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In caso di eventuale condanna nei processi ancora in corso a suo carico, Silvio Berlusconinon si dimetterà da presidente del Consiglio dei ministri: "Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto".
Non l'avrei mai detto.
Mi ha spiazzato...
In fondo è sempre stato così eticamente corretto...
Ma ora capisco: lo fa per difendere la nostra democrazia.
Grazie Silvio, grazie.
Un 31enne viene sorpreso dai carabinieri con 20 grammi di droga addosso. Lo portano in carcere, ma da lì non uscirà più vivo. Un ragazzo anoressico e che soffriva di epilessia, ma che è entrato in carcere in normali condizioni di salute. Poi ciò che è successo è un mistero. Stefano Cucchi va in aula per il processo il giorno dopo, e ha il volto molto gonfio. Poche ore dopo viene trasferito in ospedale, all'oscuro della famiglia, alla quale non viene data nessuna informazione né la possibilità di vedere il loro caro. In ospedale muore. I parenti ora chiedono giustizia, ma soprattutto la verità, e hanno fatto pubblicare le foto choc del corpo di Cucchi, con il volto tumefatto, la mandibola spezzata, la schiena fratturata.
I medici del carcere dicono che "è caduto accidentalmente dalle scale". Ma pare impossibile pensare che una caduta dalle scale possa provocare quelle lesioni.
Intanto il ministro della Difesa La Russa dichiara di non aver "strumenti per dire come sono andate le cose", ma si dice "certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione". A priori.
La procura di Napoli ha diffuso un video che testimonia l'omicidio di Mariano Bacioterracino a Napoli, l'11 maggio scorso, sperando che aiuti a identificare i sicari. Nel filmato la vittima, un pregiudicato di 53 anni, sembra aspettare qualcuno fuori del negozio, quando un uomo con cappello e giubbotto, dopo essere entrato nel bar, esce e si avvicina per sparargli a poca distanza. Il primo colpo di pistola lo raggiunge al braccio, il secondo non fallisce. Il killer spara alla nuca, mentre Terracino è già accasciato a terra.
E' un video emblematico, tragico. Roberto Saviano lo commenta e definisce la situazione una "tragica serenità", quella del sicario, ma anche quella della donna a pochi passi dall'assassino, e dell'uomo che passa per caso e si allontana con il bambino in braccio.
Il corpo a terra senza vita. Tutto segnala "come in certe parti d'Italia, la vita non valga niente".
Il video diffuso dalla procura, con il commento di Roberto Saviano (da Repubblica):
L'idea di Rutelli di lasciare il Partito Democratico e creare una nuova forza di centro con Casini e l'Udc potrebbe avere risvolti molto interessanti. Prima di tutto quello di evitare un avvicinamento troppo stretto tra Pd e Udc (o meglio dire "alleanza"), un pensiero che balenava nella testa di Bersani da tempo, ma che ora, si spera, potrà fare un passo indietro. In secondo luogo, la manovra di Rutelli potrà trascinare con sé soggetti incomprensibili all'ambiente democratico, la Binetti in primis, e dare finalmente al partito un orientamento di sinistra, quella scelta che Rutelli definisce "assurda". Assurda e incomprensibile pareva, invece, la sua presenza nel Pd, così come la sua "minaccia di abbandonare il Pd" (se fosse una minaccia, questa sarebbe l'unica a far tirare un sospiro di sollievo).
Ieri, Silvio Berlusconi ha telefonato in diretta a Ballarò. E' partito subito il suo monologo: giudici comunisti, debito pubblico ereditato dalla sinistra, giornalisti di sinistra, programmi tv di sinistra. Floris chiede: "Mi fa fare qualche domanda?", ma Silvio risponde che la tv non appartiene al conduttore e di non essere a sua disposizione (il che ricorda la replica della Bindi alla battuta del premier "lei è più bella che intelligente" di qualche settimana fa...si sarà confuso). In fondo è solo il presidente del Consiglio.
Sono giorni tristissimi, in cui gli uomini di un presidente del Consiglio che va con le prostitute attaccano un presidente della regione che va con i trans. In cui il presidente del Consiglio ammette di essere stato a conoscenza del video di Marrazzo, di aver ordinato di non pubblicare la vicenda su uno dei suoi giornali, e di aver anche avvisato l'ormai ex presidente del Lazio.
E dunque, cos'è più triste? Ascoltare dei servi che dichiarano di voler sapere tutta la verità, quando poche settimane prima chiudevano entrambi gli occhi di fronte allo scandalo escort e gridavano alla difesa della privacy, oppure sapere che un presidente del Consiglio era a conoscenza che un governatore di regione andasse a divertirsi con dei transessuali (e che fosse ricattato soprattutto), ma ha voluto tener nascosta la vicenda, avvisando anche il diretto interessato, a mo' di palo?
Intanto Bersani vince le primarie del Pd. Bossi ha commentato: "E' un padano, ma questo non vuol dire molto, perchè ci sono anche dei padani che non funzionano". Che fosse un'autocritica?
Marrazzo si è "autosospeso" dalla carica di presidente della regione Lazio.
Due giorni dopo l'uscita dello scandalo. Senza alcuna domanda presentata da giornali, per mesi e ininterrottamente. Un gesto etico che bisogna riconoscere, dopo la vergogna. Gasparri voleva la verità. Ha dichiarato che nel Pd c'è una crisi morale di cui il partito deve interrogarsi. Lui l'ha detto.
Ieri sera ho temuto che apparisse in tv a proclamare la superiorità (anche) sessuale del centrodestra. In fondo a loro piace la gnocca, a Sircana, Marrazzo and Company no.
Non l'ha fatto ma è ancora in tempo, sono fiducioso.
Il Presidente del Lazio, Piero Marrazzo, pare che andasse a divertirsi con i transessuali a Roma. Quattro carabinieri avrebbero fatto irruzione nel luglio scorso nell'appartamento in uso ad un transessuale dove avrebbero filmato Piero Marrazzo, semi nudo, in compagnia di un trans estorcendogli denaro e facendosi consegnare due assegni per un totale di 20.000 euro, mai giunto all'incasso.
A farla breve, il video con Marrazzo seminudo nell'appartamento del trans esiste, e fonti riferiscono che sia possibile anche distinguere parole di disperazione del Presidente della Regione ("È una rovina", "mi rovinate").
Se poi un altro trans di Roma dichiara che "Marrazzo lo conosciamo tutte benissimo da anni, quando lo vedono passare i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto bene", sembra che la situazione si faccia ulteriormente più chiara.
Gli inquirenti devono ora stabilire se si sia trattato di una messa in scena, come la presenza di cocaina nella stanza da letto (quest'ultima ritenuta dalla Procura un'intenzionale messa in scena, effetto reso ancor più evidente dalla collocazione accanto allo stupefacente del tesserino di Marrazzo).
Molte domande ancora senza risposta, ma intanto si parla di possibili dimissioni di Marrazzo.
Gasparri e la maggioranza chiedono la verità: cazzo, a puttane come il premier sì, ma a trans proprio no eh.
Nella Campania che ha contribuito fortemente al trionfo di Bersani nella fase congressuale delle primarie del Pd (con quasi il 70% dei voti degli iscritti, un record), è scoppiato un nuovo caso che riguarda proprio il suo maggior sostenitore al sud, il presidente Bassolino.
Antonio Bassolino, già rinviato a giudiziocon ipotesi di reato che vanno dalla frode in pubbliche forniture, alla truffa ai danni dello Stato, abuso di ufficio, falso e reati ambientali (quando era Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti), oggi è stato iscritto nel registro degli indagati, assieme al prefetto di Napoli Alessandro Pansa e altre 7 persone, nell'inchiesta relativa a presunte irregolarità nell'affidamento di lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale flegreo.
Il solito giro di appalti pubblici affidati agli amici. La solita storia di fondi che si gonfiano inspiegabilmente. E anche questa volta la presenza della camorra nei subappalti.
Pierluigi, ce lo fai un commento?
Due votazioni oggi al Parlamento europeo.
Risoluzione presentata dal centrodestra sull'informazione italiana (in Italia non c'é alcuna minaccia alla libertà di informazione).
Risultato: 297 favorevoli, 322 contrari, 25 astenuti. Bocciata.
Risoluzione presentata dal centrosinistra sull'informazione italiana (anomalie e pressioni da parte del governo contro i media italiani ed europei).
Risultato: 335 favorevoli, 338 contrari, 13 astenuti. Bocciata.
Io, a prescindere dai contenuti, non riesco ad individuare la credibilità di queste votazioni. Qualcuno ci riesce?
Il prossimo fine settimana si vota per le primarie del Partito Democratico. Chi votare?
C'è Pierluigi Bersani, che ok è molto competente in economia, ma bisogna anche ricordare, senza apparire antipolitici o grillini, che è dal '96 che gira per il Parlamento e in questi 13 anni la sinistra si è notata solo per la sua fase discendente. E' affiancato da Massimo D'Alema, e questo mi sembra il principale motivo per non votarlo. Insomma, D'Alema è sempre stato il re degli inciuci berlusconiani. Inutile ricordare i suoi attacchi al pool di Mani Pulite nel '92, la sua Bicamerale e le riforme sulla giustizia pro-Berlusconi, la vicenda della scalata Bnl, le dichiarazioni dopo l'editto bulgaro ("Non c'è nessun regime"), le parole sulla rete Mediaset di Silvio ("Un patrimonio culturale di tutti"), la partecipazione alla caduta del governo Prodi, e via dicendo.
C'è Dario Franceschini, che si presenta come il nuovo. Un tale capitato lì per caso e che ora ha deciso di guidare il partito di opposizione per il bene del Paese. E invece no, Dario è segretario da febbraio scorso, cioè 8 mesi, e da allora abbiamo visto un ulteriore crollo del Pd alle elezioni europee (26%) e parlamentari che non vanno a votare contro lo scudo fiscale (dove si sarebbe potuto mettere sotto il governo). Tra i parlamentari assenti spiccano D'Alema (giusto per restare in tema) e, ullallà, lo stesso Franceschini.
Chi resta? Ignazio Marino, che sembra un alieno dell'estrema sinistra, ma in realtà è un semplice uomo di sinistra, con idee chiare soprattutto sui temi etici. Niente di eccezionale, ma un piatto mangiabile. Inesperto? Meglio così.
Berlusconi ha sguinzagliato i suoi cani per sputtanare il magistrato che ha condannato la Fininvest a risarcire 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti. In questo Paese è diventato normale anche che il premier possa con le sue televisioni aggredire mediaticamente la privacy (parola magica, ma solo quando la privacy è la propria) di un giudice. Nella puntata di ieri di Mattino Cinque, i segugi di Silvio hanno mandato in onda questo video vergognoso, in cui si definiscono stranezze i semplici gesti del magistrato Mesiano, si ironizza sul suo abbigliamento, si ricorre a voci di corridoio su suoi atteggiamenti definiti "anti-berlusconiani", allo scopo di demolirlo come persona. A stravaganze "fisiche", così definite, si deducono anche stranezze professionali, mentali. Prima si crea il mostro, poi lo si distrugge. E per "non dare giudizi o trarre conclusioni" si fa commentare il video al condirettore de Il Giornale:
Ieri viene bocciata alla Camera la legge sull'omofobia, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. Con la maggioranza vota la deputata del Partito Democratico Paola Binetti. Sempre lei, ed è ancora lì.
Franceschini si incazza: "C'è un problema Binetti". Questa risponde: "Voto Bersani" (dopo aver sostenuto fino a poche ore prima proprio Dario Franceschini). Ma Bersani, tirato in ballo, dice: "Se vota per me deve accettare le regole".
Insomma, sta Binetti è vista come un porta-sfortuna o, perlomeno, un porta-rogna. In effetti Paola Binetti rappresenta uno dei grandi misteri di questo Pd. Nessuno ha mai capito come possa trovarsi in Parlamento. Sarebbe bastata una semplice domanda sull'omosessualità e avrebbe risposto che essere gay è "un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico", cosa che ha fatto, ma solo dopo la sua "elezione".
Io la vedrei più tra i banchi della maggioranza, tra un Bondi e un Gasparri. Anzi, spero di vederla lì al più presto.
Intanto, vorrei anche parlare di un altro fattarello. Da settimane leggo in rete di una manifestazione che alcuni elettori di sinistra vorrebbero organizzare (anzi, da ultime notizie è meglio dire "stanno organizzando") per far dimettere Berlusconi. Cioè, girando su internet potrete imbattervi in gruppi che chiedono a gran voce una vera e propria sollevazione popolare per far cadere il premier. E io, elettore di sinistra, sto fresco a fare a questi organizzatori domande tipo "ma lo sapete che esistono le elezioni? Questa è un'idea antidemocratica. Pensate piuttosto a quei milioni di cittadini italiani, tristissimi, che lo votano". Rispondono con frasi come "non è vero, molti elettori di Berlusconi hanno cambiato idea". Non si sa su quale sondaggio e quale statistica, ma anche se si sapesse, si farebbe fatica a trovare il senso di una manifestazione del genere. Che potrebbe essere quello di mostrarsi contrari come cittadini ai comportamenti del premier, ma purtroppo non viene presentata in questo modo. E io, se permettete, mi faccio una risata.
Con onesta sincerità bisogna notare che finalmente, dopo tanto tempo, Marco Travaglio si è accorto che nella costituzione non c'è scritto che il Presidente della Repubblica è obbligato a non firmare leggi incostituzionali. Dice Travaglio: "A furia di sentir dire che il capo dello Stato può respingere le leggi solo se sono manifestamente incostituzionali, mi ero fatto l’idea che ci fosse scritto nella Costituzione: in realtà non c’è scritto, sarà una prassi ma la Costituzione non lo dice. Dice semplicemente che, se una legge non gli piace, lo motiva e la rispedisce indietro". E per questo cambia la sua posizione. Dal "Napolitano doveva firmare" il lodo Alfano si passa al "Napolitano poteva non firmare". Poteva non firmare, dice Travaglio, perché era una legge orrenda. Bene, siamo d'accordo, ma pensiamo a cosa potrebbe accadere se la promulgazione di una legge dipendesse dall'opinione del Presidente della Repubblica. Ci sarebbe uno scontro durissimo con il Parlamento, per questo le leggi vengono firmate sempre, e la Corte costituzionale va a decidere, se interpellata, sulla incostituzionalità o meno di queste.
Travaglio l'ha capito, Di Pietro ancora no. Il leader dell'Idv intanto continua a chiedere elezioni anticipate: solo lui può credere che Berlusconi potrebbe essere battuto se si andasse ora alle elezioni. Elezioni vinte da Berlusconi sarebbero una catastrofe, eticamente e moralmente.