Parliamo di: Walter Veltroni. È riuscito nell'impresa di rilanciare l'immagine di Berlusconi. Silvio stava crollando. Aveva appena creato un partito sul predellino di un auto. Tutti gli alleati erano increduli, lo stavano abbandonando. Ma Uòlter no, lui ha "aperto al dialogo". Ed ecco, Berlusconi che riconquista la scena e ritrova i suoi coerenti alleati. Inizia la campagna elettorale: Walter ci crede. Walter potrebbe usare il mezzo più facile per conquistare migliaia di elettori, cioè iniziare a parlare di tutto ciò che riguarda Silvio: dai suoi processi al conflitto di interessi. Ma no, non lo fa. Evita persino di pronunciare il suo nome, lo chiama "il maggior esponente dello schieramento a noi avverso". Mentre Silvio strappa il programma del Pd davanti a centinaia di persone. Walter non prende posizioni, nasce il mito del "maanchismo veltroniano". Gli italiani si accorgono che, ora, ci sono due comici sul palco. Mancano pochi giorni alle elezioni e Uòlter ci crede. "Siamo a 10 punti"; "Il distacco è di 5 punti"; "Siamo testa a testa". Ci credeva, e forse anche qualche elettore. Si vota: i Piddielliani sono sicuri di vincere, chi non vuole vedersi rappresentato da Silvio vota il Pd. Non si vota il Pd per far vincere Uòlter, ma per far perdere Silvio.
Veltroni non ce la fa. In pochi mesi riesce a far resuscitare un morto e a mandarlo dritto a Montecitorio. Va bene, incassiamo la sconfitta. Pensiamo a fare opposizione a questo governo padano, razzista, e contro qualsiasi forma di legalità. No, Uòlter crede nel dialogo. Nell'opposizione pacata e costruttiva. Il dialogo diventa la parola magica delle prime settimane. Poi Silvio inizia a mostrare il suo vero volto e Walter capisce che forse ha sbagliato a credere nella discussione costruttiva. Non ci sarà nessun dialogo, mai più. Da oggi in poi si fa vera opposizione. Di Pietro organizza una manifestazione a Piazza Navona, il No Cav. Day. È una grande occasione per mostrare la grande forza e unione dell'opposizione. Ma Uòlter decide di non unirsi all'Italia dei Valori. Gli elettori del Pd non ci credono. Alcuni perdono la poca fiducia che avevano riposto in Veltroni, altri esclamano "ci sarà un'altra occasione". E l'occasione giunge. È la raccolta di voti per il referendum avanzato da Di Pietro contro il Lodo Alfano. Dai Uòlter, è la grande occasione per rilanciare l'immagine del Pd. Non è così. "Se per caso il quesito dovesse fallire, anche per mancanza di quorum, tutta l'opposizione ne uscirebbe male". E la commedia continua.