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domenica, 06 aprile 2008

La Casta dei giornali

La vera casta è quella dei giornali. Da questa dipende l'altra casta, quella dei politici.
I giornali ricevono un finanziamento pubblico di circa 600 milioni di euro all'anno e se aggiungiamo anche le provvidenze per radio e televisioni locali e del ministero delle Telecomunicazioni, e le convenzioni con la RAI e le agenzie di stampa, arriviamo a toccare i 1000 milioni di euro.
Prima , per ricevere i contributi, bisognava essere organo di movimento politico: bastava che un giornale si facesse sponsorizzare da due parlamentari. Così ha fatto Ferrara, addirittura con due deputati di schieramenti diversi: Pera e Boardi.
Libero, invece, era organo del Movimento Monarchico Italiano, poi si è trasformato in cooperativa e poi in s.r.l.
Dal 2001, infatti, il trucco dell’organo del partito non è più concesso, bisogna essere una cooperativa. I giornali già finanziati, però, furono trasformati per legge in cooperative.
I giornali di partito, invece, devono essere appoggiati da un gruppo parlamentare formato almeno da dieci deputati.
I contributi ai giornali sono stanziati dal dipartimento editoria che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Un giornale può chiedere il contributo solo dopo tre anni dalla prima uscita in edicola.
Punto fondamentale: il contributo statale si basa sui costi e sulla tiratura. Più copie stampano più aumenta il contributo ma devono vendere almeno il 25% della tiratura.
Ovviamente se non ce la fa, vende il giornale sottocosto o li distribuisce gratis...
Inoltre i giornali ricevono rimborsi delle tariffe elettriche, telefoniche e postali, e dal 2002 al 2005 c’è stato anche un rimborso sulla carta utilizzata.

Ecco i finanziamenti statali (2003), tratto da La Casta dei giornali di Beppe Lopez:

I maggiori riceventi
Gruppo RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport): 23 milioni e mezzo di euro
Sole 24 ore:
19.222.787 euro
Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro


1a categoria
Giornali di partito

Unità
: 6.817.231,05 euro
La Padania: 4.028.363,80 euro
Liberazione: 3.718.490,08 euro
Europa: 3.138.526,10 euro
Secolo d’Italia: 3.098.741,40 euro
La Discussione: 2.582.284,49 euro
Zukunft in Sudtirol: 1.032.913,80 euro
Il Sole che ride: 1.020.390,93 euro
Rinascita della Sinistra: 907.314,84 euro
Avanti!: 602.024,10 euro
Liberal: 563.604,85 euro
Le Peuple Valdôtain: 297.146,28 euro
Democrazia Cristiana: 157.545,10 euro


2a categoria
Quotidiani editi da cooperative costituite entro il 30 novembre 2001, già organi di movimenti politici

Libero: 5.371.151,76 euro
Foglio: 3.511.906,92 euro
Il Giornale d’Italia, Linea, Torino Cronaca-Il Borghese e Roma: 2.582.284,49 euro
Il Denaro: 2.238.168,15 euro
Il Riformista: 2.179.597,05 euro
Opinione delle Libertà: 2.065.827,60 euro
La Cronaca: 1.874999,72 euro
Campanile Nuovo: 1.153.084 euro
Gazzetta Politica: 516.456,90 euro
Metropoli Day: 516.456,90 euro
Avvenimenti: 451.992,60 euro
Area: 451.992,60 euro
Voce Repubblicana: 203.694,45 euro
Aprile, Patto, Angeli, Cristiano Sociali News, La Nuova Provincia e Milano Metropoli: fra i 169 mila e 10 mila euro


3a categoria
Sessantotto
quotidiani e periodici editi da cooperative di giornalisti o da società la cui maggioranza del capitale sociale sia detenuta da cooperative nonché quotidiani italiani editi e diffusi all’estero e giornali in lingua di confine

l’Avvenire: 5.999.900,04 euro
Italia Oggi: 5.061.277,60 euro
Il Manifesto: 4.441.529,33 euro
Primorski Dnevnik: 2.969.627,17 euro
America Oggi,  Conquiste del Lavoro, l’Avanti! , Il Cittadino,  Corriere di Forlì, Corriere di Perugia, Corriere di Firenze, Corriere Canadese, Corriere del Giorno di Puglia e Basilicata, Il Corriere Mercantile, Editoriale Oggi, Giornale Nuovo della Toscana,  Il Globo, Nuovo Oggi Molise, Sportsman - Cavalli e Corse, Voce di Romagna: fra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo di euro
Il Sannio Quotidiano e Rinascita: 1 milione e 800 mila euro
Dolomiten di Bolzano: 1 milione e 601 mila euro
Scuola Snals: 1 milione e 586 mila euro
Nuovo Corriere Bari Sera 1 milione e 406 mila euro
Provincia Quotidiano di Frosinone: 1 milione e 313 mila euro
Cittadino Oggi di Siena: 1 milione e 224 mila euro
Verità: 1 milione e 185 mila euro
Voce di Mantova: 1 milione e 272 mila euro
Agenzia Area e Ottopagine: sul milione di euro
Dossier News di Caserta:  916 mila euro
Cronache del Mezzogiorno: 891 mila euro
Agenzia Dire: 753 mila euro
Fare Vela, Luna Nuova, Carta, Motocross, Il Mucchio Selvaggio,  La Nuova Ecologia, Rassegna Sindacale, Il Salvagente, Trenta Giorni nella Chiesa e nel Mondo: 516 mila euro
Noi Donne e Minerva, Chitarre e Jam, Metropolis  Novi Matajur, Oep-Notiziario Agricolo Spazio Rurale, Ore 12, Qui, Sabato Sera  , Sole delle Alpi, Rivista Italiana: meno di 516 mila euro
Lucania: 153 mila euro
Umanità: 114 mila euro
Quotidiano di Sicilia: 108 mila euro
Domani: 76 mila euro
Mari e monti: 84 mila euro
Il Granchio: 41 mila euro


4a categoria
Testate facenti capo, direttamente o indirettamente, alla Chiesa cattolica

Famiglia Cristiana
(210 mila euro ), Il Giornalino (210 mila), Jesus (49 mila), Vita Pastorale (34 mila), Famiglia Oggi (5 mila) e Letture (5 mila), L’amico del Popolo (102 mila), Città Nuova della Pia Associazione Maschile opera di Maria (94 mila), Toscana Oggi (89 mila), La Vita del Popolo dell’Opera San Pio X (82 mila), Corriere di Saluzzo (80 mila), Verona Fedele (74 mila), Il Popolo dell’Opera Odorico da Pordenone (65 mila), La Vita Cattolica (64 mila), L’Azione della Diakonia Ecclesiale (63 mila), La Difesa del Popolo (61 mila), La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza (57 mila), Adista (56 mila), La Voce del Popolo (56 mila), Il Nuovo Rinascimento dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (52 mila) e La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina (51 mila).



Le altre categorie

-124 giornali italiani pubblicati e diffusi all’estero
Cinque i giornali più gratificati: Fiamma (Australia) con 143 mila euro, Pagina (Svizzera) con 89 mila, Cittadino Canadese (Canada) con 53 mila, Corriere Italiano (Canada) con 51 mila, Eco (Svizzera) con 49 mila.

-23 pubblicazioni edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero
Messaggero di S. Antonio, della Provincia Padovana dei Frati minori conventuali: 109 mila euro
Aise: 67 mila euro
Inform: 27 mila euro
Voce Buccino, Abruzzo nel Mondo, Bellunesi nel Mondo, Emigrazione Siciliana, Migranti Press, Notizie Fatti e Problemi dell’Emigrazione, Polesani nel Mondo, Santo dei Miracoli, Servizio Migranti, Sicilia Mondo, Trentini nel Mondo, Trevisani nel Mondo, Voce dell’Emigrante: 6 mila euro

-due quotidiani italiani teletrasmessi in paesi diversi da quelli membri dell’Unione Europea
Teletrasmissione all’estero della Repubblica (1 milione e 700 mila) e del Corriere della Sera (700 mila euro).

Inoltre:
La Stampa: 7 milioni di euro
Conquiste del Lavoro: 6 milioni e mezzo di euro
Il gruppo Giorno-Carlino-Nazione: più di 3 milioni di euro
Il gruppo Caltagirone (Messaggero-Mattino-Gazzettino): poco meno di 3 milioni di euro
Il Corriere dello Sport: quasi 2 milioni di euro



DIFFONDI

Commenti
#1    06 Aprile 2008 - 16:44
 
è un po' un casino sta lista, forse andrebbe riorganizzata.

il problema è che in teoria non ci sarebbe niente di male a concedere finanziamenti pubblici a giornali ( come ad altri tipi di impresa ), solo che l'italia è sempre il caso a parte. tempo cinque anni e la cosa subirà una drastica revisione.
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#2    06 Aprile 2008 - 17:26
 
Finalmente qualcuno che si prende la briga di denunciare altre caste e non solo e sempre quella politica, come se fosse solo quella la causa di tutti i mali.
Ci sarebbero da aggiungere all'elenco la casta militare (non ne parla mai nessuno) quella dei manager pubblici e tantissime altre (ad esempio, il clero, che non paga le tasse).
La mia paura è che dietro tutti questi discorsi sulla "casta" dei politici ci sia l'obiettivo di ridimensionare il potere del ceto politico, affinchè sia maggiormente malleabile e dunque condizionabile e controllato dai poteri forti.
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#3    06 Aprile 2008 - 18:19
 
la casta politica è fortemente legata all'informazione, alla casta dei giornali.
cmq presto parlerò anche di quei argomenti ;)
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#4    06 Aprile 2008 - 19:41
 
Lavasbianco chi ti paga sto' lavoraccio?
utente anonimo

#5    06 Aprile 2008 - 23:38
 
Ma i finanziamenti in sé non hanno nulla di sbagliati. Dipende però da chi arrivano i soldi, non quanti ne arrivano: sarebbe molto più interessante una lista delle provenienze dei soldi piuttosto che la lista dei giornali.
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#6    07 Aprile 2008 - 09:40
 
Attualmente ho il mio blog su blogspot.com ma conto di passarlo su splinder. Mi piace molto questa piattaforma. Ciao da Maria
http://melina2811.blogspot.com
utente anonimo

#7    07 Aprile 2008 - 12:58
 
panapp, come da dove arrivano...
sono i soldi dello stato, quindi i nostri
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#8    07 Aprile 2008 - 13:20
 
e pensa che io vorrei fare il giornalista.... a vederli così dovrebbe esserci molto lavoro... il problema è che devi avere le idee uguali all'editore! vendrò cara la pelle...
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#9    07 Aprile 2008 - 15:09
 
ottimo post! chiaro e veramente informativo, complimenti per il blog
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#10    07 Aprile 2008 - 15:22
 
Io pensavo di fondare ""L'eco di magellano83": non c'è speranza di avere qualche migliaio di euro???
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#11    07 Aprile 2008 - 15:33
 
come si fa ad avere un finanziamento? mi interesserebbe
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#12    07 Aprile 2008 - 17:29
 
Scusa, mi sono spegato male. Intendevo dire: come mai alcuni giornali prendono così tanti finanziamenti, ed altri meno? Come sono riusciti ad aggiudicarsi quei soldi, ed in quelle quantità?
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#13    07 Aprile 2008 - 18:04
 
Prima bastava che un giornale si facesse sponsorizzare da due parlamentari. Così ha fatto Ferrara, addirittura con due deputati di schieramenti diversi: Pera e Boardi.
Libero, invece, era organo del Movimento Monarchico Italiano, poi si è trasformato in cooperativa e poi in s.r.l.
Dal 2001, infatti, il trucco dell’organo del partito non è più concesso, basta essere una cooperativa. I giornali già finanziati, però, furono trasformati per legge in cooperative.
I contributi ai giornali sono stanziati dal dipartimento editoria che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Un giornale può chiedere il contributo solo dopo tre anni dalla prima uscita in edicola.
Punto fondamentale: il contributo statale si basa sui costi e sulla tiratura. Più copie stampi più aumenta il contributo ma devi venderne almeno il 25% della tiratura.
Ovviamente se non ce la fa, vende il giornale sottocosto o li distribuisce gratis...

Spero di aver chiarito i dubbi, magaari questo pezzo lo inserisco nell'intervento ;)
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#14    07 Aprile 2008 - 22:05
 
La casta è dei giornali e di tutto il panorama mediatico, poichè sono foraggiati dai poteri forti e devono portare il risultato come ricevuta, in questo momento hanno avuto un buon successo, vedasi il rincoglionimento generale presente, in futuro o ci si sveglia o il coma sarà profondo.

Ciao Ermes,charlie
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#15    08 Aprile 2008 - 04:52
 
I giornali sono prostitute.
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#16    08 Aprile 2008 - 08:59
 
E con la casta più potente, quella delle teste di c**** che continuano a dare tutto in mano al più peggio che ci sia, come la mettiamo?
Non esisterebbe la casta dei politici se non ci fosse intorno a quella una massa di cittadini che, pur brontolando come è usanza dei servi, ne accetta i favori e le raccomandazioni, e ne condivide fino al midollo mentalità e corruzione.

Non vi pare alla fine fastidioso questo vociare che ora tutti (destra, sinistra) fanno di casta, come se esistesse qui da noi un popolo bello e pulito che viene oppresso da pochi sciagurati?
No: i belli e puliti sono una minoranza esigua, schiacciata non da una casta ristretta, ma da una maggioranza popolare.
I giornalisti e i politici che abbiamo rappresentano perfettamente questa maggioranza di noi: sono lo specchio nostro. L'italiano medio, se fa il giornalista lo fa in questo modo che vediamo. Non perché siano i giornalisti una vil razza dannata, ma perché i nostri giornalisti sono culturalmente italiani.

A me pare, infatti, che qui siamo in realtà, nella maggioranza, un popolo incline al servilismo e al clientelismo. Prontissimi a criticare il vicino che non paga le tasse o che ha trovato con raccomandazioni al figlio un posto di lavoro, solo perché non si riesce a fare anche noi lo stesso. Prontissimi a non pagare le tasse, a non rilasciare ricevute, ma a volere servizi e sussidi. Prontissimi a non studiare ma a volere promozioni e poi posti assicurati. Prontissimi a solidarizzare con l'ignoranza esibita (parla come magni!), a non rispettare la nostra stessa lingua senza volerne d'altra parte impararne nessuna.
Pronti a votare i ladri più plateali per viscerale ammirazione verso la loro furbizia e volgarità, e per ribellione verso ogni ordinato vivere civile, oltre che, soprattutto, per comoda e pigrissima rinuncia a ogni responsabilità.

I servi infatti vivono la libertà del poter brontolare senza sentirsi mai colpevoli:
colpevole è solo la casta dei padroni, che però continuano a sostenere.

[tutto questo senza dimenticare che esistono minoranze di onesti e di generosi. Solo che ora è evidente che della parola "casta" si riempiono la bocca in troppi, e non la si può più usare con innocenza]

Sono sempre AnnaS (non loggata)
utente anonimo

#17    08 Aprile 2008 - 09:00
 
.....
utente anonimo

#18    08 Aprile 2008 - 09:59
 
Da giornalista precario con un contratto di collaborazione a progetto in tutta franchezza mi sembra che la casta qui denunciata sia quella degli editori (sempre più ricchi) e non quella dei giornalisti (sempre più poveri). Grazie per l'ospitalità
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MatteoFontana

#19    08 Aprile 2008 - 10:23
 
I dati sono importanti, ormai basta sbattere cifre sulla rete e ognuno pontifica su tutto. Per scendere sulla terra però basta curiosare nelle edicole e vedere chi vende e chi no! Qui nella rossa Bologna il Corriere non vende niente, il Resto del Carlino, tendenzialmente di destra e comunque considerato il giornale della cronaca cittadina, quindi acquistato da molti, non è in grande salute, la Repubblica è calata tantissimo con l'effetto del fantozziano governo Prodi, il Giornale è stabile e Libero è l'unico giornale che ha aumentato a dismisura le coppie vendute, anche fra gli anziani che hanno abbandonato Repubblica e Unità. Forse perché è l'unico che si avvicina al comune sentire della gente più povera e indifesa, sempre più vessata delle tasse e minacciata da zingari, cinesi, maghrebini che la fanno da padroni nei quartieri della città.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente CavaliereDiRodi

#20    08 Aprile 2008 - 10:33
 
stiamo attenti a non confondere le copie vendute con le copie stampate però...
avevo visto un servizio di report per esempio, in cui si poteva vedere che in diverse zone Libero veniva regalato...
e comunque molti giornali vengono distribuiti gratuitamente anche negli hotel
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ermes91

#21    08 Aprile 2008 - 10:58
 
Uno dei tanti vari magna manga che si sono avuti da parte della politica.
Fosse solo questo sarei anche d'accordo non ci vedrei nulla di male., ma unito a tutto il resto, tipo lo stipendio dei politici e la loro pensione...
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#22    08 Aprile 2008 - 13:21
 
Infatti parlavo di pile viste dai giornalai di Bologna, non a caso! Le pile di Libero sono le uniche che crescono, il che vuol dire che vanno a ruba.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente CavaliereDiRodi

#23    08 Aprile 2008 - 14:01
 
Sono i politici, Ermes91, ad erogare il finanziamento (o meglio, a stabilire e votare l'entità e la sua regolamentazione), non viceversa; dunque i politici non dipendono dai giornali, bensì il contrario.

Anche se certamente con questo potere economico e mediatico (peraltro gli Italiani non sono grandi lettori di quotidiani), certi giornali possono essere temibili strumenti di pressione.


PS Post molto interessante :-)
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#24    08 Aprile 2008 - 14:12
 
intendevo dire che sono i giornali che permettono ai politici di stare ancora seduti sulle loro belle poltrone, procedendo con una disinformazione immensa..
è ovvio poi che i giornali dipendono dai politici (prima avevano bisogno di firme di due parlamentari...)
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#25    30 Giugno 2008 - 21:37
 
Il governo Prodi, tramite Ricardo Franco Levi, aveva promesso che avrebbe drasticamente ridimensionato questo torbido intreccio. Purtroppo poco dopo il governo è caduto, quindi di questo lavoro si è persa ogni traccia.
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#26    21 Settembre 2008 - 16:09
 
I soldi all'editoria vanno erogati solo in presenza di crisi del settore e non eternamente.
I giornali che ricevono soldi dal potere politico non sono in grado poi di avere un atteggiamento critico verso lo stesso potere.
Infatti in Italia il giornalismo e quasi finito.
utente anonimo

#27    29 Dicembre 2008 - 10:25
 
Salve, sono da poco che faccio un giornalino," L'idea-magazine" periodico di compro vendo con una rubrica di attualità e medica. Stampo da 10 a 15.000 copie mensili che vengono distribuite sulla costa jonica-cosentina,ho sentito parlare di finanziamento ai giornali,vorrei sapere se rientro in questi finanziamenti,e a chi mi dovrei rivolgere se,eventualmente, la risposta è positiva. Se volete potete rispondermi anche a "info@ideamagazine.it" Sicuro di una risposta ringrazio a tutti
utente anonimo

#28    05 Settembre 2009 - 07:56
 
Una precisazione. La rivista "Il Nuovo Rinascimento" riceve finanziamenti pubblici, ma non fa capo, ne' direttamente, ne' indirettamente, all Chiesa Cattolica, ma bensi' all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
utente anonimo

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