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A Coccaglio, nel bresciano, l'amministrazione di destra (con sindaco leghista) è decisa a controllare tutti i permessi di soggiorno del suo paese e a revocare la residenza, entro Natale, agli extracomunitari non in regola, in un'operazione di controllo denominata "White Christmas". Tutto questo perché "il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". Quindi via tutti gli immigrati a calci nel sedere. Bisogna ripulire tutto prima che arrivi il bianco Natale.
Quanto sono cristiani questi leghisti. Essere cristiani in fondo non significa seguire i principi di solidarietà, o quantomeno di umanità, ma andare dal Papa, mostrandosi, per poi vantarsene anche, come il sindaco della suddetta città : "Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov’era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa".
Viva ilNatale ariano.
Magnifico questo video.
Due giorni fa viene arrestato il boss Domenico Raccuglia, considerato il numero due di Cosa Nostra, e i siciliani festeggiano tutti insieme con le forze dell'ordine:
Il numero delle persone che soffrono la fame ha raggiunto il picco storico di 1,02 miliardi, un sesto della popolazione totale del Pianeta. Ogni 6 secondi un bambino nel mondo muore di fame.
Il direttore generale della Fao Jacques Diouf ha convocato a Roma un nuovo vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, chiedendo ai governi investimenti pari a 44 miliardi di dollari all'anno.
Diouf ha infatti dichiarato che "pensare di sradicare la fame in tempi di crisi economica senza un rilancio del settore agricolo e rurale ed un sostegno concreto ai 2 miliardi di piccoli agricoltori che rappresentano un terzo della popolazione mondiale, è impensabile. Quindi occorre destinare maggiori risorse all'agricoltura, investendo nel settore rurale e agricolo circa 44 miliardi di dollari all'anno (cifra che, secondo gli esperti della Fao, corrisponde a quel 17% del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta consentì all'India e ai Paesi dell'America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la "rivoluzione verde"). A tutt'oggi all'agricoltura sono destinati solo il 5% delle risorse, percentuale che era del 3,6% prima del G8 dell' Aquila".
Questi nuovi soldi non ci saranno: la bozza del documento finale approvata per acclamazione prevede cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame, ma niente soldi. Solo la (ennesima) promessa di dimezzare il numero degli affamati entro il 2015, senza sapere come.
Il Governo ha presentato ieri al Senato il disegno di legge sulla giustizia. E' uno schifo immondo, intitolato "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi". Ah, questa sì che è una tutela.
Con tre semplici articoli si cerca di raggiungere la certezza della fine dei processi, facendo leva sulla "ragionevole durata", espressa nel ddl. Ma non la certezza della pena, quella è un'altra cosa, scomoda.
I processi durano in media 7 anni: noi li facciamo durare 6. Due anni in primo grado, due in secondo e altri due in Cassazione. Come sia possibile raggiungere questo obiettivo senza stanziare dei fondi per il sistema giudiziario, nessuno lo sa.
Si sa, invece, che il ddl prevede la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero. Si sa, come riferisce l'Associazione nazionale magistrati, che i reati destinati ad andare in prescrizione sono: "abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino". Pochi.
Casualmente sono inclusi i reati di frode fiscale e di corruzione in atti giudiziari, e casualmente due processi a carico di Berlusconi si fondano proprio su queste due accuse (frode fiscale Mediaset e corruzione di Mills).
Si sa che andranno in fumo alcuni dei principali processi attualmente in corso: Parmalat, Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit, lo scandalo rifiuti della Regione Campania e lo scandalo della clinica Santa Rita.
L'ennesima follia berlusconiana.
I crocifissi da difendere, quelli veri, non sono quelli appesi ai muri delle scuole. Sono altri. Sono uomini e donne che fanno fatica. Che non ce la fanno e muoiono di stenti. E' verso di loro che non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. E' verso di loro che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
«Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l'ha fatta».
Abbiamo partecipato al suo funerale. C'erano tante persone, molte nemmeno lo conoscevano, ma erano lì ugualmente, a condividerne la sofferenza e il dolore.
«E' giusto lottare per difendere i simboli di quello in cui crediamo, ma allo stesso tempo bisognare stare molto attenti a non cedere al puro idealismo. Lo dice il Vangelo stesso: i pezzetti di Dio sono sparsi nel mondo che ci circonda. Li troviamo ovunque. Nel concreto, nella vita di tutti i giorni, tra le persone che vivono accanto a noi, e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo dell’esistenza. E' con queste realtà che dobbiamo imparare ad avere a che fare e a misurarci.
«Bisogna imparare a vivere con corresponsabilità, come i tanti e tanti volontari che dedicano il proprio tempo a un bene che non è esclusivamente loro, ma pubblico, di tutti quanti. Dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa, nei grandi nuclei urbani come nei tanti piccoli paesi di provincia. La partecipazione è il primo passo in favore dei più deboli.
«I crocifissi non si difendono soltanto con le parole. Infatti queste troppe volte non bastano. Bisogna imparare ad affrontare la realtà con concretezza, e tendere la mano alle persone sole, a chi non ha più una famiglia e a chi non può ricorrere all'aiuto dei propri cari».
Il Governo vuole giungere ad una riforma della giustizia che sia in grado di ridurre i tempi dei processi. Girava l'idea di una prescrizione breve per aiutare il premier a smarcarsi ancora una volta dai problemi giudiziari, ma questo progetto sembra sia stato escluso, a meno di successivi emendamenti subdoli e vigliacchi durante la discussione parlamentare.
Pare, insomma, che questa volta le faccende personali di Berlusconi non dovrebbero orientare una riforma che riguarda la totalità del sistema giudiziario. Dico "pare", perché con questi personaggi non si è mai sicuri, e in passato ce lo hanno dimostrato. Bisogna essere cauti, come dicono nel Partito Democratico ("Bisogna aspettare il testo"), ma non chiusi come l'Italia dei Valori, con Di Pietro che parla di atto criminale, quando ancora nessuno sa cosa preveda concretamente la riforma.
Di Pietro che, tra l'altro, ha ricevuto 10 domande dal quotidiano Micromega. Domande firmate da Salvatore Borsellino e Andrea Scanzi, "sulle quali ritengono che dai vertici del partito fin qui risposte sufficientemente chiare non siano arrivate". Dall'illegalità all'interno del partito alla democraticità del sistema dirigenziale. Si attendono le risposte.
(Clicca qui per leggere le domande di Micromega)
Ieri sono accaduti diversi fatti interessanti.
In serata è arrivata alla Camera la richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare nei confronti di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e coordinatore regionale del Pdl. A Cosentino, che sarebbe stato probabilmente scelto come candidato alla presidenza della Campania, sarebbe ipotizzato il reato di concorso esterno in associazione camorristica. E Cicchitto la definiva una candidatura di alto profilo e di garanzia da ogni punto di vista. Punti di vista. Beppe Pisanu, deputato del Pdl, ha dichiarato: "Io non candiderei nessuno se sospettato anche infondatamente finché quel sospetto non fosse stato fugato". Dirlo a Berlusconi, no?
Ma il culmine è stato raggiunto con l'ennesimo editoriale del direttore del Tg1 Minzolini contro la magistratura. Ne ha dette di tutti i colori: "L'abolizione dell'immunità parlamentare è stata "un vulnus" alla Costituzione e c'è da auspicare che sia sanato", "la riforma costituzionale del '93 fu un atto di sottomissione della politica alla magistratura", "i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati da magistrati" e molto altro ancora. Proprio il giorno in cui viene richiesto l'arresto del sottosegretario all'Economia...
A forza di attaccare i programmi di Rai Tre, definendoli comunisti e robaccia di sinistra, Berlusconi riesce ad ottenere ciò che vuole.
Ieri il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha annunciato che verrà sostituito il direttore di Rai Tre Paolo Ruffini, nonostante dal niente e quasi con niente sia riuscito a creare una rete televisiva con programmi di alta qualità e con ascolti altissimi.
Report, Presa Diretta, Che tempo che fa, Ballarò: tutti programmi scomodi al premier, tant'è che questo ha mandato settimane fa un suo "uomo", il ministro Fitto, proprio nel programma di Floris a leggere questa fantomatica lista (video che ho pubblicato dal titolo "L'indice dei programmi proibiti", che potete vedere nel caso voleste rendervi conto a che livello siano arrivati).
Mentre si cerca di tappare la bocca a Rai Tre, in politica si discute delle candidature per le prossime elezioni regionali. Il Pdl vuole proporre in Campania Nicola Cosentino, ora sottosegretario all'Economia e spesso tirato in ballo da pentiti della camorra (tra tanti candidati proprio lui, viene da chiedersi). Ma Cicchitto ieri sera al Tg1 mi ha rassicurato: "Credo che sia del tutto scontato che noi scegliamo come Popolo delle libertà delle candidature alla presidenza della regione che siano di alto profilo e di garanzia da ogni punto di vista". Alla faccia.
"Non voglio essere preso di mira dai talebani cattolici" Massimo Albertin, il cui ricorso per la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche è stato ieri approvato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
C'è Bruno Vespa che ha scritto questo maledettissimo libro dal titolo "Donne di cuori", in uscita venerdì.
Dico maledettissimo perché da dieci giorni a questa parte non passa un'edizione di un telegiornale senza che si apra la pagina politica con una dichiarazione che Silvio Berlusconi ha fatto proprio a Vespa. Dal "se condannato non mi dimetto" al "nessuno ha armi per ricattarmi": tutte rivelazioni del premier fatte al giornalista della Rai. Delle anticipazioni che vengono date ogni giorno, in ogni notiziario di ogni rete. Tutte "tratte dal nuovo libro di Vespa".
Dopo anni e anni nei quali Vespa si è inchinato davanti al padrone, dimenticando il suo ruolo di giornalista e la sua dignità, ora riceve una ricompensa. Gli scoop del presidente del Consiglio, tutti nel suo libro, da comprare ovviamente.
Ricapitolando.
I famigliari di Stefano Cucchi sono convinti che lui è stato massacrato in carcere.
Gli avvocati della brigatista Diana Blefari Melazzi, suicidatasi due giorni fa, dicono che lei non è stata curata perché terrorista (soffriva di un "grave disturbo psicotico della personalità").
Un nastro è stato recapitato al giornale locale La Città di Teramo, in cui è possibile ascoltare degli agenti di polizia penitenziaria dire: "Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto" (la Procura di Teramo ha ora aperto un'inchiesta).
Aggiungiamo le carceri strapiene.
Aggiungiamo che dal 1980 al 2007, 1.371 detenuti si sono tolti la vita nelle carceri italiane (con frequenza dei suicidi 21 volte superiore rispetto al resto della società: uno ogni 924 detenuti rispetto a uno ogni 20mila abitanti).
Aggiungiamo che ogni anno si registra in media un suicidio ogni 70 detenuti, un atto di autolesionismo ogni 10, uno sciopero della fame ogni 11 e un rifiuto delle terapie mediche ogni 20. Dov'è il trattamento rieducativo?
Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona.
Il trattamento é improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche e a credenze religiose.
Negli istituti devono essere mantenuti l'ordine e la disciplina. Non possono essere adottate restrizioni non giustificabili con le esigenze predette o, nei confronti degli imputati, non indispensabili ai fini giudiziari.
I detenuti e gli internati sono chiamati o indicati con il loro nome.
Il trattamento degli imputati deve essere rigorosamente informato al principio che essi non sono considerati colpevoli sino alla condanna definitiva.
Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi. Il trattamento é attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti.
(Ordinamento Penitenziario)
In caso di eventuale condanna nei processi ancora in corso a suo carico, Silvio Berlusconinon si dimetterà da presidente del Consiglio dei ministri: "Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto".
Non l'avrei mai detto.
Mi ha spiazzato...
In fondo è sempre stato così eticamente corretto...
Ma ora capisco: lo fa per difendere la nostra democrazia.
Grazie Silvio, grazie.
Un 31enne viene sorpreso dai carabinieri con 20 grammi di droga addosso. Lo portano in carcere, ma da lì non uscirà più vivo. Un ragazzo anoressico e che soffriva di epilessia, ma che è entrato in carcere in normali condizioni di salute. Poi ciò che è successo è un mistero. Stefano Cucchi va in aula per il processo il giorno dopo, e ha il volto molto gonfio. Poche ore dopo viene trasferito in ospedale, all'oscuro della famiglia, alla quale non viene data nessuna informazione né la possibilità di vedere il loro caro. In ospedale muore. I parenti ora chiedono giustizia, ma soprattutto la verità, e hanno fatto pubblicare le foto choc del corpo di Cucchi, con il volto tumefatto, la mandibola spezzata, la schiena fratturata.
I medici del carcere dicono che "è caduto accidentalmente dalle scale". Ma pare impossibile pensare che una caduta dalle scale possa provocare quelle lesioni.
Intanto il ministro della Difesa La Russa dichiara di non aver "strumenti per dire come sono andate le cose", ma si dice "certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione". A priori.