Sabina Guzzanti ha ricevuto una citazione di un milione di euro da parte del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. C'è un errore sostanziale, di fondo, che vi spiegherò. Comunque la Carfagna è andata da Mentana a Matrix, per dire che Sabina Guzzanti fa pena, che è fragile mentalmente e che sarebbe disposta a ritirare la causa, in caso di scuse da parte della Guzzanti. Dovrebbe chiedere scusa, perché "quel giorno (8 luglio) si è detta una grande falsità" nei suoi confronti. Per schiarirvi le idee, vorrei ricordarvi cosa ha detto Sabina Guzzanti durante la manifestazione di Piazza Navona: "Non si può fare ministro per le Pari opportunità una che ti ha succhiato l'uccello. Vattene, questo è uno sfregio". Disse questo, riprendendo chiaramente la notizia che in Italia tutti i giornali avevano cestinato: il giornale argentino El Clarin aveva pubblicato delle intercettazioni tra Mara Carfagna e Silvio Berlusconi, con un dialogo che faceva riferimento ad un rapporto di sesso orale. In poche parole, quindi, Sabina Guzzanti non disse una falsità, per il semplice fatto che si rifaceva alla notizia del giornale argentino. Allora mi chiedo: perché non citare in giudizio il giornale El Clarin, piuttosto che Sabina Guzzanti?
Non è dato sapersi. Intanto, però, a fronte delle dichiarazioni rilasciate a Matrix, Sabina Guzzanti potrebbe tranquillamente querelare Mara Carfagna. Un atto del genere sarebbe del tutto legittimo.
Questo episodio dimostra come non sia gradita la satira nel nostro Paese. Si tenta di influenzarla, limitarla. Ma la satira non deve avere dei limiti, altrimenti non è più satira.