Vi sarete accorti che in questi giorni non ho parlato della vicenda Alitalia, anche se lo hanno fatto tutti fino allo sfinimento. Non ho affrontato la situazione, prima di tutto perché era, ed è, molto confusa. Prima si rompe la trattativa, poi si riapre, i sindacati firmano, i piloti no. Comunque non ne ho parlato, soprattutto perché in definitiva noi non sappiamo neanche cosa c'è scritto nei contratti proposti dalla Cai ai lavoratori. Avrete ascoltato esponenti del Pdl dire che era una buona offerta, altri del Pd dire che era un'offerta impresentabile. Ma tutti, persone comuni, lavoratori normali, molti blogger, magari qualche giornalista, insomma, cani e porci, ne hanno parlato senza sapere assolutamente niente. Abbiamo ascoltato dipendenti dell'Alitalia protestare perché lo stipendio sarebbe stato bassissimo (addirittura 2,9 euro all'ora). Abbiamo visto altri dipendenti manifestare il proprio consenso per i nuovi contratti lavorativi. Dipendenti di terra e piloti divisi in due schieramenti. Ma noi non sapevamo, e non sappiamo, niente. Io, personalmente, non ce la faccio ad esprimere giudizi su degli argomenti che non conosco. Non posso basarmi su singole dichiarazioni. Certo, nel complesso si può dire che è una trattativa assurda, impregnata da conflitti di interesse, non chiara e con un futuro tutt'altro che sicuro.
So solo che questa situazione si sarebbe evitata, se i sindacati, ma soprattutto se Berlusconi, avesse messo da parte la storiella della compagnia di bandiera e avesse accettato l'offerta Air France.
Credo, anzi, spero, che tutti abbiano capito la strategia Alitalia di Silvio Berlusconi.
Insomma, ci sarà un motivo se i piloti urlano "Meglio falliti che in mano ai banditi". Berlusconi ha rotto una trattativa con Air France che aspettava solo la firma. Era lì sul tavolo e lui l’ha stracciata e buttata nel cestino. Prevedeva 2120 esuberi, 2120 lavoratori che non sarebbero certo stati lasciati in mezzo ad una strada. Ma Silvio voleva "la compagnia di bandiera". Con questo motivetto ha conquistato consensi durante la campagna elettorale, promettendo una cordata di imprenditori italiani, pronta in pochi giorni. Poi una volta vinte le elezioni, come ci si poteva aspettare si è ripresentato il problema. Che fare? Semplice: trovare qualche imprenditore amico e indurli a presentare un’offerta impresentabile. Se i sindacati accettano Silvio è il salvatore di Alitalia, osannato e acclamato da tutti. Se i sindacati rifiutano, beh sarà colpa loro, come sempre. Gli investimenti: circa 700 milioni di euro, contro i 5,3 miliardi di Air France. Gli esuberi: 6000 o 7000, contro i 2120 di Air France.
Una semplice quanto folle strategia che solo un malato di mente poteva pensare.

Dopo mesi e mesi di silenzio, sono usciti i 16 nomi che compongono la cordata che dovrebbe salvare Alitalia. Il Presidente dovrebbe essere Roberto Colaninno, e tra gli altri nomi spiccano quelli di Ligresti (l'avevo previsto) e di Tronchetti Provera (lui c'è sempre). Ma cosa succederà ora? Due sono le possibilità: o un commissario (gira il nome di Fantozzi) divide le attività buone dalle cattive per poi cedere alla cordata italiana le prime e avviare al fallimento le seconde; oppure il cda di Alitalia stabilisce la divisione della società e la bad company va a finire a Fintecna, società al 100% del Tesoro, che si assumerebbe l'onere della liquidazione (paghiamo noi). In entrambi i casi i piccoli azionisti non conteranno assolutamente niente, tant'è che hanno annunciato una class action. Inoltre, entrambi i casi, potrebbero essere fermati dall'Unione Europea. E poi si dovrebbe modificare la legge Marzano, cioè quella che permette di nominare un commissario per 180 giorni.
Si parla anche di un ritorno di Air France-Klm, perché Intesa San Paolo dovrà cercare dei partner stranieri. Cinque mesi fa Air France era il diavolo al quale non si dovevano consegnare le chiavi di Alitalia. Oggi è un salvatore. Non mi esprimo sull'infallibile logica imprenditoriale di Silvio.
Ancora da stabilire gli esuberi. Matteoli ha assicurato che non vogliono lasciare nessuno in mezzo a una strada. Al massimo sul marciapiede.
Silvio crede di essere furbo. Nelle sue televisioni, nei suoi giornali invia i propri seguaci a raccontare quei pochi provvedimenti presi fino ad ora, che riguardano la vita di tutti, per mascherare il suo principale interesse, cioè quello di sfuggire dai processi che lo riguardano. A volte va lui stesso a recitare questa commedia. Trova nel Tg4 un ottimo palco, privo di un minimo di obbiettività e tantomeno di spirito contraddittorio. E allora va da Fede, a dimostrare che "possiamo essere soddisfatti" dal lavoro svolto fino ad ora dal Governo e annunciando di aver mantenuto gli impegni presi precedentemente. Ma soprattutto, nasconde i suoi tentativi di abbattere la magistratura con delle parole enfatizzanti, piene di entusiasmo ma vuote di sincerità.
Cela la totale indifferenza a discutere di salari, pensioni e tutto ciò che riguardi i lavoratori, pronunciando le solite frasi cariche di effetto, cioè "abolizione dell'Ici" e "detassazione degli straordinari". Poi rimarca il lavoro svolto per garantire più sicurezza, che consiste nei 3000 militari nelle città, idea tanto propagandistica quanto inutile, cercando di nascondere il suo tentativo di far sospendere 100 mila processi per salvare il suo. Soprattutto processi di reati con "impatto sociale", che tanto si annunciano di voler punire.
Informa di voler approvare un disegno di legge che permetta intercettazioni solo per "reati di mafia e terrorismo". Ma no, non bisogna pensar male. Le intercettazioni con Saccà, per le quali è indagato per corruzione, non c'entrano niente.
Parla di Alitalia, perché "stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita: un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera".
E nessuno che gli faccia notare la differenza tra le offerte e gli investimenti di Air France e di questa misteriosa cordata italiana. Nessuno che gli chieda del Lodo Alfano. Nessuno che gli chieda il motivo della presentazione della norma blocca-processi.
Nessuno cerchi di contraddirlo.
"Il nuovo piano di Air France per Alitalia è arrivato. Il progetto, consegnato questa notte ai sindacati, conferma i 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all’estero e 398 del personale di terra in Italia."
Recitava così La Stampa del 28 marzo 2008. Cosa successe poi? Accadde che il Signor Silvio Berlusconi, per un allucinante strategia elettorale, volle salvare la compagnia di bandiera da una "svendita", così la chiamava. Andò al Tg5 a dire: "Io dico che se esistono in Italia degli imprenditori con un minimo di orgoglio si devono fare avanti con un’offerta ed un progetto industriale per evitare una fine così ingloriosa della nostra Compagnia di bandiera". Questi imprenditori "con un minimo di orgoglio" non si sono mai fatti vedere. E così la trattativa con Air France tramontava, con la fondamentale complicità dei sindacati che avanzavano richieste impossibili e inconcepibili. Per Berlusconi la proposta di Air France era irricevibile.
La proposta consisteva in: 2120 esuberi, investimento di 750 milioni di euro subito, aumento di capitale di un miliardo di euro con un Opa, previsti 5,3 miliardi di euro di investimenti.
Oggi si parla di una cordata che possa investire 700 milioni di euro, rispetto ai 5,3 miliardi di Air France. Già, perché 300 milioni di euro già li ha investiti il Governo, cioè noi, con quel famoso prestito-ponte. La cordata sarebbe composta da Salvatore Ligresti, Gianluigi Aponte, Gilberto Benetton e, con quote minori, Marcegaglia, Riva e Fossati. Sono solo voci, ma è sicuro che gli esuberi saranno tra i 5000 e i 7000.
Questo è il genio imprenditoriale tanto acclamato e applaudito da tutti, ma, cosa più preoccupante, dallo stesso Berlusconi.
Oggi zio Silvio sta dando il meglio di sé.
Napoli. Silvio starebbe pensando ad un concorso per la città più pulita d'Europa. L'ambizione di Berlusconi è di fare di Napoli una città modello e, comunque, degna di partecipare al concorso fra le città più pulite del vecchio continente. (Ansa)
Berlusconi vorrebbe tornare il 23 agosto a Napoli. Ecco, io gli consiglierei di fare un giro per tutta la Campania. Non ha senso pulire il capoluogo di una regione e lasciare gran parte del restante territorio sommersa dall'immondizia. Chissà, poi, dove ha fatto spostare i cumuli di immondizia che riempivano Napoli, visto che non sono state aperte ancora discariche né inceneritori.
Olimpiadi. Silvio Berlusconi ha confermato che sarà Franco Frattini a rappresentare il governo italiano all'inaugurazione dei giochi olimpici di Pechino. "Mi hanno detto che in Cina fa caldissimo, più di 50 gradi e che c'è molta umidità. Io non andrò, ma sarò rappresentatissimo dal ministro degli Esteri". Il primo nemico dei capelli è l'umidità, si sa.
Alitalia. Saranno previsti 5000 esuberi. "C'è il piano, c'è la soluzione, ci sono i soldi, tanto che ho dovuto dire molti no. Certo, non si potranno tenere tutti i dipendenti, si cercherà un modo indolore per salvaguardare il maggior numero di persone, ma è chiaro che questa è l'unica operazione che si può fare". Certo, ma se questo squilibrato non avesse fatto saltare l'accordo con Air France, da 1000 a 3000 persone avrebbero continuato a lavorare. Della cordata italiana, ancora non si sa niente.
Silvio Berlusconi ha parlato al convegno di Confindustria a Santa Margherita Ligure. La sua prima preoccupazione è stata quella del suo alto gradimento: "Non riesco a entrare in un negozio perché tutti vogliono abbracciarmi". Poverino. 

Mentre Intesa Sanpaolo riapre la questione Alitalia, Air France molla tutto. Il comunicato della compagnia francese: ''gli accordi annunciati il 14 marzo con l'obiettivo di lanciare un'opa su Alitalia non sono piu' validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Dopo il ritiro dell'offerta, Air France-KLM decolla in borsa, mentre Alitalia crolla (-11,29%) e viene sospesa. Secondo il quotidiano francese 'Les echos', l'addio sarebbe dovuto, oltre all'aumento dei prezzi petroliferi, anche all'arrivo al potere di Silvio Berlusconi, che aveva criticato fortemente l'operazione. Mentre Paolo Bonaiuti dichiara che Prodi ha sbagliato a trattare solo con Air France, dimenticandosi che il centrodestra aveva ribadito di voler vendere la compagnia solo a italiani, il probabile ministro dell'Interno, Roberto Maroni, fa un'analisi approfondita e argomentata: "Malpensa se la caverà qualunque sarà la sorte di Alitalia, perché attira traffico".
Era il 22 marzo quando Silvio Berlusconi chiuse la possibilità di vendere Alitalia ad Air France. Disse che se ne stava occupando lui, che sarebbero bastati due giorni per presentare un'offerta di imprenditori italiani. Chiara mossa elettorale, ma non tutti la compresero come tale. Non è più tornato sulla questione per tutto il periodo elettorale ed ora che si è accorto che non esistono imprenditori o banche disposte ad acquisire Alitalia, cerca di ripiegare su altre vie. Due giorni fa ha dichiarato che parlerà con Sarkozy dell'ipotesi Air France, a patto che ci sia pari dignità rispetto alle altre due compagnie di proprietà francese. Queste parole sono state presentate come un tentativo di migliorare i rapporti tra i due Paesi, non come il fallimento della celebrata cordata italiana. Ieri, Berlusconi ha tirato in ballo una possibile trattativa con la compagnia russa Aeroflot. Annuncio dato, non a caso, durante la conferenza stampa con Vladimir Putin.
Anche la Lega si è chiusa in un silenzio totale: dopo aver ribadito che sarebbe stata l'imprenditoria padana a salvare Alitalia, si sono forse resi conto di aver detto una colossale fandonia.
Insomma, per settimane si sono espressi su gigantesche fesserie all'unico scopo di raccimolare voti ed ora non sanno più dove sbattere la testa.