

Farete altri condoni fiscali? “Oggi non ci sono più le condizioni per farli. Non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato”. Molti avranno già capito chi è l’autore di queste frasi, visto che i condoni più ghiotti degli ultimi tempi sono opera sua. E’ Giulio Tremonti. Il nostro ministro dell’economia però deve aver cambiato idea, visto che lo scudo fiscale approvato dal senato altro non è che un regalo a tutti gli evasori che hanno esportato capitale chissà in quale paradiso fiscale. Cosa accadrà quindi? In soldoni, tra il 15 settembre e il 15 dicembre, dietro pagamento di un’aliquota equivalente al 5% del capitale emerso, l’evasore potrà godere di una protezione su processi e ipotetici accertamenti per reati tributari e societari, tra i quali anche il falso in bilancio. Già l’aliquota del 5% dovrebbe provocare nausea, ma il governo ha voluto esagerare con il falso in bilancio. Quindi se un evasore che ha capitali all’estero ha anche falsificato i propri bilanci aziendali(magari emettendo fatture false o facendo fuori documenti), per il fisco non c’è nessun problema. Traducendo in cifre, se il sig. evasore Rossi ha portato 1 milione di euro alle Cayman e, non contento, ha anche falsificato il proprio bilancio in qualche modo, potrà mettersi in regola pagando 50mila euro, a fronte dei 660mila euro divisi tra varie tasse che avrebbe pagato normalmente. Il tutto senza rischiare nulla, perché il fisco se ne frega della rendicontazione taroccata. Non ci si poteva aspettare altro, dobbiamo purtroppo ricordarci che siamo governati da un individuo che per decenni ha nascosto soldi al fisco.
Credo che ieri, dopo l'attentato di Kabul, Di Pietro e la Lega abbiano come al solito cavalcato un'onda emotiva ricca di possibili voti futuri, gridando al ritiro immediato delle truppe dall'Afghanistan. Anche io ho spesso sostenuto l'idea di voler ritirare i militari dalle zone di guerra, partendo da un Iraq estraneo alla minaccia terroristica notata a suo tempo solo da Bush. Ma con l'Afghanistan la situazione si fa più complicata.
La minaccia è rappresentata dai talebani, un gruppo che è già stato al governo (1996-2001) e che ha mostrato di cosa è capace, dal punto di vista politico (regime teocratico e abrogazione del Parlamento) e da quello sociale, legato a quello religioso. E i risvolti sono ancora ben evidenti. La pubblica amputazione è prevista per punire il furto, gli adulteri vengono lapidati a morte, a donne e bambine è negata l'istruzione, e la presenza fuori casa senza l'accompagnamento di un parente stretto di sesso maschile. Coloro che non rispettano le leggi imposte dai Talebani vengono quotidianamente picchiati e torturati.
Chi subisce maggiormente l'azione del regime sono le donne.
Come spiega la Rawa, l'Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane, prima della guerra civile, nel 1960, il governo, sotto la leadership del primo ministro Daoud Khan, aveva considerato il velo come facoltativo, e concesso alle donne gli stessi diritti e doveri di fronte alla legge, che significava che potevano votare. Donne e bambine potevano anche andare a scuola. Durante l'occupazione sovietica, l'età minima di matrimonio si era alzata, erano stati creati corsi di alfabetizzazione, e l'importanza dell'istruzione aveva avuto più enfasi. Prima dell'ascesa dei Talebani, le donne afghane costituivano il 40% dei medici di Kabul, il 70% di insegnanti di scuola, il 60% di docenti all'universita' di Kabul, e il 50 % di studenti universitari.
Oggi, sotto il regime talebano, le donne non possono lavorare fuori di casa, uscire se non accompagnate da un parente di sesso maschile (mahram), o indossare scarpe che producono rumore. Le finestre di case in cui vivono donne devono essere dipinte di nero, in modo da renderle invisibili dall'esterno. Devono indossare il burqa, un abito lungo col cappuccio che nasconda le loro teste e i loro piedi, con una rete sugli occhi. I membri del Dipartimento per la promozione delle virtù e la prevenzione del vizio, controllano le strade e attaccano coloro che non obbediscono alle regole. Le donne "non in regola" vengono torturate e picchiate, perfino per infrazioni minori, come l'inavvertito gesto di scoprire la caviglia. Una donna stuprata puo' essere facilmente accusata di adulterio ed essere giustiziata. A causa del divieto di lavorare, le vedove di guerra ed altre donne devono mendicare o prostituirsi per mantenere se' stesse e le proprie famiglie. Inoltre, molte donne sono morte di malattie pur facilmente curabili, dal momento che ai medici uomini non e' permesso di curare pazienti di sesso femminile, e a parte un ristrettissimo numero di donne, a tutte e' stato vietato operare in campo medico. Anche in caso di emergenza, una donna può essere rispedita a casa, se non si presenta all'ospedale vestita propriamente e non accompagnata da un parente maschio. I casi di depressione e di suicidi tra le donne sono aumentati drasticamente.
I Talebani hanno anche vietato alle bambine di frequentare la scuola, inclusi dei corsi in casa sponsorizzati da alcune ONG. Solo di recente i Talebani hanno concesso ad un numero molto ristretto di corsi in casa per bambine di esistere, a Kabul. Ma anche questi corsi sono aperti solo alle bambine sotto I 12 anni, e l'obiettivo è quello di insegnare alle bambine solo quanto basta per poter leggere il Corano.
Non si può gridare ai quattro venti "molliamo tutto". No, sarebbe catastrofico.
Ho ascoltato ieri sera gli interventi di Bersani e Concita De Gregorio a Ballarò, e sono pienamente d'accordo con loro. Non possiamo mandare tutti quanti a casa subito. E' necessaria una revisione del progetto, sulla base della convinzione che l'azione diplomatica è fondamentale e che l'operazione internazionale potrà essere completata più con azioni politiche che con la forza.
Berlusconi è andato a Porta a porta, per strumentalizzare la costruzione delle case ad Onna dopo il terremoto (portata avanti dalla provincia di Trento, e non dal governo), per attaccare nuovamente l'informazione e per fare campagna elettorale in generale, che fa sempre bene. Ma gli ascolti sono stati bassissimi. Tre milioni di spettatori, con 13,47% di share: per il consigliere d'amministrazione Rai Giorgio Van Straten "un flop, forse la peggiore performance di RaiUno nell'anno". Vespa e Silvio sono stati battuti dalla fiction su Canale 5 L'onore e il rispetto. Tra mafiosi veri e mafiosi finti, ieri sera gli italiani hanno scelto i secondi.