Dopo un breve totoministri, ieri Silvio Berlusconi ha ufficializzato i nomi dei ministri che lo affiancheranno nel nuovo governo.
Il Sottosegretario sarà Gianni Letta. Nel 1993 è vicepresidente della Fininvest Comunicazioni e ammette che nel 1988 l'allora segretario del PSDI Antonio Cariglia lo contattò alla vigilia delle elezioni europee per avere più spazio sulle reti della Fininvest e per avere dei contributi per il partito. Letta conferma di avere versato al PSDI una somma, forse di una settantina di milioni (ma il reato di violazione della legge sul finanziamento ai partiti era stato amnistiato fino al 1989).
Ministro dell'Interni sarà Roberto Maroni, condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano. Inoltre è indagato per "creazione di struttura paramilitare fuorilegge".
Il Ministero dell'Economia è andato, come si aspettavano tutti, a Giulio Tremonti, che, come un bambino, ha tantissima voglia di continuare lo sfacelo iniziato con il precedente governo Berlusconi.
Stefania Prestigiacomo sarà il Ministro dell'Ambiente e già me la vedo a rovistare tra la monnezza di Napoli con autoreggenti e tacchi a spillo.
Altero Matteoli sarà il Ministro delle Infrastrutture. È indagato a Livorno per favoreggiamento verso l'ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all'isola d'Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di inquinare le prove. Il processo è ora fermo, bloccato dalla Camera.
Ministro delle Pari opportunità sarà Mara Carfagna. Credevo che non ci fosse nessun nesso logico tra Miss Italia e la politica, ma devo ricredermi. O forse no? Vedremo…
L'incarico di Ministro per i Beni e le Attività Culturali è stato conferito a Sandro Bondi, il cagnolino ammaestrato di Silvio Berlusconi che a sentirlo sembra un prete che ha appena ricevuto l’illuminazione.
Umberto Bossi è diventato Ministro delle Riforme. Ormai lo conosciamo, ma meno persone conoscono, forse, la sua fedina penale. Bossi è condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont, condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera, indagato e imputato in altri procedimenti penali (deve rispondere di attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato e di aver costituito una struttura paramilitare fuorilegge).
Infine, Roberto Calderoli ha avuto il più noto dei ministeri: il Ministero della Semplificazione. Insomma, tutte le leggi verranno ridotte ad un unico modello: la Porcata, celebre opera del militante leghista.
Aspettando, le reazioni della Libia…