Torna in carcere uno dei nomi-simbolo di Tangentopoli. Mario Chiesa, l'uomo da cui partirono quelle clamorose inchieste, è uno dei dieci destinatari dei provvedimenti restrittivi emessi dalla magistratura di Orio al Serio per un vasto traffico di rifiuti. Chiesa, 65 anni, è considerato dagli inquirenti il collettore delle tangenti nella gestione del traffico illecito di rifiuti.
Bene, visto che per Berlusconi "Mani pulite mise fine a 50 anni di benessere", bisogna ammettere che il "benessere", come lo chiama lui, sta tornando. Anzi, a dirla tutta non se n'è mai andato.
Pare che Franceschini abbia facoltà di parola, a differenza del defunto Uòlter, e per fortuna ne fa uso.
Una settimana fa ha attaccato per la prima volta il premier sulla sua probabile candidatura alle europee, inutile e antidemocratica, dichiarando: "mancano 76 giorni alle elezioni europee ed in ognuno ricorderò a Silvio Berlusconi che è un imbroglio. Non ho posto un problema di opportunità politica per il premier, qui l’opportunità politica non c’entra, il fatto è che non si possono prendere in giro gli italiani perché per la legge non si può essere presidente del Consiglio e contemporaneamente parlamentare europeo, le norme lo vietano".
Ne avevo già parlato qualche giorno prima di questa idea, e si era scatenato un bel putiferio.
Menomale che Franceschini non è immerso nel sonno profondo del Pd (almeno pare), e certe cose va anche a dirle.
Tra l'altro si è definito solo un traghettatore: ad ottobre non si candida alle primarie. Fossi in lui farei un gran bel casino, sfrutterei l'occasione.
Tornando all'argomento, ieri Franceschini ha ribadito il concetto: "Berlusconi annunci domani che, come gli altri 26 capi di governo europeo suoi colleghi, non si candiderà alle elezioni europee".
Ma Berlusconi ama essere l'eccezione - l'eccezione antidemocratica - per questo se ne fregherà.
Aggiornamento, neanche a farlo apposta: 13:14 - Berlusconi: "Per le europee non ho esitazione a impegnarmi in prima persona. Una candidatura di bandiera? Sì, una bandiera dietro la quale un leader chiama a raccolta il suo popolo".
Avete assistito ieri al discorso di Berlusconi al Congresso del Pdl?
Io si, e non chiedetemi il perché. Non so neanche io perché mi ostino ad ascoltarlo. Ogni volta dico: "Ok, ho sbagliato, non ripeterò l'errore". L'avevo detto anche dopo essere andato a sentirlo nel pala congressi della mia città. Lì non riuscii a resistere e uscii prima del gran finale, e anche ieri, pur se in televisione, è successo questo. Non riesci a stare lì e a permettere a quell'omino di bombardarti con migliaia di fesserie, a raffica, senza respiro. É umanamente impossibile, sia che lui possa dirti tutte quelle stronzate, sia che tu possa restare in piedi, psicologicamente (e anche fisicamente forse), ascoltandole. É da Guinnes dei primati.
E ieri…o diavolo, credo che ieri ci sia stata una delle sue migliori performance.
Inizia il discorso dicendo che parlerà del presente, e poi comincia ad usare la solita tecnica infantile del "i comunisti facevano questo, mentre noi…". E così si finisce a parlare di Mao, Stalin, dei comunisti italiani e compagnia bella.
Dice che nel novembre 2007 ci fu un grande evento democratico, quando con la consultazione popolare, i berlusconiani poterono addirittura scegliere se chiamare il gruppo politico, fondato sul predellino di un auto, "partito" o "popolo".
Continua con un lungo discorso sulla libertà, perché mentre la sinistra (uff quanto è monotono) "ci allontana dalla libertà e dalla civiltà", il Pdl coraggiosamente, democraticamente, e soprattuttamente, contrappone "la religione della libertà". In realtà intendeva dire solo religione, poi gli è scappato quel "libertà".
Racconta nuovamente la storiella delle toghe rosse, della sinistra aiutata dalla magistratura e della destra che con forza resiste a questa forza eversiva.
Segue la vomitevole commemorazione di Craxi, con un lungo applauso alla figlia seduta in platea che si commuove per il gesto di un carissimo amico.
Poi il conflitto d'interessi della sinistra, che controlla l'informazione(!).
Cita anche Obama, perché "serve l’audacia della speranza", anche se lui è un po' più pallido e un po' meno bello (questa è di pochi giorni fa).
Poi ho spento la tv, perché in quel momento, usando una metafora, mi sarei tagliato le palle.




Che fine ha fatto Gaza? Perché i tg non parlano delle dichiarazioni di alcuni soldati israeliani secondo le quali "a Gaza sono stati uccisi civili inutilmente"? Perché non ci dicono che per l'Onu, Israele "ha commesso crimini di guerra"? Perché non parlano delle magliette che indossano decine di reduci israeliani con la scritta "One shot, two kills" (Un colpo, due morti) sopra l'immagine di una donna araba incinta? Perché non ci dicono che per lOrganizzazione Dottori per i diritti umani, Israele ha violato i codici etici, dato che "non solo non ha evacuato famiglie palestinesi assediate e ferite, ma ha anche impedito alle squadre palestinesi di soccorso di raggiungere i feriti"?
Intanto i bollettini dei morti non sono arrivati più: questo significa che tutti i feriti si sono ripresi.
I morti, beh, i morti sono morti, quindi non ce ne frega niente.
Va tutto bene, Italia.



Attualmente non c’è una nazione che possa considerarsi economicamente tranquilla. Si va dal Giappone, i cui dati macroeconomici sono terrificanti, ai paesi dell’est europeo che sono a rischio default vero e proprio. Chiunque, sempre se sano di mente, farebbe tutto per riuscire ad avere qualche soldo in più e, ovviamente, anche un Governo agirebbe in tal modo. In Italia no. Immaginate: ci sono 98 miliardi di euro di evasione fiscale, tra multe non pagate e imposte non riscosse, ma tutti se ne sbattono, o fanno finta. Cosa se ne fa l’Italia di quella miseria? Al massimo il buon Silvio B. li potrebbe mettere da parte per tutte le prossime manovre finanziarie del governo, roba da niente. Questa cifra, si badi bene, non è l’evasione totale italiana (stimata sui 300 e più miliardi di euro, sigh) ma è tutta attribuibile alle società concessionarie delle slot machine. La Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie di pagare qualche decina di miliardo di euro per il risarcimento del danno arrecato allo Stato ma, neanche a dirlo, tutto tace. E non solo adesso. Anche quando i due giornalisti che si sono interessati al caso, Marco Menduni e Ferruccio Sansa, chiesero informazioni a Visco, vice ministro dell’Economia del governo Prodi, non ci fu alcuna risposta.
Ma, in fondo, cosa ci frega? Godiamoci gli abbondanti 10 miliardi promessi da Silvio che graveranno tutti sul nostro già misero debito pubblico e rallegriamoci lucidando la nostra social card.
A quasi un anno dalla nascita di questo blog, si aggiunge un nuovo autore: Andrea. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda e l'età è la stessa. Vi piacerà. (Ermes)