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Berlusconi ha incontrato ieri a Tripoli Gheddafi. Unico leader europeo ad omaggiare il dittatore libico per il 40° anniversario della presa del potere.
Si sentiva solo, così ha portato con sé le frecce tricolori.
La pattuglia acrobatica italiana ieri si è esibita rilasciando alla fine la classica striscia di fumo tricolore di fronte a Berlusconi e Gheddafi.
Le frecce celebrano, festeggiano, glorificano la dittatura in Libia.
Non tutti lo sanno, ma lo faranno nuovamente domani, nella cerimonia ufficiale.
Ma sì, meglio abbondare, tanto gli italiani sono distratti.
Berlusconi ce l'ha con tutti. Attacca il Tg3, querela La Repubblica, utilizza il suo avvocato per intimidire gli organi di informazione e i suoi giornali per intimidire la Chiesa. Il Giornale ha attaccato il direttore dell'Avvenire tirando fuori una sua condanna per molestie: un attacco definito disgustoso da Bagnasco e i suoi. Berlusconi si è dissociato, come se i servi (Feltri in primis) non seguissero gli ordini del padrone. In serata è stato annullato l'incontro tra Berlusconi e Bertone a L'Aquila.
Silvio sta alzando la voce, ma sta anche scherzando con il fuoco. E il fuoco si chiama Chiesa.
Berlusconi in fin dei conti è un uomo moderno, nel senso novello rispetto all'epoca, è un po' pazzerello è certamente iperegoico ma i tempi lo scusano ma comunque meno sozzo dei suoi detrattori (dai commenti sul blog)
Berlusconi fa causa a La Repubblica e alle sue dieci domande più volte proposte al premier sullo scandalo escort, e chiede un risarcimento danni per un milione di euro.
Non si è mai visto un presidente del consiglio che porta in tribunale un giornale.
Mavalà un cazzo. Silvio ha paura. I tg daranno la notizia, ma nessuno dirà quali sono queste benedette domande. Un po' come le foto di ElPais. "Il premier querela El Pais per le foto pubblicate", ma delle foto in tv neanche l'ombra.
E' l'informazione italiana.
Per questo non ho ancora ben capito di cosa ha paura Silvio. Però ha paura.
# 1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
# 2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
# 3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
# 4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
# 5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
# 6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
# 7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
# 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
# 9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
# 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
Lasciamo da parte Carlo Giuliani, il suo estintore e la percezione di "pericolo reale ed imminente" del carabiniere che ha sparato, dei quali ognuno può avere la sua idea (ad esempio io non ho mai visto un santo incappucciato e con un estintore in mano). Ma parliamo della base, cioè l'inchiesta sulla morte di Carlo Giuliani. C'è qualcosa che la nostra informazione ha tenuto nascosto della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha reputato "legittima difesa" l'uccisione di Giuliani.
C'è qualcosa che va aldilà della pronuncia di legittima difesa (che viene dopo): la possibilità di avere un'inchiesta regolare e giusta (che viene prima).
Martedì 25 agosto la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo ha infatti condannato l'italia per le lacune dell'inchiesta sulla morte di Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio del 2001 a Genova. La Corte europea aveva dichiarato ammissibile la richiesta di riesame del processo, presentata dai genitori e dalla sorella della vittima il 5 dicembre 2006, e lo scorso 12 marzo aveva intimato all'Italia il diritto a un processo equo in base alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Nella sentenza i giudici hanno stabilito che l'Italia non ha "rispettato gli obblighi procedurali" derivanti dall'art. 2 (diritto alla vita) e che l'autopsia non aveva consentito di "stabilire con certezza la traiettoria del proiettile". La Corte ha deplorato che, ancor prima di conoscere i risultati dell'autopsia, il collegio giudicante italiano abbia autorizzato la cremazione del corpo del giovane, impedendo così ogni ulteriore esame.
Arrivano le coltellate contro i gay. E arrivano anche atti intimidatori contro i locali, per omosessuali.
Da qualche giorno c'è un'esplosione di omofobia abbastanza preoccupante.
E ascoltando le false dichiarazioni di solidarietà della politica, si dimentica che parole gravi in quella direzione - se non della coltellata, perlomeno del calcio nel culo - continuano a giungere proprio dal Palazzo, e continueranno ad abbattersi sulla delicata situazione dei gay in Italia. Come quelle del ministro Zaia di due settimane fa: "La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi".
Non si capisce ancora cosa c'entra il ministro dell'agricoltura con i gay.
Probabilmente Bossi voleva parlare dei finocchi e stupido com'è ha mandato Zaia.
E' divertente sapere che per Capezzone i migranti sono delle cose inutili e pericolose quando bisogna decidere di respingerli a calci nel culo, ma persone in una triste situazione sulle quali non bisogna speculare quando giungono sulle coste dopo aver perso 73 compagni lungo la traversata.
Sta sorprendendo molte persone la notizia della presenza delle Frecce Tricolori in Libia a fine agosto per il 40esimo anniversario della presa del potere da parte del colonnello Gheddafi. Dopo l'accoglienza trionfale riservata a Tripoli al terrorista di Lockerbie (condannato all'ergastolo e liberato dalle autorità scozzesi), molti avanzano dei dubbi.
Non so voi, ma a me già il fatto che si spendano dei soldi per festeggiare l'anniversario di un dittatore fa girare abbastanza le palle.
A Lampedusa arriva un barcone con cinque eritrei. I soccorritori dicono che i loro corpi sono ridotti a uno scheletro, dopo i venti giorni trascorsi in mare senza che nessuna imbarcazione abbia dato loro soccorso. Dicono di essere partiti in 78: ci sarebbero 73 morti. Settantatrè emigranti che non sono riusciti a raggiungere la costa dell'isola siciliana.
E così, mentre Bossi grida di non essere disposto a far costruire le moschee nella Padania"per non svendere le nostre tradizioni a nessuno", e mentre sul sito della Lega viene pubblicato un giochino demente che consiste nel respingere con il click del mouse le barche degli immigrati, non si capisce se sorprendono di più questi deliri xenofobi, ora anche internettiani, o l'ipotesi di un'incriminazione per immigrazione clandestina nei confronti dei cinque eritrei superstiti, prevista dal decreto sicurezza, anche se in teoria per la loro provenienza potrebbero fare richiesta d'asilo. O meraviglia maggiormente il fatto che nessuna imbarcazione abbia prestato soccorso temendo per la propria sicurezza, quella giudiziaria? Vien voglia di chiudere gli occhi.
Accordo Stati Uniti-Svizzera per superare il segreto bancario Cade, in parte, uno dei tabù che creava il “paradiso fiscale” elvetico: contro l’evasione la società Ubs fornirà al governo americano una lista di circa 10 mila conti
L'Italia non ha ancora chiesto alla Svizzera l'elenco degli evasori.
Prima di farlo, il nostro premier vuole accertarsi che il Lodo Alfano valga anche per quell'evenienza.
Secondo uno studio della Banca d'Italia"la crescita della presenza straniera in Italia negli ultimi anni non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani ma ha evidenziato una complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne". "L'afflusso di lavoratori stranieri impiegati con mansioni tecniche e operaie può, inoltre, aver sostenuto la domanda di lavoro per funzioni gestionali e amministrative, che richiedono qualifiche più elevate, maggiormente rappresentate tra gli italiani".
Ullallà! E ora come faranno i populisti della Lega a portare avanti la solita storiella del "prima il lavoro agli italiani"?
Mi domando e mi rispondo da solo. Semplice: continueranno a farlo, tanto pochi italiani verranno a conoscenza di questo studio.
Non credo sia stato il caldo la causa delle parole di Bossi sull'inno. E' che ormai è andato e dobbiamo sopportarlo. "Quando cantiamo il nostro inno, il Va pensiero, tutti lo cantano perchè tutti conoscono le parole, non come quello italiano che nessuno conosce" ha detto. Due parole, Bossi e pensiero, che sembrano non accoppiabili, ma tant'è, queste sono state le parole del leader leghista. Che ha poi aggiunto: "Lo Stato regali terreni ai giovani per renderli produttivi e dare un lavoro alle giovani generazioni". Insomma, loro devono continuare a mangiare, perciò i giovani vadano a zappare la terra.
Ma Bossi conosce da tempo Berlusconi, e ha imparato qualcosa da lui. Così oggi Umberto smentisce: "Per non parlare dei salari, delle gabbie salariali e della necessità di aumentare i salari si sono inventati che la Lega è contro l’inno italiano. Invece noi siamo per aumentare i salari e chiediamo i salari su base territoriale legandoli al costo della vita". Con abilità cambia argomento: dall'inno ai salari. Un salto carpiato per passare ad un altro tema trattato dai più grandi populisti del Paese nel solito modo. Arriveranno anche a "gli italiani non arrivano alla fine del mese" per sviare il discorso, è molto probabile. Un po' come la Brambilla, che passa dal tasso di occupazione ai cani randagi in Sardegna (video).
Però la maggioranza si spacca. Nel Pdl molti non apprezzano le parole della Lega. Tra questi anche Gasparri e Capezzone, le giovani segretarie del premier, e questo vuol dire che anche Silvio non è proprio contento.
Berlusconi ieri in conferenza stampa: "L'antimafia delle leggi contro l'antimafia delle chiacchiere: è stata questa la produzione delle leggi del governo. Sono norme importanti, che mancavano e sono state subito utilizzate".
E poi: "Siamo una maggioranza solida, saremo al governo per altri 4 anni e porteremo avanti un piano a lungo termine per sconfiggere le forze del male".
Così, Superman Silvio (o BatSilvio, o l'Incredibile Silvio, scegliete voi), visto queste due premesse ha coerentemente annunciato che non scioglierà il consiglio comunale di Fondi, nonostante il Prefetto di Latina abbia richiesto lo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa: "In Cdm sono intervenuti diversi ministri, hanno fatto notare come nessun componente della giunta e del consiglio comunale sia stato neppure toccato da un avviso di garanzia. Quindi sembrava strano che si dovesse intervenire con un provvedimento estremo come lo scioglimento della giunta".
Ma come fa notare Di Pietro: "Berlusconi fa finta di dimenticare che lo scioglimento del Comune è stato richiesto dal prefetto Frattasi circa un anno fa: cinquecento cartelle che provano l'intreccio tra mafia, politica e comitati d'affari e 17 arresti. E' dal mese di febbraio del 2008 che il ministro Maroni si ripropone di procedere allo scioglimento della giunta, sostenendo di essere in attesa del nulla osta da parte del Consiglio dei Ministri".
Non è che in questa lotta di BatSilvio contro le forze del male, la mafia fa la parte di Robin?
Da qualche giorno potete vedere nella colonna di destra un banner che rimanda al sito di un amico di Napoli, Jay, dal quale è possibile richiedere l'album da lui realizzato “Yes I Can”.
Se c’è qualche appassionato di musica hip hop (ma anche solo della buona musica) vorrei che gli desse uno sguardo, perché merita veramente tanto.
Un viaggio nell’Italia dei valori ormai dimenticata, ma che ha voglia di reagire (“Un Paese in cui è palese che ogni valore è perso, il disprezzo dell’altro sesso, la paura del diverso, il sogno perverso delle ragazzine per il successo, il permesso negato di poter essere te stesso”).
La lotta in una dura regione come la Campania, e una città come Napoli (“Una canzone per la città del Sole, per chi si rialza sempre e per la città che non muore”).
Ma sempre consapevole di potercela fare, Yes I Can si intitola, appunto (“il motto che mi spinge ad andare avanti”).
E poi un tuffo nei sentimenti di un vent’enne, “l’amore che fa volare in alto e che fa toccare il cielo”, ma soprattutto un commovente ricordo della madre scomparsa (“Mamma, mi chiedo come possa credere nel loro Dio, non ho potuto dirti addio né darti un abbraccio, avere fede, non ce la faccio, un tatuaggio sul braccio per ricordarti, una nostra foto insieme per abbracciarti, i miei sogni ricorrenti per rivederti, una canzone tentando invano di riaverti”). Un cd a 360 gradi, dunque, e con belle canzoni, di quelle che da tempo non si ascoltano in giro.
Qui potete ascoltare la promo, un medley, un mix di tutte le canzoni: