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Il Governo vuole giungere ad una riforma della giustizia che sia in grado di ridurre i tempi dei processi. Girava l'idea di una prescrizione breve per aiutare il premier a smarcarsi ancora una volta dai problemi giudiziari, ma questo progetto sembra sia stato escluso, a meno di successivi emendamenti subdoli e vigliacchi durante la discussione parlamentare.
Pare, insomma, che questa volta le faccende personali di Berlusconi non dovrebbero orientare una riforma che riguarda la totalità del sistema giudiziario. Dico "pare", perché con questi personaggi non si è mai sicuri, e in passato ce lo hanno dimostrato. Bisogna essere cauti, come dicono nel Partito Democratico ("Bisogna aspettare il testo"), ma non chiusi come l'Italia dei Valori, con Di Pietro che parla di atto criminale, quando ancora nessuno sa cosa preveda concretamente la riforma.
Di Pietro che, tra l'altro, ha ricevuto 10 domande dal quotidiano Micromega. Domande firmate da Salvatore Borsellino e Andrea Scanzi, "sulle quali ritengono che dai vertici del partito fin qui risposte sufficientemente chiare non siano arrivate". Dall'illegalità all'interno del partito alla democraticità del sistema dirigenziale. Si attendono le risposte.
(Clicca qui per leggere le domande di Micromega)