Non si possono liquidare centinaia di migliaia di persone con quattro poverissime righe. Grillo l'ha fatto.
Nel suo blog ha scritto, in riferimento alle firme raccolte per il V2-Day (indire un referendum per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione): "Il 25 novembre ho incontrato Carnevale in Cassazione. Mi è stato comunicato che le firme raccolte non sono sufficienti. Una cosa l'ho capita. Si dovevano raccogliere almeno due/tre volte le firme valide necessarie per essere sicuri del risultato. Come è avvenuto per la proposta di legge popolare "Parlamento Pulito"".
Ma come? Così, in quattro righe ci dici che tutte le firme che hai raccolto, che tutte le persone che sono scese in piazza, che tutte quelle parole sono state inutili?
Cosa ha detto Carnevale?
Chiarezza Grillo, vogliamo chiarezza. Non basta scrivere la solita frase "loro non molleranno mai, noi neppure". No, non basta.
"Sabina Guzzanti indagata per vilipendio contro il Papa. La procura di Roma chiederà al ministro della Giustizia di procedere contro l'attrice per le sue parole su Benedetto XVI l'8 luglio scorso durante il "No Cav Day" in piazza Navona. Il pm Angelantonio Racanelli ha invece chiesto al gip di archiviare la posizione di Beppe Grillo che, aveva attaccato il presidente Napolitano: quella del comico genovese era satira." (Repubblica)
Art. 21 della Costituzione Italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
Ormai lo avrete capito: condivido gran parte delle manifestazioni e campagne di Beppe Grillo, ma non tutte. Ricorderete, forse, la richiesta di moratoria per l'immigrazione dalla Romania (definì i Rom una "bomba a tempo che va disinnescata"). Lì esagerò, inconcepibilmente. Ed ecco che oggi scoppia una nuova polemica per l'ultimo intervento di Grillo nel suo blog. Premettendo che il paragone tra la Apple di Steve Jobs e il nostro Presidente della Repubblica è irrazionale, non riesco a capire i successivi insulti a Napolitano. "Giorgio Napolitano rappresenta l’Italia. La sua salute non è un fatto privato. La salute può essere l’unica giustificazione del suo comportamento. Vorrei essere rassicurato se è in grado di esercitare ancora il suo incarico e per quanto tempo. Se possibile disporre della sua cartella sanitaria" ha scritto il comico genovese. Qualunque fossero state le ragioni, non sarei mai sceso sul piano personale per criticare le decisioni del Presidente della Repubblica. Grillo attacca Napolitano perché "si è pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l’attacco del governo. Ha firmato senza battere ciglio il lodo Alfano. Una legge incostituzionale. Ha trascorso un sereno compleanno in piazzetta a Capri tra musicanti e inquisiti, tra cui la moglie di Mastella e Bokassa Bassolino". Credo che Napolitano avrebbe potuto esprimersi in difesa della magistratura, data la complessità della discussione attuale, ma non c'è dubbio che il Presidente della Repubblica non si sia mai schierato contro la magistratura, piuttosto abbia svolto un ruolo di equilibrio tra la politica e la giustizia. Non so se ha passato il compleanno con Mastella e Bassolino. Sarebbe un po' insolito, ma non abbiamo notizie ufficiali. Ciò che non comprendo sono gli insulti a Napolitano per la firma del Lodo Alfano. Il Presidente della Repubblica deve rigettare solo leggi che siano palesemente incostituzionali. Per Napolitano, a un primo esame, il disegno di legge è risultato corrispondere ai rilievi formulati nella sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Schifani. Sembra che siano stati, quindi, sanati i punti incostituzionali del Lodo Schifani. Se così non fosse, ci penserà la Corte Costituzionale, visto che esiste per questo motivo.
Ovvio, credo che il Lodo Alfano sia una norma enormemente immorale. Ma se è costituzionale, non possiamo fare niente.
La manifestazione di Piazza Navona, il No Cav Day, è finita tra migliaia di polemiche.
Tra tutti gli oratori è spiccato l'intervento di Sabina Guzzanti. Parte con dei versi che chiama Verità Popolari: "Fior di viagra, una volta si moriva di pellagra. Importa solo della sua prestazione, è il viagra che farà l'opposizione" e prosegue con un "Osteria delle ministre, para ponzi ponzi po. Le ministre sono maestre, para ponzi ponzi po. E se a letto son portento, figuriamoci in parlamento. Dammela a me Carfagna, pari opportunità". Dopo questa introduzione, continua il suo attacco al ministro Carfagna, che successivamente annuncerà di voler querelare Sabina Guzzanti. Riferisce una notizia, che in Italia tutti i giornali hanno cestinato: il giornale argentino El Clarin ha pubblicato delle intercettazioni tra Mara Carfagna e Silvio Berlusconi, con un dialogo che faceva riferimento ad un rapporto di sesso orale.
Poi tocca al Papa, accusato dalla comica di aver contribuito a far cadere il governo Prodi, con quella farsa dell'apertura negata all'università della Sapienza. Chiama razzista la politica del Vaticano nei confronti dei gay, richiamando gli innumerevoli pestaggi con oggetto gli omosessuali. Chiude presentando una regola che ha imparato da un ex tossico: "Chi va a mignotte, pippa la cocaina". Ma ci tiene a precisare: "Berlusconi non pippa", ma si "strafà di viagra".
Sabina Guzzanti è stata preceduta dagli interventi di Travaglio e Beppe Grillo. Marco Travaglio ha ripetuto ciò che continua a ripetere da mesi. Annuncia di voler difendere Silvio perché è un uomo stanco, sia dal punto di vista politico che sessuale. Racconta tutti tentativi non riusciti di Berlusconi di farsi cacciare dalla politica, e attacca Veltroni che va incontro alla mantide religiosa, sorridendo.
Dopo Travaglio, tocca a Beppe Grillo. Come preannunciato attacca Napolitano che "fa parte della banda dei quattro", ma manda praticamente tutti a quel paese con un "fatevi un bel passaporto e andate tutti a fanculo".
Dopo questi tre interventi, avviene ciò che non doveva avvenire: Di Pietro prende le distanze dagli insulti a Napolitano, a Veltroni e al Papa. Sembra ovvio che il leader dell'IdV non possa unirsi agli attacchi di Travaglio, Grillo e Guzzanti, ma quel suo tirarsi indietro sembra vanificare tutte le parole dette sul palco.
Di Pietro sapeva che sarebbero servite parole forti, le ha avute.
In questi giorni è in corso un’accesa polemica sulle dichiarazioni di Beppe Grillo rilasciate al V2-Day su Umberto Veronesi.
Beppe Grillo ha accusato, nuovamente, il noto medico di aver riportato un finto dato: la mancanza di particelle pericolose per la salute nelle bocche di scarico degli inceneritori. Ma il comico ha anche aggiunto che basta andare sul sito di Umberto Veronesi (denominato Cancronesi da Grillo) per capire che quest’ultimo ha interessi che lo spingono a rilasciare queste dichiarazioni.
Ed è proprio così: andando sul sito della Fondazione Veronesi , nella sezione “partners” sono visibili tutti gli sponsor di Veronesi. Tra questi troviamo l’Acea (gruppo di servizi di pubblica utilità attivo nell'acqua e nell'energia elettrica, ma anche nell'illuminazione pubblica e nel gas), l’Enel (che gestisce centrali a carbone ed olio combustibile e sta investendo sul nucleare), l’Eni (settore petrolifero), L’Acciai BrianzaComet (acciaieria), Pirelli (settore petrolifero), la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia (multinazionale francese che costruisce anche discariche ed inceneritori e detiene il 49% della società Tecnoborgo Spa di Piacenza che gestisce l’inceneritore della provincia).
Su questo piano, quindi, Grillo non ha tutti i torti…tutt’altro.
Ma non c’è solo Beppe Grillo a contestare il medico milanese. Ad esempio Paul Connet, docente di chimica ambientale e tossicologica alla Saint Lawrence University di Canton, New York. Negli ultimi due decenni ha studiato le problematiche della gestione dei rifiuti, con un'attenzione particolare ai pericoli derivanti dall'incenerimento ed alle alternative di non combustione.
Secondo Paul Connet l’affermazione di Veronesi secondo cui l’incenerimento è a rischi zero per il cancro è: senza una base scientifica, sconsiderata, irresponsabile ed aggiunge che dovrebbe chiedere scusa al popolo italiano.
Anche Stefano Montanari, scienziato italiano, ricercatore, studioso di nano patologie e direttore scientifico del laboratorio di ricerca modenese Nanodiagnostics, si è espresso sull’argomento.
Montanari ha affermato senza grandi problemi che Umberto Veronesi è un uomo d’affari straordinario, un bravissimo businessman, ma quello attuale non è il suo mestiere. Inoltre ha aggiunto che gli enti nazionali e internazionali più importanti sulla materia hanno criticato le parole di Veronesi.
Ed è stato così. L’Isde ha contestato le dichiarazioni di Veronesi sugli inceneritori: "L'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che annovera tra i suoi membri anche alcuni tra i principali epidemioliogi italiani, non ritiene scientificamente valida l'affermazione dell'assenza di rischi legati alla presenza di inceneritori, così come rilasciata dal Prof. Veronesi nel corso della trasmissione televisiva del 20 gennaio u.s....... Molti studi epidemiologici hanno infatti dimostrato il contrario, tanto è vero che il recente documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di impatto sulla salute della gestione dei rifiuti (http://www.euro.who.int/healthimpact/MainActs/20070228_1), assume l'incertezza scientifica per definire una posizione prudenziale. Peraltro messaggi totalmente tranquillizzanti di questo tipo rischiano di screditare tutto il Sistema Sanitario Nazionale e di mettere in crisi il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni."
Anche
Insomma, le accuse di Beppe Grillo sono del tutto legittime.
"Una giornata di grande democrazia". Così Beppe Grillo ha chiuso, con le mani alzate e il segno di vittoria, la sua lunga presenza di cinque ore in piazza San Carlo, a Torino, per il V2-Day. In 400 piazze italiane si sono raccolte le firme per tre referendum: l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione del finanziamento pubblico di un miliardo euro l'anno all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulla radiotelevisione. I giornali e i tg si sono accorti di aver a che fare con un movimento al di fuori del loro controllo. Non hanno nominato neanche per sbaglio questa manifestazione. È difficile dominare la paura. Per questo hanno cercato di innescare uno scontro tra la manifestazione di piazza San Carlo e quella di piazza Castello, in cui si sarebbero effettuate le celebrazioni della Liberazione. Non ci sono riusciti, le due folle si sono fuse tra loro ed hanno dato vita ad un evento straordinario. La questione delle 500 mila firme arriverà, ma non è importante. Vedere migliaia di persone che chiedono ed esigono forti cambiamenti, catapultate dalla rete, senza nessuna intermediazione di tg e giornali, è già un segno di rigenerazione. "Noi - ha detto Grillo - saremo i cittadini di domani. Quando uno di voi, piccolo, senza appartenenza politica, senza condanne, riuscira' ad entrare in un Comune con un pc e creare dei corridoi di trasparenza, per loro sara' la fine". Sarà una nuova politica.
l’Avvenire: 5.999.900,04 euro
Italia Oggi: 5.061.277,60 euro
Il Sannio Quotidiano e Rinascita: 1 milione e 800 mila euro
Scuola Snals: 1 milione e 586 mila euro
Nuovo Corriere Bari Sera: 1 milione e 406 mila euro
Provincia Quotidiano di Frosinone: 1 milione e 313 mila euro
Cittadino Oggi di Siena: 1 milione e 224 mila euro
Verità: 1 milione e 185 mila euro
Voce di Mantova: 1 milione e 272 mila euro
Agenzia Area e Ottopagine: sul milione di euro
Cronache del Mezzogiorno: 891 mila euro
Agenzia Dire: 753 mila euro