

Con Silvio in Europa è sempre uno show. Ieri non c'è stata solo la minaccia di far saltare tutto il pacchetto ambientale: Berlusconi ha fatto anche qualche dichiarazione interessante. Dopo essere arrivato con l'orologio di Obama (nel quadrante ha il volto del presidente Usa), ha attaccato Murdoch e Sky, definendolo "un monopolista del satellite che non ha limiti di pubblicità ed è posseduta da un cittadino straniero il quale si porta via tutti i soldi". Il toro non dà più del cornuto solo agli asini, ma anche ai tori.
Ma zio Silvio ha attaccato anche Antonio Di Pietro (quando mai...), definendolo un giustizialista e un eversivo. Io non ce la faccio più a sentire queste parole. Prima di tutto perché giustizialista non significa niente, non esiste questo termine. Poi perché un piduista si permette di definire un ex-magistrato eversivo. Tutto ciò non ha senso.
Non ha senso vedere che Berlusconi vuole bloccare tutto il pacchetto ambientale, quando Obama ha nominato un premio nobel segretario per l'Energia (Steven Chu) e ha appena dato vita ad un dream team per combattere i cambiamenti climatici.
A loro Steven Chu. A noi Stefania Prestigiacomo. Non ha senso.
Berlusconi ha concluso l'intervista così: "Preferisco un colpevole in libertà piuttosto che un innocente sottoposto alla gogna mediatica".
Ah, per la cronaca: per colpevole in libertà si riferisce a sé stesso.
Ci sono notizie che i tg non danno, ma non per questo non hanno importanza, anzi, tutt'altro. Per esempio, nessuno oggi vi dirà che "Vincenzo Canterini, l'ex comandante del VII Nucleo Sperimentale Antisommossa che intervenne in diverse occasioni durante il G8 di Genova, è stato condannato a quattro mesi di reclusione per violenza privata, per aver utilizzato uno spray urticante, nei confronti di alcuni avvocati che si erano radunati in sit-in lungo le strade di Genova il 20 luglio 2001". Lo dice l'Ansa, ma su internet. Ah, la rete.
Poi ci sono degli atteggiamenti che non hanno una giusta interpretazione. I Paesi dell'Unione Europea stanno discutendo del delicato tema ambientale. Parliamo del pacchetto 20-20-20, cioè ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2 del 20% e aumentare del 20% la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Ora, Silvio Berlusconi è arrivato a Bruxelles e ha dichiarato: "Se non otterremo quello che abbiamo chiesto con grande chiarezza dall'inizio siamo pronti a mettere il veto". Queste parole non avranno certamente il giusto peso nei servizi dei nostri telegiornali, ma nascondono una presunzione inaccettabile in qualunque Paese democratico. Dire, anzi, imporre dei cambiamenti minacciando di far saltare tutto. Parla di veto, poi, quando non esiste nessun diritto di veto.
Berlusconi aggiunge anche una battuta: "Oggi mi tocca fare il cattivo, così divento il più antieuropeista di tutti...Trovo assurdo parlare di emissioni quando c'è una crisi in atto. E' come se chi ha la polmonite pensa di farsi la messa in piega...".
Silvio, visto che con te bisogna parlare in questo modo, ti chiarisco un po' le idee: rifiutare un pacchetto per la difesa dell'ambiente durante un periodo di crisi è come se chi ha la polmonite esce di casa nudo durante una nevicata.
Perché Silvio non sa neanche minimamente cosa porta lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Non sa che crea lavoro. Non sa che durante una crisi il lavoro conta, e come se conta.
Non sa che le rinnovabili cercano di arrestare i cambiamenti climatici.
Bene, Silvio...che dici, ne riparliamo quando, tra qualche anno, in un giorno afoso di dicembre andrai in giro per Milano con uno slippino?
Due giorni fa sono state presentate le liste per le elezioni regionali in Abruzzo del 30 novembre e 1 dicembre.
Pd e Idv hanno trovato l'accordo, dopo un breve scontro, e hanno presentato Carlo Costantini per la presidenza. Il Pdl ha proposto Gianni Chiodi. Naturalmente il candidato deve avere certi requisiti, e Chiodi ce li ha. L'ex sindaco di Teramo è stato rinviato a giudizio per la vicenda della discarica La Torre. Praticamente la discarica era stracolma di rifiuti ma per due anni si è continuato a portare i rifiuti lì. Le accuse mosse dalla procura sono: attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell’aria, crollo colposo, falso materiale, deturpazione di bellezze naturali, omessa denuncia di reato. "Crollo colposo", già, perché nel febbraio 2006, la discarica è crollata, come un castello di sabbia. In definitiva: chi candidare se non un fresco ex sindaco rinviato a giudizio?
Poi il colpo di scena: l'ufficio centrale regionale della Corte d'appello dell'Abruzzo ha escluso la lista del Pdl per irregolarità. Secondo la legge la lista deve avere minimo 1.750 firme a sostegno, mentre al Pdl ne sono state riconosciute valide 1.680 (267 sono state annullate). La decisione finale verrà presa in serata.
Succede anche questo in Abruzzo.
Ultima notizia: L'ufficio elettorale centrale presso la Corte d'Appello de L'Aquila ha riammesso la lista del Pdl del candidato presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi per le elezioni del prossimo 30 novembre. Alla grande proprio.
Dieci giorni fa Silvio Berlusconi era a Tokayo per il G8 e fece un annuncio delirante e assurdo che esaltò soltanto lui: "Durante il G8 si è parlato della necessità di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo". Premettendo che non furono dichiarazioni del G8, ma dell'unico Silvio Berlusconi e premettendo che Berlusconi non conosce un bel niente del nucleare (dalla materia prima ai costi, passando per la sicurezza), ebbene quello stesso giorno la centrale nucleare di Tricastin perdeva 30 metri cubi di acqua contenente uranio nei fiumi circostanti, quasi fosse un segno dall'alto. I controlli effettuati successivamente evidenziarono come "la messa in sicurezza destinata ad impedire ogni ulteriore inquinamento non fosse completamente soddisfacente". Lo stesso giorno un incendio distruggeva il tetto di una turbina dell'impianto nucleare di Ringhals, in Svezia.
Oggi una nuova notizia. Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, "senza impatto sull'ambiente", sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere.
Berluscò, anche se ce li metti tu 6 miliardi di euro per ogni centrale nucleare, è lo stesso un idea folle.
Alza lo sguardo, c'è qualcosa in alto che invia raggi luminosi sui tuoi capelli impomatati, si chiama sole. Guardati ancora attorno, e ti accorgerai che il vento non serve solo ad alzare parte della tua chioma bitumata.
Ogni anno si assiste alla solita farsa degli 8 paesi più ricchi e industrializzati che si riuniscono e discutono dei grandi problemi del mondo. A presentare la commedia ci ha pensato il Papa, che ha lanciato un appello affinché "i membri del G8 mettano al centro delle loro deliberazioni i bisogni delle popolazioni più deboli e più povere". Il Papa, con i suoi 10 chili di oro addosso, chiede più solidarietà. Devono fare come la Chiesa, che usa addirittura il 34% della somma ricavata dall'8 per mille per opere caritatevoli.
Naturalmente lo spettacolo procede come solito. Il Protocollo di Kyoto è andato a farsi benedire, per questo si tenta di proporre qualcosa che possa accontentare gli ambientalisti. Detto fatto: i leader del G8 hanno raggiunto il consenso necessario per dimezzare le emissioni di gas responsabili dell'effetto serra entro il 2050. Chiaramente tra un decennio questa proposta verrà modificata e magari spostata al 2100, ma anche al 2500, chissà.
Un altro argomento di discussione è la crescita economica globale. Per combattere gli alti prezzi delle materie prime, petrolio e alimentari in primis, il G8 è "determinato a intraprendere iniziative appropriate, individualmente e collettivamente per assicurare stabilità e crescita". Come aiutare la collettività? La risposta è nel documento approvato oggi: "la globalizzazione è un elemento chiave per la crescita dell'economia globale e per delle economie forti e floride, sostenute da valori comuni di democrazia, da libertà economica e da istituzioni affidabili". Il G8 vuole assicurare la crescita dei paesi più poveri attraverso le multinazionali. La vita di milioni di persone è in mano a questi leader miliardari. Forse non lo sanno.