

Berlusconi ieri è tornato a L'Aquila. Inutile dire che ogni volta che si presenta al pubblico lascia tutti di stucco con le sue dichiarazioni. E infatti, ieri, ha attaccato la stampa e la magistratura, di nuovo. Alla stampa ha detto: "Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste". Insomma cari giornalisti, state buoni nel vostro ufficio altrimenti ci pensa il boss a fermarvi. Statv accuort.
Alla magistratura, invece, ha dedicato un'altra dichiarazione, semplicemente folle: "Quando ci sono questi eventi c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna". Che non sia nel suo dna cercare i responsabili era ormai chiarissimo. Chissà quante volte è stato lui, il responsabile di "qualche evento". Però ancora non ha capito che il compito della magistratura è trovare i responsabili. Sembra venuto da un altro mondo.
Ma a Silvio non importa niente, tanto ha rassicurato: "Se ci sono state responsabilità nei controlli non sono della mia parte politica, in quanto negli anni passati questa regione e questa provincia sono state amministrate dalla sinistra". Ecco, bravo Silvio. Non ti importa cercare la responsabilità, ma subito hai scaricato la responsabilità. Un grande.
Il procuratore de L'Aquila ha risposto al premier: "L'inchiesta sui crolli a L'Aquila non è una perdita di tempo. Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilità".
Forse il nesso c'è: nella ricostruzione...ci sono i responsabili.