Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Contrada per gravi motivi di salute. L'ex funzionario del Sisde, condannato nel febbraio 2006 a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, potrà lasciare il carcere dopo soli 14 mesi di detenzione (il 10 maggio 2007 la sentenza venne confermata in appello). Ma parliamo un po' della sua vicenda. Totò Riina fu arrestato il 15 gennaio 1993 dopo 25 anni di latitanza. Poteva essere arrestato nel 1981, durante un blitz in una villa in località Borgo Molara, se Contrada non avesse avvisato Michele Greco. E forse Totò Riina non avrebbe fatto uccidere Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Bruno Contrada ha permesso ad uno dei più importanti boss di sempre, di restare latitante per altri 12 anni.
Ma c'è una storia su Contrada che colpisce veramente. Il 19 luglio 1992, alle 16 e 58 minuti, Paolo Borsellino viene ucciso in Via D'Amelio. Le volanti della polizia arrivano sul posto dopo 15 minuti, ma 80 secondi dopo l'attentato Bruno Contrada telefona a Lorenzo Narracci, capo del Sisde a Palermo, per chiedere informazioni sull'attentato. Contrada sapeva che l'attentato sarebbe avvenuto.
Mastella voleva concedergli la grazia. "Normalmente per l'attivazione di questi strumenti si impiegano sei mesi. Io mi auguro che si faccia molto, molto prima" disse il ministro della Giustizia il 25 dicembre scorso. Convinto che con la grazia, le persone guariscono.