

Oggi è la giornata per la vita e i vescovi si sono scatenati. Non so quale sia il senso di una "giornata per la vita" e mai lo capirò. Comunque, la Cei è tornata a condannare tutto e di più. Ovviamente non poteva mancare il tema dell'eutanasia, visto anche i recenti fatti. I vescovi invitano a " non rispondere a stati permanenti di sofferenza, reali o asseriti, reclamando forme più o meno esplicite di eutanasia; non può mai essere legittimato e favorito l'abbandono delle cure, come pure ovviamente l'accanimento terapeutico". Strano sentirne parlare però, visto che la stessa morte di Giovanni Paolo II è circondata da dubbi: durante gli ultimi giorni di vita di Wojtyla, il sondino naso-gastrico per l'alimentazione enterale, secondo alcune fonti risulterebbe essere stato applicato al paziente solo il 30 marzo, alla vigilia della crisi finale. Un modo per accelerare la sua morte.
Ma la Cei non si ferma all'eutanasia. Quando i vescovi iniziano a parlare è difficile fermarli. Tornano a rifiutare l'aborto: "Quando la risposta è l'aborto, viene generata ulteriore sofferenza, che non solo distrugge la creatura che custodiscono in seno, ma provoca anche in loro un trauma, destinato a lasciare una ferita perenne".
Ma ci sarà un motivo se esiste una legge che permette di abortire, o no? Eh Bagnasco?
Il Papa è a Sidney per la XXIII Giornata mondiale della gioventù. Dopo essere sceso dalla sua papamobile blindata e circondata da decine di guardie del corpo, ha iniziato il solito discorso pro-vita. "Come può essere che la violenza domestica tormenti tante madri e bambini? Come può essere che lo spazio umano più mirabile e sacro, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile?".
Si riferisce all'aborto. L'aborto è il male, la vita è bene.
Poi prosegue, scendendo assolutamente nel ridicolo: "Vi sono molti, oggi, che pretendono che Dio debba essere lasciato in panchina e che la religione e la fede, per quanto accettabili sul piano individuale, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici". Pretendono?! Il Papa ha un sogno, che è quello della teocrazia medievale. Il potere politico era esercitato da un sovrano che si dichiarava discendente o rappresentante di Dio in terra. Lui vuole essere quel sovrano. Noi dovremmo essere i sudditi. Non dovremmo più parlare di aborto, eutanasia, fecondazione assistita, Pacs. Non dovremmo usare i preservativi. L'AIDS non è così grave. Dovremmo restituire metà dello stipendio alla Chiesa, altro che 8 per mille, per sostenere la casta sacerdotale e per permettere al Papa di pagarsi i viaggi e le visite di milioni di euro. Verrebbe stampato solamente L'Osservatore Romano, e noi saremmo costretti a leggerlo e a venerare il nostro Dio in terra. E vivremmo felici e contenti.
Il Psoe di Zapatero è deciso a fare ulteriori passi avanti per rafforzare la laicità dello Stato. Ora si punta ad una "progressiva sparizione dei simboli e liturgie religiose negli spazi pubblici e atti ufficiali". Niente più crocifissi in luoghi pubblici e funerali di stato, dunque. Nel documento è presente un forte avvertimento: "La Chiesa cattolica deve essere cosciente del fatto che la Costituzione spagnola non contempla alcun privilegio nei suoi confronti". Nessun privilegio per la Chiesa, come dovrebbe essere in tutti i paesi democratici. Qui, se provassimo a parlare di privilegi della Chiesa, potremmo scoppiare a ridere. Tra privilegi e spese statali, la Chiesa viene a pesare circa 9 miliardi di euro.
Una Spagna da prendere sempre più come esempio, dalle questioni economiche alle questioni etiche e religiose. Uno Zapatero da prendere come esempio. Con la sua fermezza sta riuscendo a realizzare una vera e propria rinascita della Spagna, partendo da uno dei principi fondamentali della democrazia: la laicità dello Stato. Rifiuto delle interferenze clericali e rispetto totale dei valori costituzionali e dei diritti dell'uomo. Dopo la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, leggi per promuovere l'uguaglianza tra sessi, Zapatero punta ad affrontare temi ancora più sensibili, come l'eutanasia e l'aborto.
In Italia la situazione è leggermente diversa. Non si può parlare dei PACS, di aborto e di eutanasia senza ricevere avvisi e comunicati da parte dei vescovi. Si tratta di veri e propri ordini da parte del Papa di turno o della Cei.
Ah, avessimo anche noi uno Zapatero così.
Papa: il vescovo di Roma e capo della Chiesa cattolica, ritenuto dai fedeli vicario di Cristo in terra e successore di San Pietro. Non hanno risolto i problemi di molte donne?! Preferisce che le donne vadano ad abortire clandestinamente e a rischiare la propria vita?
Papa Ratzinger crede che le donne vadano felici e contenti ad eliminare una parte di loro con l’aborto, crede che non abbiano problemi a prendere una decisione del genere, crede che non sia già abbastanza pesante per le donne trovare il 70% dei medici obiettori.
Inoltre rispetto a 25 anni fa, gli aborti sono diminuiti del 45%.
Il Papa ha poi aggiunto: “Occorre aiutare con ogni strumento legislativo l'unione tra uomo e donna”. Sembra un’imposizione.
"Le dichiarazioni di questo Papa sono una bestemmia contro la verità e un’offesa contro lo Stato democratico italiano".
Marco Pannella