Ieri il nostro premier Silvio Berlusconi ha compiuto 72 anni. Un 72enne che progetta il futuro di giovani 20enni, e sappiamo come.
Non tutti sanno che il nostro, è il Presidente del Consiglio più vecchio d'Europa. Ho fatto una ricerca ed ecco i risultati:
Presidenti del Consiglio; Paese; Data di nascita
François Fillon Francia 1954
Angela Merkel Germania 1954
José Luis Rodríguez Zapatero Spagna 1960
Gordon Brown Regno Unito 1951
Heinz Fischer Austria 1938
Yves Camille Désiré Leterme Belgio 1960
Sergej Dmitrievič Stanišev Bulgaria 1966
Anders Fogh Rasmussen Danimarca 1953
Andrus Ansip Estonia 1956
Matti Taneli Vanhanen Finlandia 1955
Demetris Christofias Cipro 1946
Konstantínos Alexandrou Karamanlís Grecia 1956
Brian Cowen Irlanda 1960
Ivars GodmanisLettonia 1951
Gediminas Kirkilas Lituania 1951
Jean-Claude Juncker Lussemburgo 1954
Lawrence Gonzi Malta 1954
Jan Peter Balkenende Paesi Bassi 1956
Donald Franciszek Tusk Polonia 1957
José Sócrates Carvalho Pinto de Sousa Portogallo 1957
Mirek Topolánek Repubblica Ceca 1956
Călin Popescu Tăriceanu Romania 1952
Robert Fico Slovacchia 1964
Janez Janša Slovenia 1958
John Fredrik Reinfeldt Svezia 1965
Ferenc Gyurcsány Ungheria 1961
Le frequenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi scivolano via dalla nostra attenzione come se non valessero niente. Probabilmente per ognuna di queste affermazioni, in un altro Paese si scatenerebbe un bel casino.
Berlusconi, in un'intervista a Vespa ha detto: "Dobbiamo ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei che prevede il rinvio dei processi contro le quattro più alte cariche dello Stato sino alla fine del loro mandato, facendo salvi i termini della prescrizione". Qualcuno gli avrebbe potuto far notare che il Lodo Alfano è un'anomalia tutta italiana, ma figuriamoci se Vespa avanza delle domande al suo Padrone.
Poi continua con il processo Mills, definendo il giudice Gandus "un'attivissima militante della sinistra estrema","un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparirlo. È curioso sostenere, come ha fatto la Corte d'Appello, che Nicoletta Gandus, pur essendo un mio palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla Costituzione".
Militante di estrema sinistra. Mio nemico politico. Ma vi rendete conto? Non facciamo più caso alla gravità di queste parole. Fanno parte ormai dei frequenti commenti degli esponenti del centrodestra, ma non sarebbero tollerati in nessun Paese democratico del mondo. Svegliamoci.
Finalmente! Questa mia esclamazione è dovuta all'intervista di Walter Veltroni rilasciata al Corriere della Sera. È un sospiro liberatorio. Finalmente il leader del Pd prende decisioni ferme e determinate. "Viviamo un tempo che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione, rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. È il rischio di tutto l'Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l'autonomia dei poteri come un ostacolo da rimuovere" ha dichiarato Veltroni. E ancora: "Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento", "Il governo addita negli immigrati un nemico; ma se espelli un uomo dalla società, si comporterà come un espulso, e avremo un Paese non più sicuro ma meno sicuro, in cui già ora accadono episodi gravissimi di intolleranza, di caccia allo straniero. L'assassinio di Abdul per un pacco di biscotti è un segno del tempo peggiore. C'è tutto: la povertà, l'esasperazione, il razzismo."
Si Uòlter, bravo Uòlter. Non so dove sei stato fino ad oggi, ma va bene così. Finalmente hai detto qualcosa di sinistra. E questo era l'importante.
I candidati alla Casa Bianca hanno iniziato a confrontarsi in tv. Noi un confronto Berlusconi-Veltroni neanche ce lo sognavamo, ma non è questo il punto. Dopo il dibattito di venerdì sera, Obama e McCain hanno dichiarato entrambi vittoria, anche se sembra che nessuno sia prevalso sull'avversario. Da un lato abbiamo Barack Obama, il cambiamento che, diciamolo, fa un po' paura all'America. Dall'altro il vecchio McCain, affiancato da Sarah Palin, una giovane politica concentrata sulla guerra, sulle armi e compagnia bella. Obiettivamente fanno abbastanza ridere i congressi dei repubblicani. Tutti con quei cappelli alla Clint Eastwood. Credono tutti di essere dei cowboy, ma sono ridicoli, assomigliano a Chuck Norris in Walker Texas Ranger.
Non amo le elezioni americane. Per mesi e mesi non si fa altro che parlare dei due candidati. È uno sfinimento continuo che si conclude con il resto del mondo fermo ad aspettare il risultato delle elezioni. Poi tutti questi congressi esagerati. Le campagne elettorali vengono a costare milioni e milioni di dollari. Almeno in questo non li imitiamo.
Non li imitiamo neanche negli spot elettorali. Immaginate di vedere durante l'intervallo di un film, uno spot di Berlusconi che ride, si esalta e parla dell’avversario. Naturalmente per parlare dell’avversario, si cade sempre nell’insulto, qui in Italia. No, non lo vorrei vedere.
Vorrei vedere dei candidati che non strappano il programma dell'avversario sul palco. Vorrei vedere un giornalista che faccia delle domande chiare al candidato. Vorrei vedere un comico, un attore satirico che possa ospitare il candidato e punzecchiarlo con qualche battuta.
Vorrei vederli, ma non ci sono.
Vi sarete accorti che in questi giorni non ho parlato della vicenda Alitalia, anche se lo hanno fatto tutti fino allo sfinimento. Non ho affrontato la situazione, prima di tutto perché era, ed è, molto confusa. Prima si rompe la trattativa, poi si riapre, i sindacati firmano, i piloti no. Comunque non ne ho parlato, soprattutto perché in definitiva noi non sappiamo neanche cosa c'è scritto nei contratti proposti dalla Cai ai lavoratori. Avrete ascoltato esponenti del Pdl dire che era una buona offerta, altri del Pd dire che era un'offerta impresentabile. Ma tutti, persone comuni, lavoratori normali, molti blogger, magari qualche giornalista, insomma, cani e porci, ne hanno parlato senza sapere assolutamente niente. Abbiamo ascoltato dipendenti dell'Alitalia protestare perché lo stipendio sarebbe stato bassissimo (addirittura 2,9 euro all'ora). Abbiamo visto altri dipendenti manifestare il proprio consenso per i nuovi contratti lavorativi. Dipendenti di terra e piloti divisi in due schieramenti. Ma noi non sapevamo, e non sappiamo, niente. Io, personalmente, non ce la faccio ad esprimere giudizi su degli argomenti che non conosco. Non posso basarmi su singole dichiarazioni. Certo, nel complesso si può dire che è una trattativa assurda, impregnata da conflitti di interesse, non chiara e con un futuro tutt'altro che sicuro.
So solo che questa situazione si sarebbe evitata, se i sindacati, ma soprattutto se Berlusconi, avesse messo da parte la storiella della compagnia di bandiera e avesse accettato l'offerta Air France.
Non sono solo i giornalisti ad accorgersi della mafia solo quando ci sono delle stragi. Anche i politici si comportano in questo modo. La camorra, come Cosa Nostra e la 'Ndrangheta, è sempre lì, intenta a succhiare il sangue del nostro Paese e annientando la libertà di migliaia di persone. Ma i politici sembra che non lo sappiano. Fanno finta di niente. Come se la mafia non avesse un fatturato da 90 miliardi di euro all'anno.
Ecco che Maroni dichiara che "siamo di fronte a una guerra civile che la camorra ha dichiarato allo Stato e questo deve rispondere con tutti i mezzi". Con "tutti i mezzi" si intendono i 500 inutili militari.
Credono di vincere la guerra con 500 militari. Cinquecento militari contro 236 famiglie di camorristi.
E le altre mafie? Restano lì. Tanto non danno fastidio. La 'Ndrangheta succhia al Paese 44 miliardi di euro (2,9% del Pil), ma ce ne ricordiamo solo quando succedono stragi come quella di Duisburg. Cosa Nostra, invece, vive solo quando fa saltare in aria dei magistrati. In Sicilia e in Calabria non manderemo neanche un militare.
È assurdo che dei politici credano di sconfiggere la camorra con qualche militare, e dimenticare le altre organizzazioni mafiose. È un delirio totale.
Sarà una disfatta. La Caporetto del XXI secolo.
Roberto Maroni ha riferito le novità decise dal Consiglio dei ministri sul tema sicurezza. La notizia più importante è che 500 militari saranno utilizzati nelle "aree dove si ritiene di assicurare maggiore controllo del territorio, vista l'evidente emergenza criminale". In questi giorni, Castelvolturno è al centro della cronaca nazionale per l'omicidio a colpi di kalashnikov dei sei immigrati africani dal parte della camorra.
Premettendo che l'emergenza camorra c'è sempre stata, non servono le stragi per rendersene conto, mi accorgo di come non sia chiaro ai telegiornali, e all'informazione in generale, che non tutti i 500 militari verranno mandati nel Casertano. Bene, facciamo un ipotesi: 300 militari vengono mandati nelle zone della provincia di Caserta. Trecento militari in 2639 km². Trecento militari in mezzo a 892 mila abitanti. Credo sia già chiara la situazione. Ma riflettete su un'altra cosa: credete che una massa di mafiosi strafatti di coca e ubriachi si accorga, ma soprattutto, si spaventi di 300 militari? Non credo. Basterebbe girare l'angolo per sbarazzarsi dei militari.
Negli anni '90 furono mandati 20mila militari solo in Sicilia, per combattere la mafia. Ma i tempi sono cambiati: ne basteranno 500.
Per un deputato dell'Udc vengono richiesti 8 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e in tv non viene detto. Nessun giornalista che abbia riferito la notizia, e infatti Casini non ha sentito neanche il dovere di commentare. Se nessuno gli chiede di commentare, perché dovrebbe farlo (così funziona in Parlamento)? Anzi, forse è meglio: Casini non dichiarerà di credere nell'innocenza di Mannino, come ha fatto con Cuffaro.
L'emergenza rifiuti in Campania non è finita e in tv non viene detto. A Berlusconi è bastato togliere un po' di immondizia dal centro di Napoli, per scattare qualche foto, mandarla nei tg e fregare tutti quanti. È stata una mossa in pieno stile berlusconiano, cioè chiaramente propagandistica, ma qualcuno dovrebbe dirgli che la campagna elettorale è finita.
Tremila militari sono nelle città più importanti del nostro Paese e in tv non viene detto. Parliamoci chiaro: non viene detto proprio niente. Mi sarei aspettato un aumento di sicurezza dei cittadini del 1000% o l'annuncio di grandi attentati sventati, ma si sono resi conto che non è così, quindi non ne parlano.
Il viaggetto del Papa in Sardegna ci è costato 1 milione e 400 mila euro e in tv non viene detto.
Un canale televisivo ci costa 350 mila euro al giorno, grazie ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea, ma in tv non viene detto.
Tutto ciò che ci riguarda, in tv non viene detto.
Quasi dieci milioni di persone hanno visto la puntata finale di Veline 3 giorni fa. Ecco, è questo che mi fa incazzare.
E mi fa incazzare anche che abbiano vinto due 18enni. Hanno vinto la gara a "chi è la più cretina". Erano lì ad aspettare il risultato con le lacrime agli occhi pregando il Dio che le aiutasse a diventare finalmente veline. Il sogno di una vita. Mi fa incazzare che i genitori dal pubblico urlassero piangendo. Urlavano il numero che portavano addosso. 1! 4! Madri e padri che ammirano il trionfo della cretineria delle loro giovani figlie, come se le avessero create per vederle in televisione. Il loro modello si chiama Elisabetta Canalis, e di questo ne vanno fiere. Finalmente potranno vendere il loro corpo a milioni di italiani. Finalmente potranno mostrare la loro stupidità a milioni di italiani. Finalmente sono entrate nel giro. Si rifaranno anche il seno e faranno un bel calendario. Magari entreranno in politica e diranno a tutte le donne di non vendere il proprio corpo. È questo che volevano. Le concorrenti sconfitte non perderanno la speranza. Saranno lì l'anno prossimo. Perché un sogno non si mette via da un giorno all'altro. Torneranno a battersi per essere le più cretine.
(Prima e ultima volta che parlo di veline. Non gliela do questa soddisfazione.)
Ogni giorno che passa mi rendo conto sempre di più che dalla vecchia Dc alla nuova Udc è, di fatto, cambiato solo il nome. Resta il logo: lo scudo crociato bianco e rosso con la scritta "Libertas". Restano gli strani rapporti con la mafia. L’ultimo caso è quello di Calogero Mannino (in foto), ora deputato: il procuratore generale di Palermo ha chiesto 8 anni di reclusione per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per il quale sarebbe colpevole per i fatti avvenuti dal 1981 in poi. Ma è solo l’ultimo episodio. Impossibile dimenticare quel Giulio Andreotti riconosciuto colpevole per il reato di partecipazione all'associazione a delinquere di tipo mafioso, ma sfuggito al carcere grazie alle prescrizione del reato. Ora è senatore a vita.
Poi c’è Salvatore Cuffaro, ormai conosciuto da tutti, senatore Udc con a carico una condanna a 5 anni per favoreggiamento semplice. Ma è semplice, quindi può andare in Senato.
Alla camera c’è Francesco Saverio Romano, di cui già avevo parlato, nominato dal collaboratore di giustizia Francesco Campanella per quanto riguarda le elezioni del 2001.
Al Senato c’è Salvatore Cintola: due anni fa ad Altofonte, stando alle intercettazioni, la sua campagna elettorale era stata condotta pure da mafiosi.
Per libertas intendono la piena libertà di avere rapporti con mafiosi?
C’è un congresso che si svolge questi giorni a Colonia, in Germania. È un congresso anti-islam. Una roba che non si dovrebbe neanche permettere diciamo, contro ogni rispetto della religione musulmana, ma soprattutto dei musulmani. Qui, a Berlino, si riuniscono tutti i razzisti d’Europa. Tutti guidati da quella profonda xenofobia che porta in ogni occasione a violenze. Manifestano contro la costruzione di una moschea nel quartiere popolare di Ehrenfeld. Ieri i manifestanti hanno visto un uomo. Sembrava un turco, per questo lo hanno aggredito. L’uomo è scappato e si è rifugiato raggiungendo la polizia. Uomini che diventano animali, un branco di animali.
Ad un evento come questo non poteva mancare Mario Borghezio. Quando sente islam gli si rizzano le orecchie. Quando sente queste aggressioni si eccita. Allora lui e la sua testa vuota sono andati a Colonia. Per continuare a farci vergognare di essere italiani. Questo maiale è membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.
Ma si è verificato un fatto strano: i contromanifestanti di sinistra sono più dei manifestanti anti-islam. Non se l'aspettavano. Sono pochi, spariranno.