Popolo dell’Opera Odorico da Pordenone (65 mila), La Vita Cattolica (64 mila), L’Azione della Diakonia Ecclesiale (63 mila), La Difesa del Popolo (61 mila), La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza (57 mila), Adista (56 mila), La Voce del Popolo (56 mila), Il Nuovo Rinascimento dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (52 mila) e La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina (51 mila).



Le altre categorie

-124 giornali italiani pubblicati e diffusi all’estero
Cinque i giornali più gratificati: Fiamma (Australia) con 143 mila euro, Pagina (Svizzera) con 89 mila, Cittadino Canadese (Canada) con 53 mila, Corriere Italiano (Canada) con 51 mila, Eco (Svizzera) con 49 mila.

-23 pubblicazioni edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero
Messaggero di S. Antonio, della Provincia Padovana dei Frati minori conventuali: 109 mila euro
Aise: 67 mila euro
Inform: 27 mila euro
Voce Buccino, Abruzzo nel Mondo, Bellunesi nel Mondo, Emigrazione Siciliana, Migranti Press, Notizie Fatti e Problemi dell’Emigrazione, Polesani nel Mondo, Santo dei Miracoli, Servizio Migranti, Sicilia Mondo, Trentini nel Mondo, Trevisani nel Mondo, Voce dell’Emigrante: 6 mila euro

-due quotidiani italiani teletrasmessi in paesi diversi da quelli membri dell’Unione Europea
Teletrasmissione all’estero della Repubblica (1 milione e 700 mila) e del Corriere della Sera (700 mila euro).

Inoltre:
La Stampa: 7 milioni di euro
Conquiste del Lavoro: 6 milioni e mezzo di euro
Il gruppo Giorno-Carlino-Nazione: più di 3 milioni di euro
Il gruppo Caltagirone (Messaggero-Mattino-Gazzettino): poco meno di 3 milioni di euro
Il Corriere dello Sport: quasi 2 milioni di euro



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