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mercoledì, 26 agosto 2009

Coltellate omofobiche

Arrivano le coltellate contro i gay. E arrivano anche atti intimidatori contro i locali, per omosessuali.
Da qualche giorno c'è un'esplosione di omofobia abbastanza preoccupante.
E ascoltando le false dichiarazioni di solidarietà della politica, si dimentica che parole gravi in quella direzione - se non della coltellata, perlomeno del calcio nel culo - continuano a giungere proprio dal Palazzo, e continueranno ad abbattersi sulla delicata situazione dei gay in Italia. Come quelle del ministro Zaia di due settimane fa: "La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi".
Non si capisce ancora cosa c'entra il ministro dell'agricoltura con i gay.
Probabilmente Bossi voleva parlare dei finocchi e stupido com'è ha mandato Zaia.
postato da: ermes91 alle ore 13:07 | link | commenti (10)
categorie: politica, gay , lega, bossi
sabato, 22 agosto 2009

Schifo

A Lampedusa arriva un barcone con cinque eritrei. I soccorritori dicono che i loro corpi sono ridotti a uno scheletro, dopo i venti giorni trascorsi in mare senza che nessuna imbarcazione abbia dato loro soccorso. Dicono di essere partiti in 78: ci sarebbero 73 morti. Settantatrè emigranti che non sono riusciti a raggiungere la costa dell'isola siciliana.
E così, mentre Bossi grida di non essere disposto a far costruire le moschee nella Padania "per non svendere le nostre tradizioni a nessuno", e mentre sul sito della Lega viene pubblicato un giochino demente che consiste nel respingere con il click del mouse le barche degli immigrati, non si capisce se sorprendono di più questi deliri xenofobi, ora anche internettiani, o l'ipotesi di un'incriminazione per immigrazione clandestina nei confronti dei cinque eritrei superstiti, prevista dal decreto sicurezza, anche se in teoria per la loro provenienza potrebbero fare richiesta d'asilo. O meraviglia maggiormente il fatto che nessuna imbarcazione abbia prestato soccorso temendo per la propria sicurezza, quella giudiziaria?
Vien voglia di chiudere gli occhi.
postato da: ermes91 alle ore 12:27 | link | commenti (20)
categorie: politica, immigrazione, razzismo, lega, bossi
lunedì, 17 agosto 2009

Il Va pensiero di Bossi

Non credo sia stato il caldo la causa delle parole di Bossi sull'inno. E' che ormai è andato e dobbiamo sopportarlo. "Quando cantiamo il nostro inno, il Va pensiero, tutti lo cantano perchè tutti conoscono le parole, non come quello italiano che nessuno conosce" ha detto. Due parole, Bossi e pensiero, che sembrano non accoppiabili, ma tant'è, queste sono state le parole del leader leghista. Che ha poi aggiunto: "Lo Stato regali terreni ai giovani per renderli produttivi e dare un lavoro alle giovani generazioni". Insomma, loro devono continuare a mangiare, perciò i giovani vadano a zappare la terra.
Ma Bossi conosce da tempo Berlusconi, e ha imparato qualcosa da lui. Così oggi Umberto smentisce: "Per non parlare dei salari, delle gabbie salariali e della necessità di aumentare i salari si sono inventati che la Lega è contro l’inno italiano. Invece noi siamo per aumentare i salari e chiediamo i salari su base territoriale legandoli al costo della vita". Con abilità cambia argomento: dall'inno ai salari. Un salto carpiato per passare ad un altro tema trattato dai più grandi populisti del Paese nel solito modo. Arriveranno anche a "gli italiani non arrivano alla fine del mese" per sviare il discorso, è molto probabile. Un po' come la Brambilla, che passa dal tasso di occupazione ai cani randagi in Sardegna (video).
Però la maggioranza si spacca. Nel Pdl molti non apprezzano le parole della Lega. Tra questi anche Gasparri e Capezzone, le giovani segretarie del premier, e questo vuol dire che anche Silvio non è proprio contento.
postato da: ermes91 alle ore 14:21 | link | commenti (16)
categorie: politica, satira, berlusconi, lega, bossi
domenica, 09 agosto 2009

Anche noi uccidiamo

Bossi ha colto l'occasione della festa leghista di Pontida per rispondere al presidente della Camera Gianfranco Fini che da Marcinelle, dove nel 1956 morirono 262 minatori, molti dei quali lombardi e veneti emigrati in Belgio, ha ricordato ai politici del Nord di pensare ai loro antenati immigrati: «Noi andavamo a lavorare non ad uccidere la gente».
Anche noi uccidiamo le persone. Lavandocene le mani e accompagnandole con i loro barconi verso uno dei Paesi meno liberi del mondo. Oppure facendole marcire in un merdoso centro di identificazione.

Malato di mente.
postato da: ermes91 alle ore 14:16 | link | commenti (6)
categorie: politica, immigrazione, lega, bossi
giovedì, 16 aprile 2009

Roma ladrona

Con una provincia da ricostruire per intero, la cassa integrazione aumentata del 900% rispetto all'anno scorso, le famiglie che a malapena arrancano, si decide di tenere il referendum sulla legge elettorale non il 6 giugno con le europee ma di accorparlo ai ballottaggi per le amministrative del 21 giugno. Ergo? 400 milioni complessivi buttati. Onore al merito: grazie alla Lega. Il ragionamento qual è stato? Accorpare referendum e politiche potrebbe far venire meno la legittima scelta dell'elettorato che altrimenti opterebbe per l'astensione. Da ciò se ne può ricavare che Bossi considera i padani un popolo di caproni, che vota a caso giusto perché si trova in un seggio elettorale. Essere contrari a questo referendum è condivisibile anche a sinistra, visto che significherebbe più o meno tenerci per altri 20 anni Silvio (col premio al partito che prende più voti la vedo dura per il Pd avere più consensi del Pdl, dato che adesso si trova neanche al 25%), ma lo si dovrebbe ostacolare in altri modi, ad esempio informando di più. Non facendoci pagare 400 milioni. Del resto il loro motto era Roma ladrona. Detto fatto.
giovedì, 15 gennaio 2009

Grazie Lega



Al Senato è passata la norma che trasforma in reato l'immigrazione clandestina (articolo 19 del disegno di legge sulla sicurezza). Chi entrerà senza permesso di soggiorno va incontro a una sanzione amministrativa compresa tra i 5mila e i 10mila euro.
No no, aspettate. Questi vengono qui perché sono dei morti di fame e dovrebbero pagare dai 5 ai 10mila euro?
Ma non è tutto: secondo i dati del Ministero, i processi che si dovranno avviare nei confronti dei clandestini costeranno circa 400 milioni di euro.
Paghiamo 400 milioni di euro per fare dei processi che si concluderanno necessariamente con l'espulsione dell'immigrato, prevista se quest'ultimo non è in grado di pagare l'ammenda.

Grazie Maroni, grazie Bossi, grazie Lega.
postato da: ermes91 alle ore 14:12 | link | commenti (13)
categorie: politica, giustizia, immigrazione, lega, bossi
domenica, 28 dicembre 2008

Silvio ha paura

Silvio ha paura. Ha paura che qualche sua telefonata sia resa pubblica. Nell'ultima conferenza stampa ha detto che "se venisse intercettata una mia telefonata di un certo tipo me ne andrei in un altro Paese". Dai forza! È ora il momento giusto. Pubblichiamo una telefonata, magari quella con la Carfagna, così prendiamo due piccioni con una fava. Ma il premier ha anche aggiunto che "non è mai veramente democratico un Paese nel quale tutti hanno il timore di essere intercettati". Solo chi ha qualcosa da nascondere ha paura di essere intercettato. E lui ci nasconde qualcosa.
Comunque è interessante sapere che Silvio ha le idee veramente chiare. "Prima il federalismo, poi la giustizia" aveva detto. Poi "prima la giustizia, poi il presidenzialismo". E oggi "prima il federalismo, poi la giustizia". Tutto chiaro. Domani forse avremo un'altra combinazione.
La Lega, intanto, ha abbassato un'altra volta la testa di fronte al suo padrone. Ormai sono disposti a tutto pur di conquistare quel benedetto federalismo. Ieri, Berlusconi ha anche riferito che "le sfumature all'interno della maggioranza stanno scomparendo perché lo stesso Maroni, dopo che ho parlato con Bossi, mi ha detto che è giusto escludere le intercettazioni nel caso di reati contro la pubblica amministrazione". Poveri leghisti. Senza coerenza, né dignità.

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categorie: politica, giustizia, politici, intercettazioni, berlusconi, lega, bossi
mercoledì, 01 ottobre 2008

Contro la mafia, ma con Berlusconi

La Lega ha sempre avuto parole forti contro la mafia. Umberto Bossi urlava "mafioso!" contro Berlusconi, poi c'è stato solo silenzio, forse per l'ictus. Ma questo senso di anti-mafia pare sia rimasto dentro i leghisti. Le ultime dichiarazioni di Maroni lo dimostrano: "non siamo in presenza di una lotta tra bande per avere il predominio, ma di un sistema che garantisce reddito e che si propone come Stato nello Stato e quindi è anti Stato; finché non ci sarà una rivolta della società civile le azioni che facciamo noi non possono essere risolutive". Sembra che anche lui abbia capito che la mafia non consiste in una guerra tra due piccole bande, di bulletti, ma è una vera e propria guerra. Solo La Russa non l'ha capito, ma lo comprendo.
Maroni chiede, dunque, una reazione da parte di tutti i cittadini, altrimenti la mafia non si potrà mai sconfiggere. Mentre pronuncia queste parole è alleato con un signore di nome Silvio, che ha accolto nella sua villa un tale di nome Mangano e l'ha definito un eroe, ed ha in Marcello Dell'Utri il suo braccio destro. Maroni, con tutta la Lega, fa finta di niente. Fa finta di non saperlo. Contro la mafia, ma con Berlusconi: pare un ossimoro. Ah, cosa si fa per un po' di voti.

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categorie: politica, mafia, politici, berlusconi, lega, bossi
sabato, 16 agosto 2008

Memoria storica

C'è grande unione nel centrodestra. Berlusconi ha eliminato l'Ici sulla prima casa e Bossi è ora intenzionato a reintrodurlo. Berlusconi sostiene il federalismo della Lega, ma elimina una delle poche tasse federaliste. Per Bossi bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse. Non ne ha ancora parlato con Tremonti e Berlusconi, ma è sicuro che si possa realizzare questa sua idea. E dov'era quando il decreto veniva approvato dal Consiglio dei Ministri? Berlusconi farà una marcia indietro? Ora Silvio inizia qualsiasi discorso con le parole magiche "detassazione degli straordinari" e "abolizione dell'Ici". Dovrà inventarsi qualche nuova parola ad effetto, per continuare a nascondere i salari, le pensioni, il precariato. Sarà dura.
Ma Bossi non si è fermato a questa proposta. Il Ministro delle Riforme è tornato a parlare di quel suo gestaccio all'inno: "Non è un insulto ma una memoria storica. E l'inno nazionale non c'entrava niente". Praticamente il 20 luglio sul palco urlò "l'Inno dice che l'Italia è schiava di Roma..., toh! dico io", ma l'inno non centrava. Era memoria storica.

Lo show di Bossi non finisce qui, tocca all'immigrazione. "Ora nei popoli che prima venivano da noi è arrivata l'idea che è inutile venire perché tanto li rimandiamo indietro". Infatti gli sbarchi sono raddoppiati. Ma gli immigrati sbarcano con più paura. Parola di Bossi.

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categorie: politica, politici, immigrazione, berlusconi, lega, bossi
martedì, 22 luglio 2008

Show

Torniamo a parlare di Bossi, visto che ormai si parla solo di questo. Ieri, intensa giornata politica. Fini alla Camera ribadisce che "l'unità nazionale, i suoi simboli e il loro rispetto sono condizioni indispensabili per qualsiasi politica di autentica riforma", infastidito più dalle parole di Bossi sullo stato fascista ("Dobbiamo lottare contro questo stato fascista") che da altro. Poi parla Italo Bocchino, quello che è sempre al Tg1 a raccontare i grandi risultati di questo governo: "Massimo rispetto per la Lega ma nessuno tocchi i simboli dell'unità nazionale perché questi sono limiti invalicabili". A dimostrazione della grande coesione nel centrodestra, arriva il piduista Cicchitto che, consapevole del fondamentale aiuto della Lega per le riforme, dichiara che "il Pdl dice no a processi politici da parte della sinistra che spesso considera Bossi e la Lega una costola di se stessa". Roberto Cota, capogruppo della Lega, sente il dovere di difendere il proprio leader con esilaranti parole: "Va colto il senso di quello che va dicendo il ministro delle Riforme e cioè che o si fanno le riforme o il paese esplode". Funziona così alla Lega: se vuoi chiedere riforme devi alzare il dito medio contro l'inno. Ma non contento, Cota aggiunge: "Il medio alzato poi, è relativo alla parola "schiavo", un termine che va abolito perché in contrasto con la nostra cultura democratica di oggi". Meglio bingo-bongo.
La Mussolini non ci sta. Ha fiutato la rissa, deve partecipare. Si guarda attorno, ma si accorge che Sgarbi non c'è e non può mandarlo a quel paese, per aumentare lo share. Allora tira fuori il cellulare, fa partire l'Inno di Mameli, ma lo ascolta solo lei, perché Gianfranco Fini fa spegnere il suo microfono. L'inno si sente solo due volte, per pochi secondi. Se avesse riprodotto la vera suoneria del suo cellulare, Faccetta Nera, ci saremmo divertiti di più.
Non è finita. Bossi arriva in aula e dice: "Fini poteva non intervenire". Interviene invece, in serata, Silvio Berlusconi che al telefono conferma a Bossi la solidità dei loro rapporti. Le polemiche non hanno scalfito la stima reciproca. In fondo Berlusconi sono 14 anni che attacca le istituzioni pubbliche e distrugge l'immagine nazionale ad ogni occasione. 

postato da: ermes91 alle ore 11:52 | link | commenti (5)
categorie: politica, politici, berlusconi, lega, fascismo, fini, bossi, pdl
lunedì, 21 luglio 2008

Bossi beve

Bisogna trovare una spiegazione al gestaccio e alle parole di Bossi. Non è possibile che un individuo giuri sulla costituzione del nostro Paese e poi alzi il dito medio contro l'inno di Mameli. Pur se ridicolo, è sempre il nostro inno. Non è possibile che si voglia pulire il culo con il tricolore e poi diventi ministro delle Riforme.
Neanche il miglior attore sulla piazza riuscirebbe in queste incredibili interpretazioni. Qual è il suo segreto? Come fa a invitare i leghisti ad imbracciare i fucili contro Roma ladrona, e nello stesso tempo a intascare per 14 anni migliaia di euro stando seduto su una poltrona, guarda caso, a Roma.
Cosa lo spinge a rifiutare i professori del sud, oltre al fatto che suo figlio è stato bocciato per la seconda volta alla maturità scientifica, presentando una tesina su Cattaneo? Deve esserci una spiegazione. Spero, in una spiegazione. Per il momento voglio far finta di credere in questo: Bossi beve.
Così, per salvargli un briciolo di dignità.

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categorie: politica, lega, bossi
domenica, 20 luglio 2008

La solita domenica

La solita domenica. Umberto Bossi inizia la giornata con dolci parole a favore del dialogo ("C'é spazio per il dialogo con l'opposizione", "da parte nostra non ci sarà una chiusura al Pd e a Veltroni"), poi mostra tutto il suo spirito leghista. Davanti ai leghisti del Veneto da il meglio di sé: "Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che l'Italia è schiava di Roma...toh! dico io" (alzando il dito medio). Poi autocelebra l'orgoglio del popolo padano: "Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà". Ma la parte migliore, per la sua idiozia e incoerenza, è quando il Senatur incita i compagni con queste parole: "Dobbiamo lottare contro questo stato fascista. E' arrivato il momento, fratelli, di farla finita". La logica leghista.
Parliamo di Obama. Il candidato democratico è giunto in Afghanistan. Non ha fatto in tempo ad ambientarsi che le forze della coalizione americana hanno ucciso, con un raid aereo, quattro agenti della polizia afghana e cinque civili. Ma non bastava: truppe Isaf hanno ucciso altri quattro civili nella provincia di Paktika. Accidentalmente, ovvio. Un banalissimo errore, può capitare.
Almeno ci sono notizie positive, come le contestazioni che hanno accolto il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel quartiere di San Lorenzo, per la commemorazione dei caduti del bombardamento anglo-americano del 19 luglio del 1943.
È stata una goduria leggere espressioni come "in questo quartiere i fascisti non sono entrati nemmeno nel 1922, vogliono entrarci ottant'anni dopo?", o "mai nessun fascista è entrato qui dentro" e rivelazioni come "arrivavano in 20 da Colle Oppio per picchiarci e c'era pure Alemanno".
La solita domenica.

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categorie: politica, roma, usa , politici, lega, fascismo, bossi, obama
lunedì, 30 giugno 2008

Ci pensa la Lega

"Parlerò io con Veltroni, il dialogo si può ancora ricucire": era già abbastanza difficile sentire queste parole da qualche esponente del Pdl, ma non ci aspettavamo che venissero pronunciate da Umberto Bossi. "Con Silvio parlerò eccome. Gli dirò di darsi una calmata. Sono il ministro per le Riforme. E per le riforme sono disposto a tutto. Anche a fare il paciere". Sembra strano, ma è sempre Bossi.
Quello che "le case si danno ai lombardi e non al primo bingo bongo che arriva". Quello secondo cui "bisogna quotare sia gli immigrati in entrata sia le merci". Ebbene, con queste dichiarazioni poteva far scoppiare delle vere e proprie rivolte, ma ora fa da paciere.
Ma è dura credere che Bossi farà qualcosa per il Parlamento, per l'Italia. Siamo sinceri, la coerenza e la Lega non sono mai andati a braccetto, tutt'altro. Sono quasi trent'anni che urla di pulirsi il culo con il tricolore, o afferma di aver ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, e ora vuol fare da paciere. Lui i fascisti li tiene sotto tiro con il Winchester, e poi fa le passeggiate con Fini.
Ha sempre pronti quei 300mila bergamaschi pronti a imbracciare i fucili, e ora vuol fare da paciere.
È pronto a imbracciare i fucili per la rivoluzione, per la liberazione del nord, ma anche per cambiare le schede elettorali. E ora fa da paciere.


postato da: ermes91 alle ore 11:40 | link | commenti (3)
categorie: politica, politici, immigrazione, berlusconi, lega, bossi
domenica, 25 maggio 2008

Animali

Ieri mattina un immigrato è morto nel Cpt (Centro di permanenza temporanea) di Torino, dopo 10 giorni di permanenza. Le parole degli altri immigrati presentano uno scenario incredibile, in cui i medici del Cpt danno una medicina all'immigrato malato, senza accertare se sia allergico o meno, e poi lo lasciano lì, solo. "L'hanno trattato come un animale" hanno detto. Gli altri immigrati hanno urlato tutta la notte per chiedere aiuto, ma degli addetti della Croce Rossa hanno detto loro che non c'era nessun medico fino alla mattina successiva.
Tutti dovrebbero sapere le condizioni dei Cpt, tanto amati dalla Lega e dalla Bossi-Fini.
Queste strutture sono state fortemente criticate da Medici senza frontiere, Amnesty International, Comitato europeo per la prevenzione della tortura e Commissione De Mistura, ma soprattutto bocciati dalla Commissione Ue il 2 aprile 2008. Il rapporto Ue evidenziava: "Il carattere patogeno della detenzione, causato principalmente dalle strutture e dall'assenza di comunicazione (fino ad atteggiamenti di disprezzo) dei responsabili con le persone trattenute; misure securitarie sproporzionate per persone trattenute in un quadro amministrativo; nessuna assistenza alle persone vulnerabili; servizio medico presente ma carente, soprattutto nei centri altamente popolati; carenza del servizio d'interpreti e traduttori; mancanza di un servizio d'assistenza legale. Per questo si chiede con urgenza, la ristrutturazione dei centri e l'eliminazione delle gabbie; l'accesso permanente di Ong e giornalisti; il miglioramento dei servizi igienici, medici e legali".

La situazione attuale è gravissima, ma ora la presenza degli immigrati nei Cpt, secondo il pacchetto sicurezza, sarà di 18 mesi. I due mesi previsti prima dell'approvazione del pacchetto sicurezza, erano già un inferno per gli immigrati. Ciò preoccupa molto Medici senza frontiere, che aveva denunciato
le "condizioni inaccettabili di questi centri, all’interno dei quali si verificavano abusi da parte delle forze dell’ordine, utilizzo incongruo di psicofarmaci, episodi di autolesionismo e, in generale, un’assoluta incapacità di garantire standard minimi di accoglienza."

Intanto gli immigrati del Cpt di Torino hanno iniziato lo sciopero della fame:
"Venite a vedere come siamo trattati. Qui siamo come in un canile, dove se abbai nessuno risponde".
postato da: ermes91 alle ore 19:06 | link | commenti (4)
categorie: politica, immigrazione, lega, bossi
sabato, 17 maggio 2008

Italia xenofoba

Due giorni fa abbiamo assistito ad una vasta operazione contro la criminalità e l'immigrazione clandestina in ben 9 regioni, che ha portato all'arresto di 383 persone, di cui 268 stranieri (non tutti stranieri come alcuni credono).
Molte baracche dei rom a Napoli sono state incendiate, presumibilmente per opera della camorra, ma Bossi li ha giustificati: "La gente fa quello che non riesce alla politica".
Questa nuova azione di governo per combattere l'immigrazione è stata molto criticata all'estero, soprattutto in Spagna. Il numero due del governo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha giudicato la politica italiana in materia di immigrazione xenofoba. Oltre alla stampa spagnola, hanno mostrato preoccupazione anche giornali inglesi, americani e francesi.
Il giorno stesso è arrivata anche il no dell'Ue al ripristino dei controlli alle frontiere, appoggiandosi a piene mani sul Trattato di Schengen. Due colpi ricevuti dall'Europa in meno di 24 ore.
Franco Frattini e i leghisti hanno ridimensionato la polemica, affermando che la Spagna non voleva accusare l'Italia e che la vicenda è stata chiarita.
Ma una vicenda non è mai chiusa se non si è ancora espresso un uomo come Umberto Bossi. Infatti, oggi si è espresso anche lui sulla questione. Pacatamente ha detto che gli spagnoli sono stati i primi a sparare sugli immigrati, noi invece li abbiamo già qui e abbiamo il problema inverso, quello di metterli fuori. La Spagna è stata la prima a sparare: detto da un politico con i fucili sempre pronti e caldi è preoccupante.
postato da: ermes91 alle ore 14:37 | link | commenti (24)
categorie: politica, politici, immigrazione, lega, bossi, xenofobia