
"Leggo quasi tutti i giorni questo blog, e anche se spesso sottolinea notizie per le quali non c'è da stare allegri, tento di guardare il lato positivo. E il lato positivo è che c'è una persona così giovane che dedica tempo e attenzione a capire che cosa succede nel suo paese, e non solo. Il lato positivo è che c'è un confronto, spesso ingenuo, talvolta aspro, ma pur sempre migliore del recintarsi nella cerchia di persone che la pensano solo come noi.
Oggi, però, il lato positivo non ha prevalso. Oggi ho letto alcuni commenti che mi hanno stretto lo stomaco, e mi hanno fatto paura. Grazie a chi ancora ce la fa a rispondere, a provare a confrontarsi. Non c'è altro modo, perché quando la ragione tace, la parola passa alle spranghe e alle pistole: sembra così tanto più facile illudersi di dare un senso alla propria vita, quando ci si schiera in battaglia, soprattutto se dall'altra parte ci sono i disperati del Pianeta. Ma io non ce la faccio, e sento di appartenere ad un mondo che ha davvero perso. "La mia generazione ha perso", cantava l'avatar di Ermes, e io pensavo che sbagliasse, perché ero più giovane di lui e mi sembrava che la sua generazione avesse lasciato alla mia anche cose che avevano ancora un valore. E invece... Pensavo che avrei riconosciuto la faccia della vecchiaia per le rughe nello specchio, per la mancanza di entusiasmi, per la fine delle passioni. Ma - mentre tutto questo arriva molto più lentamente di quanto mi aspettassi - non avrei mai pensato di sentirmi invecchiare perché alcune persone giovani dicono le stesse cose che sentivo dire ai vecchi analfabeti e mezzi ubriachi quando avevo sedici anni. Ho provato la stessa tristezza, con l'aggravante del fatto che adesso mi tocca pensare che il futuro non sono più io. A Ermes e a quelli come lui, che mi scaldano il cuore quando li incontro, grazie davvero. Agli altri, che di storia sanno poco e, a giudicare da come scrivono, ancor meno sanno di grammatica: se solo sapeste quanto somigliate a tutti quelli che si sono lasciati prendere in giro dalle parole d'ordine di cui avete nostalgia, e che poi se ne sono andati a morire in guerra per gli interessi di chi li aveva manovrati. Continuate a prendervela con gli immigrati, e non con chi li sfrutta: vedrete quanto vi tornerà utile, e temo che lo vedrete anche troppo presto. A tutti, tanti auguri. Magari anche di scoprire che i primi a dire che la diversità è una ricchezza non sono stati i comunisti: sono stati i liberali. E se per caso non vi fidate più delle teorie politiche, potete chiedere che cosa ne pensano ai genetisti. O agli esperti di termodinamica.
Buona notte."
Non so chi sei, il tuo nome, dove vivi. Ma grazie.