mercoledì, 11 giugno 2008
Sei operai morti a Mineo, 35 km da Catania. Morti mentre pulivano la vasca di un depuratore, uccisi dai fumi delle sostanze tossiche. Morti senza tute e maschere di protezione. I media e i politici riscoprono l'emergenza morti sul lavoro. Copertine e servizi dedicati alla tragedia. Ma si muore ogni giorno. Altri tre morti tra ieri sera e questa mattina, a Imperia, Udine e Nuoro. Tre morti lunedì, ad Alessandria, Napoli e Frosinone. Addirittura cinque morti il 29 maggio, ad Ancona, Bergamo, Sanremo, Vicenza e Trento. Ed oggi si è dovuti assistere al solito giro di condoglianze e rammarico da parte dei politici. Il Presidente del Consiglio che invia le sue condoglianze alla famiglia, il Senato che si ferma per un minuto, a ricordare uno scempio di cui sono i maggiori responsabili. Gianfranco Fini parla di una "emergenza sociale assoluta", come sempre. Per Veltroni "lavorare non deve voler dire morire". Intanto, continuano a morire.

postato da: ermes91 alle ore 20:31 | link | commenti (2)
Commenti
#1   12 Giugno 2008 - 09:23
 
Ma che vuoi che contino oggi i lavoratori? Pensi che in realtà al di là delle chiacchiere interessi molto il fatto che i lavoratori muoiano sul luogo di lavoro? Altrimenti sarebbero adottati già da tempo provvedimenti concreti e soprattutto, sarebbero stati aumentati i controlli che , a mio avviso, è il modo più concreto per frenare quelle morti.
Ciao
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#2   12 Giugno 2008 - 11:08
 
quando un operaio muore... il decreto sicurezza è stato scritto di corsa dopo due anni perchè prima c'era da approvare l'indulto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stalintoscana

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categoria:politica, berlusconi, fini, antipolitica, morti su lavoro