L'onorevolissimo senatore a vita Francesco Cossiga aveva detto: "A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano."
Ieri, come un segno del destino, estremisti di destra hanno caricato gli studenti in Piazza Navona. Fascisti del Blocco Studentesco con casco e spranghe hanno assalito gli studenti che manifestavano. I fermati sono 17, di cui 14 di destra e 3 vicini ai collettivi di sinistra della Sapienza. Le forze di polizia? A guardare. Inizialmente hanno ignorato i violenti. I fascisti sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni e si sono stabiliti in testa al corteo, senza nessun impedimento. Poi gli studenti reagiscono e volano sedie e tavolini di un bar. La polizia arriva solo dopo 5 minuti. Come se li avessero lasciati fare il loro compito.
Un'ultima cosa: Cossiga deve dimettersi.
"Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano." (Curzio Maltese a La Repubblica)
Il decreto Gelmini è stato approvato in via definitiva in Senato con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Ora è legge. È legge la norma che stravolgerà la quarta o quinta scuola elementare più efficiente del mondo. Vogliono distruggere la base dell'educazione dei ragazzi. Ma vogliono anche distruggere il loro futuro, il mio futuro, con i tagli all'università e alla ricerca. Gli altri paesi aumentano i fondi destinati all'università e noi li tagliamo, drasticamente. Un miliardo e mezzo di euro che va a farsi benedire, insieme agli sforzi e ai sogni di migliaia di studenti.
Tagliare sull'università è tagliare sul futuro, e questo non possiamo permetterlo. Via con il referendum.
Avevano preparato un piano per uccidere Obama e un centinaio di studenti afro-americani, ma sono stati arrestati prima ancora che il loro folle e demenziale progetto avesse inizio. Due giovani "suprematisti" imbevuti nel credo ideologico e razzista del "potere bianco" sono stati bloccati giovedì scorso in Tennessee dagli agenti federali del Atf in possesso di un fucile, tre pistole e una carabina.
Il piano, per loro stessa ammissione di impossibile realizzazione, prevedeva come prima mossa quella di rifornirsi di armi rapinando un negozio; seguita dall'irruzione in una scuola di Nashville (di cui la polizia non ha voluto rendere noto il nome) frequentata prevalentemente da ragazzi di colore per un massacro in stile Columbine, una vera e propria azione di guerra che prevedeva l'omicidio di ben 102 studenti: 88 dovevano essere uccisi a colpi d'arma da fuoco, 14 afro-americani dovevano essere decapitati. Ultimo atto il colpo grosso: vestiti "con uno smoking bianco e cappelli a cilindro" avrebbero voluto uccidere Obama durante un comizio.(Repubblica)
Ma perché i bianchi sono così idioti? Altro che razza superiore.
È chiaro quale sia il modello perfetto di politica per Silvio Berlusconi. Una politica in cui il governo, o meglio, il governatore, ha poteri illimitati, e un'opposizione che non deve opporsi, ma solo restare a guardare. Questa idea autoritaria è stata ribadita nuovamente ieri dal nostro premier: "Veltroni si dovrebbe rassegnare: ha perso e per cinque anni non c'è più niente da fare. Invece di fare manifestazioni, dovrebbe andarsi a riposare, per prepararsi a fare una bella campagna elettorale tra cinque anni, ci lascerebbe così lavorare meglio e con più profitto per gli italiani". Non riesce proprio ad accettare che ci siano milioni di persone che non lo hanno votato. Per lui 17 milioni di voti significa il totale consenso degli italiani, ma non è così.
Poi basa la sua politica sui sondaggi: se i sondaggi dicono che è apprezzato, anche le sue scelte sono apprezzate. Quei sondaggi basati sulle domande poste a 400-500 persone, come se rappresentassero l'opinione generale.
Ma ieri ha concluso con un'altra chicca: "Di Pietro è un uomo malvagio". È così chiaro il rispetto che ha per le altre persone che io mi chiedo: "Dovrei avere rispetto nei suoi confronti?".
Ieri si è svolta la manifestazione del Pd al Circo Massimo. C'è chi dice che c'erano 300mila persone (Cicchitto in primis), c'è chi dice che ce n'erano 2 milioni e mezzo (gli organizzatori), ma non si sa il numero preciso. Certo, 2 milioni e mezzo mi sembrano troppi, ma comunque io ho visto una grande folla, una marea di gente.
Lasciamo stare da parte i numeri. Concentriamoci sulle reazioni dei Piddielliani. Ascoltandoli, sembra che il padrone Silvio abbia fatto passare un biglietto tra i suoi seguaci con su scritto "Il Pd ha perso, contano i voti".
E infatti le dichiarazioni degli esponenti del Pdl sembrano essere tutte uguali. C'è Maurizio Lupi ("Veltroni se ne faccia una ragione, la più grande manifestazione democratica di questo Paese c'è stata il 13 e 14 aprile 2008 quando gli italiani hanno scelto, con larghissima maggioranza di consensi, Silvio Berlusconi alla guida dell'Italia"), c'è Gaetano Quagliarello ("Cosa pensa l'Italia si è visto col voto"), c'è anche il re dei voltagabbana, Capezzone ("Se dice che un terzo degli italiani è con il Pd, vuol dire che i due terzi sono con Berlusconi. Se siappella al reale contro il virtuale, dimentica la cosa più reale, il voto di aprile, che ha drammaticamente bocciato il Pd"). Insomma, le persone in piazza non contano niente. Contano i voti. Contano i sondaggi, che premiano Berlusconi. Ormai Silvio fa una politica basata sui sondaggi e non sulle reali esigenze del Paese. L'opposizione non serve a niente. I milioni di persone che hanno votato Pd-Idv non meritano di essere considerati. Anche se fossero state 2 milioni e mezzo di persone, non sarebbe servito a niente, perché "gli italiani hanno votato per Berlusconi".
Le università continuano ad essere occupate dagli studenti. Tante le manifestazioni, le proteste, le lezioni all'aperto. C'è gran confusione attorno a questo decreto Gelmini, ma c'è bisogno di una puntualizzazione. Le proteste e le manifestazioni sono dovute prevalentemente al decreto 133 del nostro Giulio Tremonti. All'articolo 64, degli 85 totali, è possibile leggere (comma 6): "Fermo restando il disposto di cui all'articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall'attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012". Ciò vuol dire che la manovra prevede tagli per la scuola di 7 miliardi e 832 milioni di euro. Il decreto 137 prevede inoltre il taglio del 17% del personale Ata in tre anni (47mila operatori), ma soprattutto 87mila posti in meno di docenti.
Va molto peggio all'università (articolo 66, comma 13): "In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013."
Poi, c'è il decreto Gelmini, il decreto 137. La Gelmini non batte ciglio di fronte ai tagli del grande Tremonti e presenta questi otto semplici articoli, che possono essere valutati negativamente, ma che non hanno niente a che vedere con i veri e pesanti tagli all'istruzione. Anzi, alcuni provvedimenti possono anche essere visti con positività, come l'introduzione dell'ora di "Cittadinanza e Costituzione". Un po' meno l'idea del maestro prevalente/unico (non è che si sia capito tanto, anche se nel decreto è espressamente scritto "maestro unico") alle elementari, o l'idea del grembiulino. Proprio la scuola elementare, quella elogiata da tutti e ritenuta una delle migliori in Europa. Allora perché cambiare? Non lo sappiamo.
Comunque l'aspetto più importante di tutta la riforma, riguarda quindi il decreto 137 del ministro dell'Economia Tremonti.
Tutto questo era per rendere più chiara la situazione, visto che siamo costretti ad ascoltare la Gelmini che accusa i ragazzi di non aver neanche letto il decreto, e sentire persone come Bocchino che affermano che la manovra non riguarderà l'università. Che andasse a leggere il decreto, l'ignorante.
A Catania è stato beccato il 6 del Superenalotto da 100 milioni di euro e finalmente è finito questo strazio della "caccia al 6". È un Paese strano il nostro. Gli italiani non arrivano alla terza settimana del mese e hanno giocato 414 milioni di euro ai primi nove concorsi di ottobre del Superenalotto. Sarà stata la disperazione. E infatti questa febbre da gioco ha portato migliaia di persone a giocarsi lo stipendio o la pensione, nel desiderio di vincere il mostruoso premio, e ora navigano in cattive acque. Il Codacons ha chiesto al Ministero dell'economia, ai Monopoli di Stato e alla Sisal di intervenire a tutela dei giocatori e di tutti i cittadini, spalmando già dalla prossima estrazione l'intero montepremi previsto per il 6 tra chi realizzerà 5+1 e 5, così da porre fine alla "febbre da Superenalotto".
Se facciamo due conti, possiamo notare un risultato interessante. Su 100 euro di giocata, 49,5 euro finiscono nelle casse dello Stato. Nei primi nove mesi del 2008 la raccolta ha raggiunto 1 miliardo e 460 milioni, cioè 723 milioni intascati dallo Stato.
Insomma, l'unico modo per spingere le persone a dare qualche soldo allo Stato è il Superenalotto. Per risolvere il problema dell'evasione fiscale bisogna puntare dritti sul Superenalotto.
L'Italia continua a conquistare prestigiosi riconoscimenti. Ieri è stato pubblicato il rapporto di Reporters Sans Frontieres sulla libertà di stampa. L'Italia brilla come sempre nella classifica mondiale: è 44esima. Ci precedono paesi come Lettonia, Slovacchia, Lituania, Jamaica, Costa Rica, Namibia, Suriname, Trinidad and Tobago, Ghana, Mali, Capo Verde. Il rapporto ci indica, con la Spagna, "countries held back again by political or mafia violence", Paese fermato da violenza politica e mafiosa. Nel 2006 eravamo 40esimi, nel 2007 35esimi, poi gli eventi hanno prodotto questi risultati.
Quarantaquattresimi su 173 Paesi, non male davvero.
Classifica completa.
ROMA - Non permetteremo che vengano occupate scuole università. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine".
Occhio che questo ci mette i militari, nelle università.
Già me li immagino in tuta mimetica mentre impugnano un fucile d'assalto con calcio ripiegato, davanti la Bocconi.
"Il caso dei rifiuti a Napoli ci insegna che i problemi si risolvono procedendo passo per passo, lavorando giorno per giorno, concentrandosi per settimane. Non si risolvono certo andando in piazza...". Questa idiozia l'ha detta il nostro premier Silvio Berlusconi. Vi prego, qualcuno gli faccia notare che l'emergenza rifiuti in Campania non è finita! Qualcuno gli faccia fare un giro turistico per la Campania. Ma soprattutto, qualcuno gli dica che scendere in piazza è la manifestazione più democratica che si possa vedere. È partecipazione, interesse. Cosa c'è di più democratico di migliaia di persone riunite per il medesimo scopo? In questo caso, cioè la manifestazione del 25 ottobre del Pd, lo scopo è contestare il governo per la mancanza di provvedimenti per quanto riguarda il precariato, l'economia, la sicurezza sul lavoro, e tanto altro. Dire no a quelle poche decisioni prese fino ad ora, tra un Lodo Alfano e un blocca-processi. Già, perché fino ad ora è stato fatto ben poco. Qualche centinaio di militari nelle città, qualche (per così dire) taglio alla scuola e alle università, una cordata Alitalia che non si regge in piedi. Sono stati molti di più i tentativi di difendere gli interessi del premier, che quelli dei cittadini. Allora si scende in piazza, perché la piazza è inviolabile.
Walter Veltroni ieri, a Che tempo che fa, ha detto che ormai l'alleanza con l'Italia dei Valori è finita, da quando Di Pietro ha stracciato il patto. Ora, io non condivido ovviamente tutto ciò che afferma Antonio Di Pietro, ma sicuramente a me, come a tante altre persone, l'Idv appare come l'unico e ultimo baluardo di opposizione nel nostro Paese. Allora per Veltroni, staccarsi dall'unico partito che fa vera opposizione di piazza e vera opposizione in Parlamento è una mossa autolesionista. Veltroni è colui che "non appoggio il referendum perché ho paura di perderlo", Di Pietro è colui che "faccio il referendum così Silvio abbassa la cresta". Sono due modi di pensare totalmente diversi. Di Pietro potrà anche esagerare qualche volta, ma molte persone vogliono proprio questo, perché con Berlusconi bisogna esagerare. Bisogna usare parole forti, come regime, dittatura. Bisogna contrastare ogni sua mossa. Meglio essere ricordati per chi ha veramente tentato di fermare il delirio, che chi ci ha provato ma pacatamente e serenamente. Vedendo gli ultimi sondaggi, Veltroni ha potuto notare come i cittadini si sentano più rappresentati dall'Idv che dal Pd (46% contro il 30%). Allora è chiaro che questa ultima mossa è da masochisti puri.
"L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, alla luce dei dati del monitoraggio del pluralismo politico relativi al periodo da aprile a settembre del corrente anno, pubblicati oggi sul proprio sito internet www.agcom.it, ha indirizzato un invito alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private affinché assicurino un maggiore equilibrio dell’informazione, in particolare nei telegiornali.
Infatti, pur considerando che non si è in periodo elettorale, durante il quale valgono regole più rigide, dal monitoraggio è emerso uno squilibrio sia nel rapporto tra le diverse forze politiche, sia nel rapporto tra le forze politiche e il Governo, dando, in alcuni casi, prevalenza a quest’ultimo.
Pertanto, le emittenti sono state invitate a riequilibrare l’informazione osservando maggiormente i principi generali di completezza e correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento, validi anche in periodo non elettorale." (Agcom)
No, ma cosa mi dite mai. I tg danno troppo spazio al governo? Ma se sono i tg più liberi d'Europa, sono trasparenti. Non me lo aspettavo proprio.
Anche Emilio Fede ha espresso la sua perplessità di fronte al comunicato dell'Agcom: "Ah, in parlamento esiste anche l'opposizione?".
Mentre Berlusconi ha dichiarato: "Sappiamo da sempre che l'Agcom è comunista".
