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lunedì, 20 aprile 2009

Rai, di tutto di più

C’è qualcosa di potenzialmente peggiore di un possibile Belpietro al Tg1? La risposta, come prevedibile, è sì.

Pochi sanno che dalla stagione 2009-2010 entreranno in vigore nuove clausole contrattuali per alcuni programmi, come Anno 0 e Report. Queste clausole prevedono la consegna al conduttore della responsabilità penale e civile sulle varie cause fatte al programma. Quindi, Santoro o la Gabanelli dovranno provvedere da sé a difendersi in tribunale, senza che mamma Rai faccia nulla. Nel caso di Report, ad esempio, le cause sono tante, fatte dai soggetti coinvolti che hanno tutto l'interesse a screditare il programma per distogliere l'attenzione dello spettatore sulle schifezze narrate. La Gabanelli quindi dovrà badare da sola a difendere un lavoro che porta avanti, cosa del tutto inedita nel panorama televisivo.

Allarghino la clausola anche per i direttori dei telegiornali Rai, che sparano cazzate su cazzate. Ah, dimenticavo: le loro cazzate servono solo per osannare chi è al potere, figurarsi se ci sarebbero cause. Complimenti alla nuova gestione Rai, dunque, che porta avanti l’ennesimo tentativo di zittire una delle poche trasmissioni che fanno vera informazione. Infine, vorrei proporvi questo filmatino, che dimostra chiaramente come l’informazione di stato non è un pericolo. L’abbiamo già.


giovedì, 16 aprile 2009

Roma ladrona

Con una provincia da ricostruire per intero, la cassa integrazione aumentata del 900% rispetto all'anno scorso, le famiglie che a malapena arrancano, si decide di tenere il referendum sulla legge elettorale non il 6 giugno con le europee ma di accorparlo ai ballottaggi per le amministrative del 21 giugno. Ergo? 400 milioni complessivi buttati. Onore al merito: grazie alla Lega. Il ragionamento qual è stato? Accorpare referendum e politiche potrebbe far venire meno la legittima scelta dell'elettorato che altrimenti opterebbe per l'astensione. Da ciò se ne può ricavare che Bossi considera i padani un popolo di caproni, che vota a caso giusto perché si trova in un seggio elettorale. Essere contrari a questo referendum è condivisibile anche a sinistra, visto che significherebbe più o meno tenerci per altri 20 anni Silvio (col premio al partito che prende più voti la vedo dura per il Pd avere più consensi del Pdl, dato che adesso si trova neanche al 25%), ma lo si dovrebbe ostacolare in altri modi, ad esempio informando di più. Non facendoci pagare 400 milioni. Del resto il loro motto era Roma ladrona. Detto fatto.
martedì, 24 marzo 2009

Il parlamento ai tempi della crisi

Giusto ieri sono stati resi noti i redditi dei nostri parlamentari e, sbirciando le dichiarazioni, si può fare qualche interessante osservazione. Innanzitutto emerge quanto sia duro fare il politico di questi tempi, come dimostra il caso Berlusconi. Ha infatti dichiarato solo 14.532.538 euro mentre, l'anno precedente, ne dichiarava 139.245.570. Poi si posiziona Giulio Tremonti, con 4 milioni e mezzo di euro. Il terzo posto è per Ignazio La Russa, che dichiara 490.188 euro. Quarto Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, con 228.313 euro. Chissà quanto è produttivo lui per guadagnare questi soldi. Ma i casi più interessanti sono i parlamentari che si dichiarano nullatenenti, come Barbara Contini (Pdl) che ha candidamente ammesso di non avere alcuna fonte di reddito. Anche l'ottimo Franco Frattini ha dichiarato 0. Posso capire che spenda tutto a donne, però una maledetta fonte di reddito l'avrà. Fa il ministro degli esteri, o sbaglio? Ma come è possibile che l'Agenzia delle Entrate non controlla? Un'ipotesi però ce l'ho: fanno i parlamentari in nero. Con questo stato frega soldi, vuoi che abbiano anche un contratto regolare?

Vi lascio infine con un interessante quesito. Qual è il cappellino che gli sta meglio?

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lunedì, 15 dicembre 2008

Disinteresse naturale

In Abruzzo si voterà fino alle 15 di questo pomeriggio, ma già abbiamo conosciuto il vincitore. Era più semplice del solito prevederlo, ma fa sempre un grande effetto quando senti che solo il 34,9% degli aventi diritto è andato a votare. Ciò vuol dire che circa solo una persona su tre è andata a votare. Tre anni fa votò il 51,7% e vinse quel gran signore di Del Turco. Oggi vince l'astensionismo. Frutto del ciclone che ha coinvolto il Presidente e la Giunta regionale, l'astensionismo ha vinto, nettamente. Non la chiamerei antipolitica, ma disinteresse per la politica. Antipolitica vuol dire essere contro la politica, ma qui credo che ormai all'antipolitica si sia sostituito un totale disinteresse per la politica. Non credo che gli abruzzesi abbiano pensato che "sono tutti uguali", o magari che abbiano riflettuto e siano arrivati alla conclusione che non si debba votare se ci si sente costretti a scegliere "il male minore". Credo, invece, che sia giunta una sensazione di disinteresse naturale, che ha cancellato anche queste poche riflessioni che gli abruzzesi potevano fare. É come se gli elettori si sentissero naturalmente spinti a non andare a votare.
Questo è il risultato del recente fallimento della politica locale.
E un po' sono deluso. Speravo che l'Abruzzo potesse cambiare, o perlomeno tentare questo cambiamento. Magari dando anche un segnale ai piani alti. Speravo che gli abruzzesi si svegliassero e in massa andassero a votare per smentire la maggior parte dei sondaggi che dava vincitore Gianni Chiodi. Ci speravo. E su tutte queste speranze che sembrano fallite, spero di sbagliarmi.

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categorie: politica, abruzzo, elezioni, politici, antipolitica, pdl
giovedì, 18 settembre 2008

Non sono comunista, né giustizialista

Prendete un elettore del Pdl. L’unica cosa di cui è certo, oltre che Silvio è il salvatore inviato da Dio, è che chi non ha votato per Berlusconi, o chi non lo sostiene, è un comunista o un "giustizialista". Il termine "giustizialista", poi, va di moda da qualche mese. Vorrei sapere chi l’ha iniziato ad usare per guardarlo negli occhi e urlare: "Se per giustizialista intendete la non distruzione del sistema giudiziario, dovremmo essere tutti giustizialisti, cretino". Comunque io non sono comunista, né giustizialista. Sono un semplice cittadino che si è stufato di vivere in un Paese diverso da tutti gli altri. Mi sono stufato si sentire la solita frase che "siamo l’unico paese in cui…". Dove non si possono scegliere i propri rappresentanti. Mi sono stufato di essere preso per il culo dai media esteri. Non sono comunista. Sono un semplice cittadino che si è stufato di vedere un’opposizione che non si oppone. Mi sono stufato di vedere politici che fanno i propri interessi e sospirare "tanto lo fanno tutti". Mi sono rotto di assistere a tentativi di annullare ogni minima forma di giustizia nel mio Paese. Mi sono stufato di vedere un nano che va in giro con i tacchi che sta cancellando il futuro dei giovani in Italia e che ci sta facendo regredire a Paese del Terzo Mondo.
Mi sono stufato di sentirmi chiamato comunista o giustizialista, perché non lo sono. Non esistono più questi termini. Ci sono i cittadini liberi, ma voi non l’avete capito. E quando lo capirete sarà troppo tardi, per voi.

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categorie: politica, giustizia, politici, informazione, berlusconi, antipolitica, pdl
giovedì, 14 agosto 2008

Vaticomunista

Famiglia Cristiana continua ad attaccare il governo e si scatena un'altro putiferio. Ieri il settimanale citava un rapporto dell'organizzazione Esprit augurandosi che "non sia vero il sospetto che in Italia stia rinascendo il fascismo sotto altre forme". In un editoriale di Beppe del Colle, vengono duramente criticati i provvedimenti del governo in tema di sicurezza, soprattutto ''la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom''. Del Colle fa notare: "Eppure, di tanto in tanto arrivano lettere: siete cattocomunisti. Perché? Perché critichiamo l'attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo''. Ma certo, che si aspettavano? Se critichi il governo è ovvio che sei comunista.
Intanto Maurizio Gasparri è in vacanza e si annoia, per questo ha querelato il direttore di Famiglia Cristiana per le dichiarazioni rilasciate a La Stampa.
Mentre ci spremevamo le meningi per comprendere il vero motivo di questi attacchi, ecco che il Vaticano prende le distanze da Famiglia Cristiana. Per il direttore della Sala Stampa vaticana il settimanale "non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana". Ora, il nuovo dilemma sarà rivolto proprio sulla credibilità di questa presa di distanza.

Nel frattempo Nanni Moretti esprime il pensiero di tanti italiani, sotto forma della solita incredulità, che sta lasciando via via spazio alla rassegnazione: "In nessun Paese democratico del mondo sarebbe stato consentito a Berlusconi di potersi candidare e di avere una tale concentrazione di giornali e televisioni. Ma manca la memoria, manca un'opinione pubblica, si accetta tutto come normale. In un altro Paese, e lo dico tra virgolette, sarebbe stato "punito" dagli elettori".
In risposta, le televisioni e quasi tutti i giornali non hanno riportato le sue dichiarazioni.

mercoledì, 06 agosto 2008

Mi fa schifo

Una delle cose che non sopporto di più è l'ipocrisia. Se, poi, ad essere ipocrita è un politico, la cosa mi innervosisce ancora di più, troppo. Tralasciando il fatto che ormai la politica sta lentamente diventando, o è diventata, sinonimo di ipocrisia, commedia, perbenismo, disonestà e tutto ciò che riguarda l'arte della bugia, non posso lasciar passare tutto. Non posso non commentare certi episodi. E allora leggo che il Presidente del Senato, Renato Schifani, è andato a Palermo per commemorare il giudice Gaetano Costa, ucciso il 6 agosto del 1980, e anche il vicequestore Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, uccisi il 6 agosto dell' 85. Ma non sopporto, soprattutto, che si presenti come un nemico della mafia: ''Gli eletti direttamente dal popolo, quindi sia i sindaci che i presidenti delle Province abbiano il diritto-dovere di avere la forza e il coraggio di dire no ad eventuali designazioni dei partiti che essi stessi non dovessero condividere. La mafia si combatte anche così''.
Il nostro Presidente della Camera deve ancora spiegare al "popolo" i suoi rapporti con Benny D'Agostino e Nino Mandalà, di cui era socio nella società di nome Sicula Brokers. Già, perché Benny D'Agostino nel 1997 fu arrestato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente condannato, e Mandalà fu arrestato nel 1998 e successivamente condannato a 8 anni per associazione mafiosa.
E invece di raccontare a tutti la verità, presenta a Marco Travaglio un atto di citazione presso il Tribunale civile di Torino affinché lo risarcisca di 1 milione e 300 mila euro, perché quelli di Travaglio sono stati "commenti sulla vita privata delle persone".
Invece di raccontare a tutti la verità, rappresenta il Governo nelle commemorazioni delle stragi di mafia.
Tutto questo mi fa schifo.

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categorie: politica, mafia, politici, palermo, travaglio, antipolitica, pdl
sabato, 26 luglio 2008

Non ti seguo Grillo

Ormai lo avrete capito: condivido gran parte delle manifestazioni e campagne di Beppe Grillo, ma non tutte. Ricorderete, forse, la richiesta di moratoria per l'immigrazione dalla Romania (definì i Rom una "bomba a tempo che va disinnescata"). Lì esagerò, inconcepibilmente. Ed ecco che oggi scoppia una nuova polemica per l'ultimo intervento di Grillo nel suo blog. Premettendo che il paragone tra la Apple di Steve Jobs e il nostro Presidente della Repubblica è irrazionale, non riesco a capire i successivi insulti a Napolitano. "Giorgio Napolitano rappresenta l’Italia. La sua salute non è un fatto privato. La salute può essere l’unica giustificazione del suo comportamento. Vorrei essere rassicurato se è in grado di esercitare ancora il suo incarico e per quanto tempo. Se possibile disporre della sua cartella sanitaria" ha scritto il comico genovese. Qualunque fossero state le ragioni, non sarei mai sceso sul piano personale per criticare le decisioni del Presidente della Repubblica. Grillo attacca Napolitano perché "si è pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l’attacco del governo. Ha firmato senza battere ciglio il lodo Alfano. Una legge incostituzionale. Ha trascorso un sereno compleanno in piazzetta a Capri tra musicanti e inquisiti, tra cui la moglie di Mastella e Bokassa Bassolino". Credo che Napolitano avrebbe potuto esprimersi in difesa della magistratura, data la complessità della discussione attuale, ma non c'è dubbio che il Presidente della Repubblica non si sia mai schierato contro la magistratura, piuttosto abbia svolto un ruolo di equilibrio tra la politica e la giustizia. Non so se ha passato il compleanno con Mastella e Bassolino. Sarebbe un po' insolito, ma non abbiamo notizie ufficiali. Ciò che non comprendo sono gli insulti a Napolitano per la firma del Lodo Alfano. Il Presidente della Repubblica deve rigettare solo leggi che siano palesemente incostituzionali. Per Napolitano, a un primo esame, il disegno di legge è risultato corrispondere ai rilievi formulati nella sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Schifani. Sembra che siano stati, quindi, sanati i punti incostituzionali del Lodo Schifani. Se così non fosse, ci penserà la Corte Costituzionale, visto che esiste per questo motivo.
Ovvio, credo che il Lodo Alfano sia una norma enormemente immorale. Ma se è costituzionale, non possiamo fare niente.

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categorie: politica, giustizia, beppe grillo, napolitano, antipolitica
mercoledì, 09 luglio 2008

No Cav Day

La manifestazione di Piazza Navona, il No Cav Day, è finita tra migliaia di polemiche.
Tra tutti gli oratori è spiccato l'intervento di Sabina Guzzanti. Parte con dei versi che chiama Verità Popolari: "Fior di viagra, una volta si moriva di pellagra. Importa solo della sua prestazione, è il viagra che farà l'opposizione" e prosegue con un "Osteria delle ministre, para ponzi ponzi po. Le ministre sono maestre, para ponzi ponzi po. E se a letto son portento, figuriamoci in parlamento. Dammela a me Carfagna, pari opportunità". Dopo questa introduzione, continua il suo attacco al ministro Carfagna, che successivamente annuncerà di voler querelare Sabina Guzzanti. Riferisce una notizia, che in Italia tutti i giornali hanno cestinato: il giornale argentino El Clarin ha pubblicato delle intercettazioni tra Mara Carfagna e Silvio Berlusconi, con un dialogo che faceva riferimento ad un rapporto di sesso orale.
Poi tocca al Papa, accusato dalla comica di aver contribuito a far cadere il governo Prodi, con quella farsa dell'apertura negata all'università della Sapienza. Chiama razzista la politica del Vaticano nei confronti dei gay, richiamando gli innumerevoli pestaggi con oggetto gli omosessuali. Chiude presentando una regola che ha imparato da un ex tossico: "Chi va a mignotte, pippa la cocaina". Ma ci tiene a precisare: "Berlusconi non pippa", ma si "strafà di viagra".
Sabina Guzzanti è stata preceduta dagli interventi di Travaglio e Beppe Grillo. Marco Travaglio ha ripetuto ciò che continua a ripetere da mesi. Annuncia di voler difendere Silvio perché è un uomo stanco, sia dal punto di vista politico che sessuale. Racconta tutti tentativi non riusciti di Berlusconi di farsi cacciare dalla politica, e attacca Veltroni che va incontro alla mantide religiosa, sorridendo.
Dopo Travaglio, tocca a Beppe Grillo. Come preannunciato attacca Napolitano che "fa parte della banda dei quattro", ma manda praticamente tutti a quel paese con un "fatevi un bel passaporto e andate tutti a fanculo".
Dopo questi tre interventi, avviene ciò che non doveva avvenire: Di Pietro prende le distanze dagli insulti a Napolitano, a Veltroni e al Papa. Sembra ovvio che il leader dell'IdV non possa unirsi agli attacchi di Travaglio, Grillo e Guzzanti, ma quel suo tirarsi indietro sembra vanificare tutte le parole dette sul palco.
Di Pietro sapeva che sarebbero servite parole forti, le ha avute.

martedì, 08 luglio 2008

Commedia

Ogni anno si assiste alla solita farsa degli 8 paesi più ricchi e industrializzati che si riuniscono e discutono dei grandi problemi del mondo. A presentare la commedia ci ha pensato il Papa, che ha lanciato un appello affinché "i membri del G8 mettano al centro delle loro deliberazioni i bisogni delle popolazioni più deboli e più povere". Il Papa, con i suoi 10 chili di oro addosso, chiede più solidarietà. Devono fare come la Chiesa, che usa addirittura il 34% della somma ricavata dall'8 per mille per opere caritatevoli.
Naturalmente lo spettacolo procede come solito. Il Protocollo di Kyoto è andato a farsi benedire, per questo si tenta di proporre qualcosa che possa accontentare gli ambientalisti. Detto fatto: i leader del G8 hanno raggiunto il consenso necessario per dimezzare le emissioni di gas responsabili dell'effetto serra entro il 2050. Chiaramente tra un decennio questa proposta verrà modificata e magari spostata al 2100, ma anche al 2500, chissà.
Un altro argomento di discussione è la crescita economica globale. Per combattere gli alti prezzi delle materie prime, petrolio e alimentari in primis, il G8 è "determinato a intraprendere iniziative appropriate, individualmente e collettivamente per assicurare stabilità e crescita". Come aiutare la collettività? La risposta è nel documento approvato oggi: "la globalizzazione è un elemento chiave per la crescita dell'economia globale e per delle economie forti e floride, sostenute da valori comuni di democrazia, da libertà economica e da istituzioni affidabili". Il G8 vuole assicurare la crescita dei paesi più poveri attraverso le multinazionali. La vita di milioni di persone è in mano a questi leader miliardari. Forse non lo sanno.

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categorie: politica, ambiente, papa, politici, antipolitica
martedì, 17 giugno 2008

Norma mi-salvo-il-culo

Oggi, 17 giugno 2008, parte l'operazione salvare il culo del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Oggi il provvedimento verrà discusso in Senato. Circolavano già voci di una possibile norma salva-premier, ma tutti hanno esclamato: "No dai! Non lo farebbe...non lo rifarebbe mai". Sono stati presentati due emendamenti: nel primo si indicano quali sono i procedimenti che devono avere priorità rispetto agli altri, nel secondo si prevede la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 (compreso il caso Mills, ovviamente). Ma non è tutto: Berlusconi è intenzionato a presentare un lodo Schifani-bis, un disegno di legge "per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato". Vuole rispolverare quel lodo Schifani bocciato dalla Consulta perché incostituzionale (viola gli articoli 3, principio di uguaglianza, e 24, diritto di difesa, della Costituzione).
Per Berlusconi si tratta di "un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti". Lo fa per gli italiani. E poi aggiunge il solito vittimismo da ragazzino: "toghe di sinistra contro di me". Questi comunisti.

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categorie: politica, giustizia, politici, berlusconi, antipolitica, pdl
mercoledì, 11 giugno 2008

Quando un operaio muore

Sei operai morti a Mineo, 35 km da Catania. Morti mentre pulivano la vasca di un depuratore, uccisi dai fumi delle sostanze tossiche. Morti senza tute e maschere di protezione. I media e i politici riscoprono l'emergenza morti sul lavoro. Copertine e servizi dedicati alla tragedia. Ma si muore ogni giorno. Altri tre morti tra ieri sera e questa mattina, a Imperia, Udine e Nuoro. Tre morti lunedì, ad Alessandria, Napoli e Frosinone. Addirittura cinque morti il 29 maggio, ad Ancona, Bergamo, Sanremo, Vicenza e Trento. Ed oggi si è dovuti assistere al solito giro di condoglianze e rammarico da parte dei politici. Il Presidente del Consiglio che invia le sue condoglianze alla famiglia, il Senato che si ferma per un minuto, a ricordare uno scempio di cui sono i maggiori responsabili. Gianfranco Fini parla di una "emergenza sociale assoluta", come sempre. Per Veltroni "lavorare non deve voler dire morire". Intanto, continuano a morire.

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categorie: politica, berlusconi, fini, antipolitica, morti su lavoro
lunedì, 02 giugno 2008

Intercettiamoli

Berlusconi ribadisce la sua posizione sull'utilizzo delle intercettazioni: "il diritto alla privacy è la prima cosa perché tutto il popolo italiano ha diritto, quando alza la cornetta, di non sentirsi intercettato", e aggiunge che "in Europa le intercettazioni si fanno sulle organizzazioni criminali e terroristiche e basta. E noi dobbiamo adeguarci a ciò".
Devo esser sincero, mi è scappato un sorriso quando ho letto la notizia. Le intercettazioni si devono fare solo sulle organizzazioni criminali. Il Parlamento mi pare un organizzazione criminale. Con i suoi 70 condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio eletti il 14 aprile, il Parlamento assomiglia veramente ad un centro di recupero. Ovviamente guida il partito di Berlusconi, con 45 neoeletti con problemi di giustizia, ma anche il Pd fa la sua sporca presenza (13). La Lega Nord ne ha 7, l'Udc-Rosa Bianca 5. Solo l'Italia dei Valori non ci rappresenta con dei condannati, ma si sa: Antonio Di Pietro rappresenta l'antipolitica giustizialista e demagogica, è un malato di giustizia. I partiti si difendono affermando che queste 70 persone le ha volute il popolo, ma non è vero. Li hanno voluti i segretari di partito, grazie ad una legge elettorale che impedisce agli italiani di fermare questo scempio.
lunedì, 19 maggio 2008

Pari opportunità di dire stupidate

Da La domenica del villaggio e da Miss Italia al Parlamento è un bel salto, ma nulla è impossibile per Mara Carfagna.
Chiss
à, forse ha iniziato ad interessarsi alla politica dopo che Silvio Berlusconi ha affermato: "se non fossi già sposato la sposerei subito".
Ma oggi è arrivata la sua prima mossa da neo ministro delle Pari Opportunità. Non ci sarà nessun patrocinio al Gay Pride previsto per il 28 giungo a Bologna, perchè "i gay non sono discriminati" ha detto il ministro.
I gay non sono discriminati, ma la realtà è ben diversa. Ogni settimana assistiamo ad aggressioni sui gay, incendi a locali per gay e molto altro. Ieri una madre ha accoltellato la figlia lesbica. Ma per la Carfagna i gay non sono discriminati.
Senza dimenticare le sue parole durante il seminario Donna, vita e famiglia del 15 febbraio: "non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili, e per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare".
Ma oggi le parole più esilaranti sono state quelle di Luca Volontè, dell'Udc, che ha dichiarato: ''Brava Carfagna, la sinistra gay chiama diritti i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali''. Li chiamano privilegi discriminatori. E mi vengono i conati di vomito.
postato da: ermes91 alle ore 20:51 | link | commenti (15)
categorie: politica, politici, gay , ministri, antipolitica, pdl
giovedì, 15 maggio 2008

Il silenzio costa



L'informazione può fare cose incredibili. Può, ad esempio, far sparire una compagnia che costa agli italiani circa 1 milione di euro al giorno. Può cancellarla da ogni articolo di giornale e da ogni servizio televisivo. Dal 21 aprile, giorno in cui Air France ha ritirato la sua offerta, l'Alitalia non esiste più.
Silvio Berlusconi non è riuscito a trovare la sua benedetta cordata che tanto aveva evocato nel periodo elettorale, traendone qualche vantaggio. Ha preso per i fondelli tutti gli italiani, per l'ennesima volta.
Le sue televisioni, i suoi giornali si sono accorti che il superiore annaspa, e hanno deciso di aiutarlo eliminando ogni traccia della compagnia di bandiera.
E lo stesso sta accadendo per Emilio Fede e la sua Rete 4. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze: 350 mila euro al giorno.
Se nessuno ne parla, le cose non esistono. Alitalia e Rete 4 non esistono.