Il Nano le sta provando tutte per salvare Rete 4 dalle grinfie del malefico Europa 7. Dopo aver sorvolato sulle tre, 3, sentenze della Corte costituzionale che impongono a Mediaset di scendere da 3 a 2 reti, e dopo aver chiuso gli occhi sulla sentenza della Corte di giustizia europea, nella quale si afferma che il regime italiano "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati", ha provato e continua a provare ad evitare il passaggio delle frequenze di Rete 4 ad Europa 7 con l'ennesima legge ad personam.
Vogliamo centrali nucleari e già adesso non sappiamo neanche dove mettere le scorie nucleari delle 4 centrali nucleari che hanno lavorato in Italia per qualche anno, prima del referendum del 1987.
Il Papa ha parlato alla 58esima assemblea della Cei. Riassumendo il suo discorso, papa "boss" Ratzinger ha invitato la politica al dialogo e avverte "un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo", insomma, apprezza il lavoro svolto da Berlusconi fino ad ora. Poi ha parlato delle scuole cattoliche: ''In uno Stato democratico non sembra giustificarsi l'esclusione di un adeguato sostegno all'impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico''. Questo supporto gioverebbe alla qualità dell'insegnamento, dice, non alle casse della Chiesa, che già accolgono 9 miliardi di euro tra finanziamenti e vantaggi fiscali. Per quanto riguarda la famiglia, per papa Ratzinger, "deve affermarsi una cultura favorevole, e non ostile, alla famiglia e alla vita". Per me le coppie omosessuali sono delle famiglie, e vedo solo l'ostilità della Chiesa. 
L'università la Sapienza ha detto no al convegno sulle foibe che Forza Nuova avrebbe dovuto tenere giovedì mattina. Il Coordinamento dei collettivi ha definito questo risultato una grande vittoria degli studenti democratici e antifascisti della Sapienza, affermando che "l'università pubblica non può e non deve concedere alcuno spazio ad iniziative ed organizzazioni di chiara matrice neofascista come Forza nuova".
Era chiaro che i neofascisti non avrebbero digerito il rifiuto, e infatti si sono comportati come sono soliti. Questa mattina, mentre degli studenti stavano attaccando dei manifesti, sono arrivate tre auto di fascisti che sono scesi con spranghe e coltelli. Risultato: un ragazzo accoltellato e altri con la testa spaccata.
Come si può tollerare un partito con chiare idee fasciste e razziste, che si avvale dell'aiuto di questi gruppi di neofascisti, idioti e decerebrati?
Questo partito cerca di unire quelle poche persone che non hanno un minimo di intelligenza, pieni di un ignoranza storica, con l'intento di racimolare qualche voto.
E poi si ritrova in situazioni come quelle di Verona, con un aggressione iscritto a Forza Nuova, in cui il partito è prontissimo a dissociarsi dal comportamento di uno suo iscritto e ad evidenziare la sua estraneità. Quasi un comportamento da codardo.
Neanche dovrebbero avere il permesso di presentarsi alle elezioni, come hanno fatto all'ultima occasione, rimediando uno 0,30% alla Camera e uno 0,26% al Senato. Ecco, per fortuna che sono pochi. Violenti e aggressivi, ma pochi.


La mia era un'affermazione, e credo che ormai non ci siano più dubbi in merito. L'Italia vive un periodo intriso di xenofobia e animato da sempre più frequenti atti neonazisti. L'ultimo ieri: a Roma si è assistito ad una vera e propria spedizione punitiva ai danni di extracomunitari, nel quartiere Pigneto. Assaliti molti negozi e picchiato un immigrato a bastonate dal gruppo di naziskin. Ma non è tutto, il delirio romano si consuma di nuovo poche ore dopo, quando Cristian Floris, conduttore del portale DeeGay.it, viene aggredito, probabilmente da un gruppo strettamente legato a quello delle aggressioni di Pigneto. Secondo Floris "è tutta colpa del clima che respiriamo in questi ultimi tempi".

Quando ho letto la notizia è partito un urlo che ha spazzato via la quiete post-pranzo.
Claudio Scajola: "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione".
Ciò che molte persone non volevano sentire, l'hanno sentito oggi, con le parole del nostro ministro dello Sviluppo Economico.
Nell'epoca delle fonti di energia rinnovabili, si pensa e si parla ancora di un ritorno al nucleare.
Centinaia e centinaia di studi, bocciano senza attenuanti il nucleare.
Dipendiamo per l'80% del nostro fabbisogno energetico dall'estero, soprattutto per petrolio e gas naturale.
Per recuperare appena il 30% del nostro fabbisogno dovremmo costruire almeno 20 centrali nucleari e attendere almeno 10 anni affinché la prima centrale vada a regime.
La maggior parte dell'uranio si trova in Canada, Russia, Nigeria, Namibia, Stati Uniti ed Australia: l'Italia dovrebbe comunque importarlo. Le riserve di uranio dureranno ancora per 60-70 anni.
Il nucleare è un'idea altamente costosa. Per costruire una centrale nucleare da mille megawatt il costo si aggira sul miliardo e 200 milioni di euro, al quale vanno aggiunti i costi di smaltimento delle scorie e di smantellamento della centrale.
Inoltre alcuni isotopi dell'uranio restano radioattivi per centinaia di migliaia di anni, non esiste uno smaltimento totale.
Non sono da sottovalutare i rischi di incidenti in un Paese sismico come il nostro.
Secondo uno studio di Greenpeace, per il fabbisogno energetico di un Paese basterebbero il solare e l'eolico. Ogni giorno
Per Greenpeace, il nucleare rappresenta praticamente un vicolo cieco, e anche Legambiente boccia l'idea nucleare.
Decine di docenti e ricercatori credono che l'opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi.
Ripongo le mie speranze nelle 8 persone su 10 che nel 1987 risposero no al nucleare.
Si sta svolgendo in queste ore il primo Consiglio dei ministri, a Napoli.Secondo problema: ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta socialista di tenere oggi un dibattito sulle condizioni dei rom in Italia e in Europa. Il capogruppo dei socialisti al Parlamento europeo, Martin Schulz, ha chiarito: "Chiediamo una dichiarazione generale, che prenda le mosse dall'Italia, ma che non si limiti all'Italia". Il dibattito parte, dunque, dalla situazione in Italia, e Schulz vuole sapere "che cosa ha fatto e cosa farà in futuro per evitare che il fenomeno si esprima in modo così massiccio".
Naturalmente, ricorderete lo scontro tra Berlusconi e Schulz al Parlamento europeo, con quell'indegna frase del nostro Presidente del Consiglio: "C'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò".
Ma non è tutto. Vittoria Mohacsi, l'eurodeputato rom di origine ungherese è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr) per capire cosa sta succedendo in Italia. Sabato ha visitato due campi nella capitale e domenica è stata Napoli.
Ha raccontato le aggressioni quasi quotidiane da parte dei poliziotti sugli immigrati, della sparizione di dodici bambini accusati di accattonaggio a Napoli e ha evidenziato le orribili condizioni delle baracche in cui vivono gli immigrati, "come se fosse ad Auschwitz" ha detto una donna.
Ieri sono arrivate critiche anche dal Consiglio d'Europa: il commissario per i Diritti umani, Tohmas Hammaberg, ha dichiarato che "non tutti in Italia fanno la distinzione fra chi delinque e la stragrande maggioranza dei rom".
Intanto Roberto Maroni è intenzionato a presentare nel pacchetto sicurezza che il governo varerà al Consiglio dei ministri di domani, il reato di immigrazione clandestina.
In fondo, nelle carceri attualmente ci sono 50.800 persone, contro i 49.149 posti letto ammessi dalla legge.
Emigriamo.
Da La domenica del villaggio e da Miss Italia al Parlamento è un bel salto, ma nulla è impossibile per Mara Carfagna.